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Quanto valgono le opere della Ricci Oddi?

Quasi 50 milioni di euro. Lo ha precisato Leonardo Bragalini (componente del travagliato cda della Galleria) nel corso di una serata rotariana dal titolo “Un raggio di sole tra le brume” ovvero la Ricci Oddi tra passato e futuro con l’intervento del Prof.

Alessandro Malinverni. Un incontro lontano dai colpi di scena della nomina della Presidenza e dalle polemiche scatenate dalle dimissioni dei vertici in carica;

un focus, in questo caso, sulla storia di una realtà unica nel suo genere.

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Con un ricco apparato di immagini, Malinverni, ospite dle Rotary Piacenza guidato dal Presidente Raffaele Orsi, ha ripercorso le principali tappe della nascita della Galleria piacentina e in particolare della raccolta di Giuseppe Ricci Oddi, nobiluomo e mecenate.

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Non tanto le opere, dunque, quanto il progetto, le sue origini, le finalità che lo hanno sostenuto, ma anche i tratti gentili e schivi del suo fondatore.

Costituitasi in poco più di due decenni, la collezione si impose da subito in Italia come modello di coerenza e buon gusto. Un progetto ancora oggi unico per le caratteristiche di omogeneità delle opere e per la peculiarità del contenitore he le ospita. Molte furono le difficoltà che il suo fondatore dovette superare per vedere coronato il suo sogno – ossia dotare Piacenza di una galleria d’arte moderna di primaria importanza. Tra i retroscena raccontati da Malinverni anche le polemiche che all’epoca accompagnarono il progetto: ostilità palesi in riferimento alla scelta del luogo dove collocare la Galleria e al fatto che al centro della raccolta non ci fossero artisti piacentini. La galleria fu comunque apprezzata già dai suoi contemporanei e la sua inaugurazione, come ha ricordato Malinverni nel corso della relazione, ebbe le attenzioni da parte della stampa nazionale ed europea. Fu salutata, in particolare, dal critico e drammaturgo livornese Sabatino Lopez come “un raggio di sole tra le brume, un cespo di rose tra le erbacce”. Un’immagine ritenuta emblematica dal Prof. Malinverni e, non a caso, il titolo del suo intervento al Rotary Piacenza. Un invito a guardare al passato, alle origini di questo bene culturale per tracciarne il futuro, nel segno di un’adeguata valorizzazione. Una rinascita attesa da tempo, e ancora senza risposte.

Durante la discussione emersa dalla relazione, anche la richiesta di stimare economicamente un patrimonio di opere scelte con grande cura da Ricci Oddi. Un valore difficile da quantificare- ha precisato Bragalini, editore e componente del cda della galleria- di sicuro una stima non inferiore ai 40/50 milioni di euro.

Tra le note polemiche anche le considerazioni di Malinverni circa l’attuale aspetto della galleria, una disposizione delle opere che fu radicalmente cambiata, su progetto di Stefano Fugazza, rispetto a quella definita dal fondatore. Restano poi gli endemici problemi (climatizzazione e insufficienza di spazi) dovuti a fondi costantemente inadeguati.

Alessandro Malinverni, nato a Piacenza nel 1982, è dottore di ricerca in Storia dell’arte moderna, conservatore del Museo Gazzola, insegnante di Storia dell’arte presso l’Istituto Gazzola e di Storia dell’arte sacra presso il Collegio Alberoni. Si occupa di arte e mecenatismo tra Sette e Novecento. Ha all’attivo una ventina di pubblicazioni, tra le quali diverse dedicate a Giuseppe Ricci Oddi e alla sua collezione; ha collaborato a una ventina di cataloghi di mostre; ha curato sette mostre e due convegni internazionali di studi. Ispettore onorario del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e vice-direttore del Centro Studi e Valorizzazione per le residenze ducali di Parma e Piacenza, è delegato alla cultura del FAI di Parma e Accademico di Parma.

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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