[VIDEO] VIAGGIARE A PIACENZA, CHE FATICA. STORIA DI UNA INSEGNANTE CHE RISCHIA DI RESTARE A PIEDI PERCHE’L’AUTISTA DEL BUS NON HA IL RESTO

La disavventura di Emanuela Sbordi, docente di inglese alla Secondaria di Vigolzone, che, non potendo fare il biglietto allo sportello degli autobus, perché ancora chiuso, questa mattina, non é riuscita a farlo sul bus Pc/Carmiano perché l’autista non aveva il resto di 20 euro. “HO CHIAMATO I CARABINIERI-racconta- perché penso che questo disservzio leda un diritto legittimo, rispettato in molti altri paesi dove il biglietto si può pagare sul bus anche con carte e bancomat”

Ecco la sua lettera e la sua intervista

“Signor Direttore,
buongiorno. Questa mattina alle ore 6,30 una cittadina piacentina, trovandosi improvvisamente impossibilitata ad usare la propria auto, è uscita dalla sua casa in centro per recarsi alla stazione degli autobus alla Lupa a prendere la corriera delle ore 7,15 per recarsi al lavoro a scuola a  Vigolzone. La biglietteria era chiusa – apre ogni giorno alle 7,30. Ha cercato nella sala d’attesa una macchinetta elettronica per comprare il biglietto, ma c’erano solo tre distributori di bibite e merendine. Allora si è ricordata che si può acquistare il biglietto direttamente sulla corriera. Una volta salita, ha chiesto all’autista se poteva comprare da lui il biglietto e, ricevuta risposta affermativa, ha estratto una banconota da € 20, il pezzo più piccolo che aveva nel portafoglio. L’autista si è affrettato a dire, con tono un po’ piccato, che non aveva il resto, per cui la piacentina ha proposto di pagare con bancomat o carta di credito. Ricevuto un rifiuto, sarebbe dovuta scendere dalla corriera, aspettare l’apertura degli uffici alle 7,30, comprare lì il biglietto e attendere la corsa successiva.
Ma la piacentina in questione non si è persa d’animo e, come tutta risposta alla negazione del biglietto, ha chiamato al telefono i carabinieri. Dopo essersi presentata e aver specificato che, come insegnante e pubblico ufficiale, avrebbe dovuto essere in servizio a scuola alle ore 7,45 a Vigolzone, ha spiegato la situazione e chiesto che la telefonata fosse registrata, per un eventuale discussione con un controllore. Il carabiniere al telefono è stato estremamente collaborativo. La piacentina si è quindi seduta e ha viaggiato senza biglietto fino a Vigolzone, ma domani, ancora senza auto e potendo partire per il lavoro un’ora più tardi, provvederà a pagare anche per la corsa che non ha potuto pagare oggi.
E se invece di una piacentina testarda e puntigliosa fosse successo a un americano, un giapponese, un inglese o altro straniero incapace di parlare italiano o intimorito da tale situazione?
Nei Paesi civili, nel 2019 il biglietto si compra anche a bordo dell’autobus e della corriera, con monete o banconote di qualsiasi taglio, con bancomat e carte di credito. In Italia no. Perché?
Ah, dimenticavo: quella piacentina sono io.”

Emanuela Sbordi

Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna...

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