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Nuova Scuola Media a Piacenza. Bertamoni “La bocciatura? Un fallimento della scuola”

“La nuova scuola media nasce da una richiesta che ci arriva dalle famiglie, dai ragazzi, dalla società.” Potrebbe partire già a settembre, a Piacenza, nella sede che ospita il Liceo della Fondazione San Benedetto, in via Genocchi, 4, la prima scuola basata sul metodo Daniele Novara. Lo conferma il preside del Liceo San Benedetto, prof. Fabrizio Bertamoni.

Una scuola media nella quale i voti saranno sostituiti da valutazioni evolutive. Un percorso innovativo centrato sulla relazione, sull’apprendimento cooperativo e su una valutazione che valorizza i progressi di ogni studente.

L’idea di una scuola nuova, come ribadito da Bertamoni, in un video su Fb, é sicuramente in linea con alcune richieste che arrivano proprio dalle famiglie, alimentate anche da esperienze di educazione parentale o comunque di scuole innovative, che il periodo del Covid ha favorito. Insomma, é innegabile che c’é un bisogno di aria nuova nella scuola.

Resta il fatto che un progetto del genere solleva molte domande e non pochi dubbi; ne abbiamo parlato con Daniele Novara, che ha ribadito i punti cardine del suo metodo, in parte già sperimentato in alcune scuole d’Italia.“Un metodo che permette di fare scuola in modo interessante-ribadisce Novara-dando molta motivazione agli alunni. Non solo lezioni frontali, ma soprattutto laboratori maieutici dove a partire da situazioni- stimolo sono gli alunni a cercare risposte e a trovare sintesi. Sono molto onorato dell’invito a collaborare da parte del prof. Bertamoni, si tratta della possibilità di offrire alle famiglie e agli alunni una diversificazione, una possibilità di scelta in ambito scolastico. La scuola é una comunità di apprendimento che merita una svolta in ambito metodologico.”

Ma in pratica come sarà questa nuova scuola media? 

Abbiamo raggiunto il prof. Fabrizio Bertamoni, preside del Liceo San Benedetto, per farci spiegare qualcosa di più degli aspetti organizzativi e didattici di questo progetto.

L’idea nasce da lontano, da una prima esperienza che abbiamo fatto con il prof. Vincenzo Arte, autore del libro “Crescere senza voti. Il metodo rivoluzionario che sta cambiando la scuola” un metodo in questo caso riferito alla secondaria di secondo grado, in particolare al Liceo.

Da qui lo spunto per lavorare su un progetto simile, pensando anche: perché non far rinascere una scuola media? In questo modo potremmo ripristinare una lunga tradizione didattica dell’Istituto Orsoline, che ci ospita e che per secoli si é dedicata a questo tipo di formazione con valori ancora attuali, seppur ricollocati nel presente. La collaborazione con Daniele Novara ci darà modo di dar forma a questo progetto basandoci su un metodo che riporta il ragazzo al centro, con criteri precisi che ci trovano d’accordo.

Non solo scuola media

Il progetto é ampio. Non solo scuola media, ma, in realtà, scuola dell’obbligo, ovvero medie+due anni delle superiori. Un progetto educativo-didattico votato alla conoscenza, allo scoprire sé stessi, a seguire determinate inclinazioni. Così a 16 anni lo studente avrà la possibilità di scegliere un ramo scientifico o umanistico con maggior consapevolezza. Non solo nozionismo, togliamo la pesantezza della prestazione e della competitività, mettendo i ragazzi in una situazione di dialogo.

Come si svilupperà concretamente questo metodo? 

Si parte con la formazione dei docenti ovviamente. Abbiamo docenti giovani, pronti ad accogliere e ad applicare in classe queste novità. Ma ci sarà una sorta di formazione dedicata anche ai genitori con incontri e open day che inizieremo a proporre, per chi fosse interessato, già in agosto. Una sinergia che proseguirà nel corso dell’anno scolastico: una volta al mese ci sarà una riunione con genitori, insegnanti e studenti e si discuterà dell’andamento del gruppo classe.

Come sarà organizzato il tempo-scuola?

Il tempo scuola riprende un pò i ritmi della primaria. Lezioni dalle 8.30 alle 12.30, poi pausa pranzo: il pasto verrà portato da casa e consumato in spazi adeguati con garanzia della sorveglianza. Il tutto su modello europeo. Dalle 14.00 alle 16.00 ancora lezione. L’orario si svilupperà dal lunedì al venerdì, sabato a casa.

Daniele Novara ha accennato al suo metodo dicendo che  “I ragazzi, le ragazze e i genitori e di Piacenza avranno un’opportunità unica: vivere la scuola come spazio di crescita, riconoscimento, accoglienza e sviluppo di tutte le proprie risorse. Un luogo in cui l’errore è una possibilità, il gruppo è una risorsa e la valutazione sarà basata non su classifiche ma sul riconoscimento dei propri progressi”. Pensa che sarà facilmente applicabile? Come?

Come dicevo all’inizio ci siamo decisi a partire in questa direzione perché tante famiglie ce lo hanno chiesto e spingono in questa direzione. Come? Cercando di far passare determinati contenuti senza per forza scendere in ambito competitivo. La scuola é il primo luogo di divisione sociale, Don Milani é rimasto un’idea, perché la realtà é che la scuola separa e dice “questo va bene e questo non va bene” un’anticamera dell’ambiente produttivo. La nostra Costituzione invece dice che le scuole di secondarie sono scuole di formazione dell’individuo, la scuola di specializzazione é l’università. Quindi bisogna cercare di dare contenuti educativi, da educare, inteso come condurre.

Citando sempre Novara e tornando al tema della valutazioneLa valutazione evolutiva si propone di riconoscere il percorso di sviluppo degli alunni e delle alunne in termini di competenze acquisite, maturazione personale e partecipazione attiva al percorso di apprendimento. Non si valuta l’errore come fallimento, ma come tappa fondamentale del processo di crescita. La valutazione, in questo senso, diventa uno strumento pedagogico, non un giudizio statico.E la bocciatura, non é prevista?

La bocciatura esiste per legge, noi cercheremo di cancellare questo fallimento, svolgendo il lavoro durante l’anno nell’ottica di un rapporto a due, ma non “io contro te e tu contro me” saremo invece impegnati entrambi in un’azione educativa proficua.

Il presupposto del metodo che andremo ad applicare é che la bocciatura é un fallimento della scuola, però a pagare é sempre solo il ragazzo. La scuola può essere selettiva o inclusiva. Se é selettiva dobbiamo rassegnarci alla dispersione scolastica e a categorie sociali definite. Ci sono ragazzi che già 14 anni sono condannati ad una strada e diamo loro anche la colpa. Con le neuroscienze queste cose non hanno più ragione di essere.

Che numero di iscrizioni dovrà raggiungere perché la scuola media possa partire già a settembre 2025?

Non abbiamo stabilito dei numeri, vedremo che tipo di interesse ci sarà da parte delle famiglie. Abbiamo già ricevuto molte telefonate e diverse conferme di attenzione nei confronti del progetto. Se questo si tradurrà nella creazione di un gruppo classe partiremo. Noi siamo pronti.

Nel frattempo prosegue anche il percorso, in crescita, del Liceo San Benedetto, con due indirizzi:

Si. 230 ragazzi, Liceo scientifico ad indirizzo sportivo e Liceo delle scienze umane opzione economico-sociale, 22 docenti.

Il giardino interno al Palazzo delle Suore Orsoline a Piacenza

Lo spostamento in via Genocchi, nel palazzo delle Suore Orsoline é avvenuto per ragioni di spazio. Questa é una scuola a tutti gli effetti: qui abbiamo una palestra, un terrazzo meraviglioso, un giardino bellissimo; oltre, ovviamente, ad aule e spazi comuni adeguati ai numeri.

Con le suore abbiamo un rapporto straordinario, in particolare Suor Elena ci segue come appoggio spirituale, come memoria storica, per garantire continuità con quello che ci ha preceduti. Qui c’é sempre stata una scuola, per vocazione della fondatrice, ecco perché hanno scelto, non a caso, di ospitarci.

Si può dire che sia una scuola elitaria, almeno in termini economici? Immagino non abbia, tra i suoi studenti, ragazzi extracomunitari.

Guardi le rispondo con alcuni numeri, e un paragone. Nella scuola statale ogni ragazzo costa 8mila euro all’anno, alla comunità. Da noi costa molto meno. Ma, restando nell’ambito delle paritarie, costa meno anche rispetto ad altri Istituti, penso a Milano. Certo, in questo caso, parliamo di scuole con strutture e servizi di ogni tipo, un’offerta ricca e di qualità alta che ovviamente giustifica anche i costi più onerosi per le famiglie.

Tornando al San Benedetto, abbiamo solo un ragazzo extracomunitario, più altri due, che però sono stati adottati da famiglie italiane.

Chiudiamo come siamo partiti, dalla nuova scuola media, basata sul metodo Daniele Novara; cosa si aspetta?

Per ora mi sento di dire che con questo progetto stiamo facendo quello che le famiglie si aspettano da noi. La scuola paritaria deve cercare di dare risposte in un ambito innovativo e a me non mancano le idee. Ad esempio, già da tempo, ho presentato un progetto di  Liceo musicale, una proposta lanciata al Conservatorio Nicolini, per ora senza risposta.

Del resto, la strada é in salita. In Italia ci sono tante persone in grado di proporre progetti educativi nuovi, ma non é facile farlo, men che meno nella scuola statale perché é ancorata ad un sistema ancora molto frenato dalla burocrazia e dalla collegialità. Andrebbe modificata a monte, con una innovazione radicale, ma non é facile e in pochi ci hanno provato. Per quanto riguarda la nuova scuola media, vedremo. Per ora lavoriamo sulla comunicazione e sull’informazione, se ci sarà una risposta saremo felici di far partire una prima classe già da settembre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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