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ALLA PASSERINI LANDI IN MOSTRA “PELLEGRINAGGIO LAICO”

Lunedì 7 alle ore 17 presso la Biblioteca Passerini Landi a Piacenza si inaugura, presentata dal sociologo Adriano Corsi, la mostra fotografica “PELLEGRINAGGIO LAICO'” di Valerio Spagnoli. L’ artista è sempre attento a fissare in questa forma d’arte aspetti del sociale. In passato ha ritratto la squadra di pallavolo degli atleti dell’ospedale di Villanova ed ha allestito la mostra “Gli invisibili” dedicata agli immigrati.
Di particolare interesse sono le foto che Valerio Spagnoli scatta durante i suoi viaggi, perché ha un suo particolare modo di viaggiare. Non va in giro per evasione, per guardare semplicemente, ma segue un tema e quindi compie un percorso visivo che è anche esperienza e ricordo. Un modo di viaggiare che tiene insieme sguardo e intelligenza il cui risultato è riflessione ed emozione, talvolta memoria come in questo caso.
In Biblioteca, visibili fino al 3 maggio, saranno infatti esposte le tracce del suo viaggio più recente sui luoghi delle cinque grandi stragi che hanno ferito la nostra storia italiana: Piazza Fontana a Milano, Piazza della Loggia a Brescia, stazione di Bologna, Ustica, treno Italicus.
Foto di allora accostate, quasi fuse, in quelle di oggi come le ha viste Valerio Spagnoli che ci restituisce una realtà su cui riflettere.

Un’attualità che quasi si sovrappone a quel dolente passato, tentando di fagocitarne la memoria, di dimenticare, di passare oltre.
Certo, ogni anno si faranno le commemorazioni ufficiali, ma quella che conta di più è la partecipazione intima, personale a questi anniversari. È quella davvero più sincera e spontanea. È ciò che vedremo in questa mostra dove un giovane uomo non ha usato le sue vacanze per evadere, ma per non dimenticare e capire di più andando sui luoghi di dolore e di mistero, il mistero mai completamente svelato delle stragi di Stato.
Azzeccatissimo il sotto titolo della mostra: “Lo stato delle stragi’ che si può interpretare in due modi: la situazione delle stragi e/o lo Stato che ha fatto le stragi. Sui cinque plotter c’è la sintesi visibile dell’intero viaggio esteriore (sui luoghi) e interiore (ricordo, empatia, commozione). Una mostra da non perdere sia per il dovere che abbiamo della memoria sia per il rispetto che dobbiamo a quelle morti innocenti. Vedere la mostra è pure utile per cogliere il suggerimento di viaggiare in modo diverso, più consapevole, perché esso diventi anche esperienza di crescita umana e civile.

Bruna Milani

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