Grande sinergia con il presidente Massimo Trespidi e tante nuove idee, tra cui quella di un’orchestra sinfonica piacentina, che a breve verrà presentata alla città.
Roberto Solci, pianista, compositore e direttore d’orchestra, da novembre scorso anche e soprattutto direttore del Conservatorio Nicolini di Piacenza, si prepara ad importanti annunci e ad affrontare, con la sua squadra, l’imminente sfida del Conservatorio diffuso, con studenti e docenti ospitati in vari luoghi della città, per consentire i lavori che interesseranno il corpo centrale dell’edificio di via Santa Franca. Una rivoluzione logistica che non fermerà i progetti già sul tavolo ma che, anzi, potrebbe rappresentare, al netto dei disagi pratici, una nuova opportunità per diversi cambiamenti.
L’ORCHESTRA SINFONICA DEL CONSERVATORIO E infatti é proprio il direttore Solci ad anticiparci che a breve ci sarà un primo grande evento con il quale si presenterà alla città la nascita dell’Orchestra Sinfonica del Nicolini. Il nome ancora top secret, ma il progetto, decisamente ambizioso e impegnativo, é chiaro e le audizioni sono in corso. Si tratta di una compagine di circa 40 musicisti di altissimo livello, composta da docenti del Conservatorio e da studenti selezionati tra i migliori, che punta a diventare un riferimento culturale non solo a Piacenza, ma anche oltre i confini provinciali. “Nessuna concorrenza con gli organici strumentali che già operano in città -precisa Solci- ma il desiderio, come previsto dallo Statuto, di dar vita ad un’orchestra che sarà una vera eccellenza; una realtà fissa, di rappresentanza anche per la città. Una vera Orchestra di Piacenza, importante non solo per il Conservatorio, ma anche per tutto il territorio.”
LA MUSICA COME PROFESSIONE Oltre 500 iscritti, con dipartimenti molto gettonati, come ad esempio le classi di canto (in questo caso meta di studenti soprattutto stranieri), il Conservatorio di Piacenza punta ad attirare nuova linfa “Stiamo pensando a progetti che possano gratificare gli studenti con un premio artistico, aiutandoli ad entrare nel mondo del lavoro, coinvolgendoli in iniziative al di fuori dei percorsi curricolari e che prevedano un compenso economico. Tra le altre, la già citata Orchestra Sinfonica, ma ci saranno anche altre opportunità per guadagnare o per poter accedere a borse di studio”. E’ solo una delle idee che il direttore Solci ha portato a Piacenza e che spera, compatibilmente con la disponibilità delle risorse, di poter sviluppare.
Il tema è ampio: la musica è ancora troppo poco considerata in Italia, difficile dunque incentivare i giovani a studiare questa arte per farne una professione e non solo come hobby.
“In Italia ci sono pochissime orchestre stabili- ricorda Solci- e anche i posti di lavoro nella formazione non sono molti. Servirebbero più istituti ad indirizzo musicale (a Piacenza solo la Calvino, tra le scuole medie, propone questa scelta) ma soprattutto la musica dovrebbe diventare una forma di educazione civica, come accade nei Paesi del Nord Europa, dove si dà ampio spazio a questo tipo di formazione”.
Parlando poi di eccellenze e di progetti innovativi, non si può dimenticare XNL Musica. I Dipartimenti di Musica Elettronica e Jazz che hanno trovato “casa” nel Palazzo ex Enel, non solo aprono il Conservatorio a nuovi linguaggi, ma sono dotati di tecnologie innovative per la fruizione, l’esecuzione, la composizione e la sperimentazione musicale. “Una tecnologia avanzata che ci rende unici in Italia-rimarca Sozzi- dunque molto interessanti per gli studenti che vogliono approfondire questo ambito, con mezzi adeguati, proiettati verso il futuro, anche professionale”.
UN CONSERVATORIO PIU’ APERTO Per il suo mandato, il direttore Solci, immagina un Conservatorio più aperto alla città. Con la musica che esce dai luoghi classici e raggiunge chiunque la voglia ascoltare, in modo più diretto.
Sinergie con le istituzioni, dialogo con le realtà culturali della città (tra le altre, il Piacenza Jazz Fest), collaborazioni finalizzate a far crescere la diffusione della musica anche in ambito propedeutico, perché la musica possa diventare un linguaggio il più possibile diffuso anche nell’infanzia. Le sfide che aspettano il Conservatorio sono tante e diverse. Le basi ci sono e, stando ai primi contatti, tira aria di “fare squadra” come già in altri ambiti culturali della città. La musica sta cambiando, forse. Aspettiamo di ascoltarla per capire se sarà davvero quella di una nuova stagione anche per la città.



