HomeAttualitàIL MISTERIOSO FASCINO DEL PRESEPE

IL MISTERIOSO FASCINO DEL PRESEPE

Per il decimo anno consecutivo c’è la mostra del presepe presso l’Oratorio parrocchiale “G. Scotti” di Podenzano. Un tempo si portavano i bambini in una sorta di pellegrinaggio in molte chiese e persino in case private a ” visitare i presepi”. Ricordo quello allestito a Piacenza in San Carlo dove le statuine si muovevano, l’acqua scorreva, il tempo pure e la notte diventava giorno. Ogni tanto all’improvviso usciva persino il Diavolo e provavamo un brivido di paura. Non so quanti bambini oggi vengano accompagnati a visitare i presepi, a sostare a lungo con calma, in silenzio, davanti a quei paesaggi così diversi da quelli che abitiamo. Osservare con attenzione, introiettare immagini, fissare emozioni, analizzare i propri pensieri è un’abilità sempre più rara, un dono invidiabile e preziosissimo.

Dono che non manca certo ai presepisti, gruppi di persone o singoli, che costruiscono presepi impiegando giorni e giorni di paziente, meticoloso, accuratissimo lavoro. Spesso creano vera arte, non solo passatempo, non solo artigianato. Ogni artista del presepe immagina a suo modo la Natività e il contesto storico-geografico, ma tutti, proprio tutti, hanno il culto del particolare come se il particolare avesse la stessa importanza della Sacra famiglia, degli angeli, dei pastori e dei Magi e forse ce l’ha almeno complementare.

Mi sono chiesta spesso, e continuo a domandarmelo, in cosa consista quel fascino magnetico del presepe che pare essere ben di più della rievocazione della nascita e del culto di Gesù. Le chiese sono piene di immagini sacre eppure davanti ad esse non proviamo la stessa cosa. Allora perché il presepe attrae così tanti e non solo cristiani? Per i bambini fare il presepe può essere un gioco, ma cosa spinge uomini grandi e grossi a cimentarsi con umili oggetti di pochi centimetri? Forse l’attrazione innata, ancestrale, verso la semplicità delle origini, di quando gli oggetti assolvevano in forme elementari, nude, alle loro funzioni.

Tutto era essenziale, non esisteva il superfluo. In tal modo si era più vicini al ‘nocciolo’ del vivere e la verità della vita era dimostrata dalla convivenza di umani, animali e natura. Per quanto difficili quella vita e quel paesaggio dovevano dare un senso di pace o almeno di non conflitto. Talmente forte il legame fra tutte le creature, talmente limpido l’animo dei semplici che, dopo un attimo di smarrimento, i pastori credono alle parole dell’angelo e seguono la cometa portando con sé i propri animali. La foto del titolo “Cammino d’Oriente'” , il presepe costruito da Massimo Storti del Gruppo presepisti di Piadena, è pura poesia dove “quell’andare verso” è seguire una luce dell’anima, un’intuizione, un annuncio, una speranza.

L’ attenzione quasi maniacale, perfetta, che i presepisti mettono non solo verso i personaggi, ma verso ogni oggetto, è una lezione di sguardi, di come dovremmo osservare l’esistente per capire che nulla è insignificante e tutto ha una sua bellezza. Non occorre possedere chissà cosa, andare chissà dove, stare insieme a chissà chi: con lo sguardo del presepe, con la logica del presepe, ogni cosa e persona merita la nostra attenzione e il nostro amore. Splendida l’idea del Gruppo presepisti di Fiorenzuola che ha proposto l’incontro fra Peppone e don Camillo proprio mentre insieme allestiscono un presepe.

Presepisti di Fiorenzuola “Natale a Brescello”

Poiché Natale è invito a convergere in un punto d’amore, invita all’incontro. Anche tra avversari è possibile se si abbandonano sovrastrutture culturali, preconcetti, autoreferenzialità. Troppa fretta e disattenzione limitano la capacità di cogliere appieno l’esteriorità e l’interiorità di tutto . Da qui noia, depressione, aggressività. Invece basterebbe dedicare attenzione a tutto quel che ci circonda per capire il valore di tutto ciò che nella sua naturalezza esiste. Il presepe, oltre agli alti messaggi spirituali che offre, propone di vivere sobriamente, terra terra, letteralmente, cioè a stare sul cuore della Terra aderenti alle cose elementari, ai sentimenti semplici, solidi, rassicuranti, a tutto ciò dunque su cui si regge davvero il mondo. Allora visitare i presepi diventa utile, non solo piacevole. Alla mostra di Podenzano (PC) hanno partecipato con le loro opere i gruppi di presepisti di Piadena, Podenzano e Fiorenzuola. Per l’allestimento, l’impianto elettrico, la grafica, per i turni d’apertura c’è un esemplare lavoro di gruppo che vede coinvolti anche la Parrocchia e il Comune di Podenzano insieme agli Alpini, alla Pro Loco di Podenzano , ai Marciatori del gruppo “Gelindo Bordin”.

Una mostra che merita di essere vista in ogni dettaglio comprese le cartoline d’epoca con le quali si inviavano gli auguri di Natale e che donano ancora tante suggestioni.

Collezione Salvatore Battini “Cartoline di Natale”

Commovente il piccolo Gesù che dorme col culetto scoperto,

Sergio e Rina Rossi “Silenzio!Gesù dorme”

l’altarino di don Camillo,

Gruppo di Fiorenzuola “Altarino di Don Camillo”

il nonno che gioca col nipotino vicino al piccolo triciclo.

Claudio Stefanini “Particolare”

l’Annunciazione perché da lei tutto è cominciato.

Carlo Maria Strozzi “Annunciazione”

I napoletani con la loro fantasiosa giocosità mettono ogni tipo di personaggio anche d’attualità nei loro presepi desiderando che tutti possano convivere pacificamente.

Presepisti, collaboratori, parroco e sindaco all’inaugurazione

A Podenzano il presepe punta sulla tradizione e sull’interiorità perché è da lì che possiamo cominciare a cambiare per migliorare il mondo.

Bruna Milani

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2 Commenti

  1. Grazie Bruna,come sempre tratti dei temi importanti che altri non sfiorano neppure.Ho conosciuto l’altro ieri in un bar di Piacenza un napoletano appassionato di presepi. Parlava di lui bambino,dell’amore che il padre gli aveva trasmesso per i presepi.Grazie sempre per la profondità con cui parli della vita.

  2. Tu, Bruna, possiedi davvero quello “sguardo con cun cui tutti noi dovremmo osservare l’esistente per capre che nulla è insignificante e tutto ha la sua bellezza” !
    Sai cogliere la profondità…della semplicità!

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