HomeAttualitàAttenti alla truffa delle monetine che cadono dall'auto. La testimonianza di una...

Attenti alla truffa delle monetine che cadono dall’auto. La testimonianza di una piacentina

Riceviamo e pubblichiamo il racconto di una piacentina che denuncia di essere stata bersaglio di un tentativo di truffa. Un raggiro per fortuna sventato dalla prontezza della protagonista che, alla fine, ci ha anche guadagnato. La sua testimonianza può sicuramente servire ad evitare nuovi inganni di questo tipo, truffe odiose che purtroppo si verificano anche a Piacenza con modalità molto simili.

“Oggi, ore 11,00 al parcheggio dell’Eurospin alla Galleana. Esco dal supermercato dopo aver fatto la spesa, metto la spesa nel baule e dell’auto, salgo e blocco subito le portiere.
Infilo la chiave per avviare il motore e con lo specchietto del mio lato vedo una ragazza dall’aspetto di una sudamericana che si avvicina alla mia auto, affianca la portiera e mi dice:
– Signora, le sono caduti dei soldi. –
Erano anni che stavo aspettando quella situazione!!!!!!!!!!!
Dopo avermi detto così, la ringrazio fingendo di essere caduta nella sua “vecchia” trappola; la ragazza passa davanti al muso dell’auto e fa cinque o sei passi.
Senza uscire dall’auto, portiere bloccate e borsa in mano, abbasso di pochi centimetri il finestrino lato passeggero, la chiamo a gran voce: – Scusi, per favore… – e lei sembra avvicinarsi. Le dico che, se mi raccoglie lei i soldi, la pago. Lei all’inizio è imbarazzata, e io insisto.
Nei pochi secondi da quando mi dice del denaro caduto, io ho solo un’ossessione: tirare fuori quel “benedetto” telefono che non vuole uscire dalla borsa, accedere alla fotocamera e fotografare l’imbrogliona.
È una corsa contro il tempo e riesco solo a dirle: – Scusi, si giri un attimo! – che lei è già sparita dentro a qualche auto o chissà dove.
Accidenti! Ho fatto solo in tempo a fotografarla di striscio. Comunque la saprei riconoscere al 100%.

Esco dalla mia auto, naturalmente con borsetta e cellulare, blocco le portiere e mi metto a cercarla nel parcheggio. Chissà dove era salita e si era accucciata…
Ho chiesto ad alcune persone che stavano chiacchierando lì vicino, sono anche rientrata nel supermercato a controllare, ma non l’ho più trovata.
Adesso aspetto solo la telefonata in cui mi dicono che mio figlio o mia figlia o un mio nipote o altro parente ha avuto un incidente e devo pagare fior di quattrini per risolvere la situazione.
Però potrebbero anche capitarmi alla porta dei (falsi) carabinieri o (falsi) addetti del gas o dell’acquedotto che devono controllare le mie utenze.”

Lettera firmata

ARTICOLI CONSIGLIATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Articoli Recenti

Ultimi Commenti