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“L’artista e il libro. Da Rodin a Picasso” in mostra alla Galleria Ricci Oddi

Apre al pubblico domenica 10 novembre alle ore 11.30 la mostra L’artista e il libro: da Rodin a Picasso. Selezione di beaux-livres dalla collazione di un bibliofilo: nel Salone d’onore della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza saranno esposti trenta libri selezionati dalla raccolta di volumi realizzata dal collezionista e bibliofilo Giovanni Aldobrandini e costituita da più di 200 esemplari di grande bellezza e rarità.

Il termine francese Beaux-livres si usa per definire libri realizzati in tirature limitate da esperti artigiani e artisti. Si tratta di particolari edizioni nelle quali il contenuto letterario e l’arte visiva si fondono in un’armoniosa espressione artistica, facendo dell’oggetto libro una vera e propria opera d’arte. È questo l’ambito messo a fuoco dalla mostra che vuole essere una finestra sull’affascinante intersezione tra arte e libro in un percorso che porterà il visitatore a incontrare grandi artisti, autori, ma anche stampatori, editori, legatori e raffinati artigiani.

L’arco cronologico dei volumi in mostra occupa i primi cinquant’anni del Novecento, con una particolare attenzione agli anni Venti, periodo d’oro di questo genere. All’interno del percorso espositivo capolavori creati da artisti del calibro di August Rodin, Henri Matisse, Pablo Picasso, André Derain, Gino Severini, dimostrano come l’ambito dell’editoria sia stato spesso campo di indagine delle arti visive. Accanto a questi esemplari, i volumi prodotti da alcune delle Fine Press (piccole stamperie private che usano tecniche artigianali) più celebri e raffinate del Novecento quali Kelmscott Press di William Morris, Cranach Press o l’Atelier di François-Louis Schmied esaltano l’architettura del libro e dei suoi materiali.

A questo percorso si affianca un focus su alcune famose edizioni riferibili al Surrealismo, movimento di cui ricorre nel 2024 il centenario della nascita: i lavori di Marcel Duchamp, Max Ernst, Salvador Dalì, Man Ray i testi di André Breton e Paul Éluard testimoniano l’esistenza di un altro tipo di editoria che sebbene dagli esiti molto diversi – si tratta infatti di libri realizzati in più ampie tirature, con tecnologie industriali, carte e legature economiche – partecipano al clima di grande interesse che gli artisti visivi hanno dimostrato per il libro come luogo di ricerca, riflessione e collaborazione e che oggi, per bellezza e rarità sono entrati a pieno titolo tra gli scaffali del bibliofilo appassionato.
Ogni area tematica è supportata da brevi video che mostrano le pagine interne di alcuni dei libri contenuti nelle teche.

IL PERCORSO ESPOSITIVO:
La mostra si apre con la presentazione di un grande capolavoro del libro fatto a mano e curato nei minimi dettagli: La Création: le trois premieres livres de la Genèse (1928), volume illustrato, composto e stampato all’interno dell’Atelier parigino di François Schmied, un artista del libro molto celebre negli anni Venti e nell’universo del collezionismo bibliofilo, ma sostanzialmente sconosciuto al grande pubblico. Sfogliando idealmente le pagine de La Création, grazie al supporto di un breve video, sarà possibile ammirare i dettagli delle pagine costruite con un ritmo originale, le illustrazioni e i caratteri tipografici così da apprezzare un vero e proprio capolavoro Art Déco che nel raccontare la storia della Genesi, riflette sulla creazione del libro, sulla sua architettura e costruzione. Raymond Hesse, scrittore e bibliofilo francese

contemporaneo di Schmied lo definì “il libro d’ore del Ventesimo secolo, il tentativo di creare con procedimenti moderni un libro degno di un messale illuminato del Medioevo”.
Il percorso continua poi con tre aree tematiche, ciascuna delle quali sottolinea una caratteristica del beau livre; la suddivisione è una proposta aperta per ragionare sulla complessità della struttura del libro, sia nella sua composizione materiale, sia nella sua componente più progettuale.

Si parte da FIGURE, una teca dedicata all’illustrazione come elemento cardine della costruzione dei volumi in mostra: dagli splendidi e materici colori distesi a stencil da Jean Saudé su disegno di Gino Severini per le pagine di Fleurs et masques, alle delicate litografie di Auguste Rodin per Le Jardin des Supplice, magistralmente confezionate tra diafane pagine in carta velina, sino ad arrivare alle ironiche e folkloristiche xilografie policrome di André Derain per il magnifico Pantagruel di Rablais.

Si passa poi a LETTERE, un gruppo di libri che sottolinea l’importanza della tipografia, del carattere tipografico e dell’impaginazione, su tutti il Beowolf uscito dai torchi della mitica Kelmscott Press di William Morris, ma anche gli ironici capolettera eseguiti con disinvoltura dal pastello litografico di Henri Matisse per Lettres Portugaises dell’editore Tériade oppure le pagine con caratteri incisi a mano dal pittore ceco, fra i maggiori esponenti della pittura astratta, František Kupka.

Il percorso sul Bel Libro si chiude con la teca LEGATURE, dedicata alla confezione e alla rilegatura. È questa forse la teca più tradizionale e più inattesa al contempo. Henri Beraldi – un grande esperto di edizioni – disse: “La bibliofilia inizia dalla legatura”. La tradizione del beau livre vuole infatti che l’editore pubblichi il volume non rilegato: i fogli sciolti, contenuti in una cartellina (chemise) e conservati in un astuccio salvapolvere (ètui), vengono poi fatti confezionare dall’acquirente che seleziona un rilegatore di fiducia, il quale studia una soluzione personalizzata, realizzata con tecniche artigianali e materiali di grande pregio: raffinate pelli marocchine, oro, platino, lacche dipinte a mano, legni rari. La storia ha poi consacrato grandi artisti-legatori e le loro manifatture, che messe a veste di un’edizione di pregio, hanno, nel tempo, accresciuto il valore dei volumi stessi. Ed è così che si espongono le elaborate geometrie in oro su pelle rossa di Pierre e Antoine Legrain, i lavori illustrati del legatore-libraio Laroux o quelli elaborati e magistralmente risolti di Cretté.

La mostra si avvale della curatela scientifica di Veronica Bassini, storica dell’arte, ricercatrice presso l’Università di Genova e tipografa. Al piacentino Studio E Tre si deve l’allestimento espositivo, arricchito dal progetto grafico di Luca Lattuga e dai video in mostra di Francesco Clerici, mentre Lucia Pini, direttrice della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, ha coordinato e diretto l’esposizione.

Pur nel rispetto dei diversi approcci, la mostra dialoga a distanza con Artists making books. Pages of Refuge, esposizione allestita fino al 7 dicembre presso l’American Academy di Roma, dove parimenti figura un importante nucleo di volumi provenienti dalla collezione Aldobrandini.

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L’artista e il libro: da Rodin a Picasso
Selezione di beaux-livres dalla collezione di un bibliofilo mostra a cura di Veronica Bassini

Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi via San Siro, 13 – 29100 Piacenza

dal 10 novembre 2024 al 2 marzo 2025
da martedì a domenica, dalle 9:30 alle 13:00
da venerdì a domenica, dalle 15:00 alle 18:00 Ingresso: intero 9 €; ridotto 5 €
Per informazioni: info@riccioddi.it; tel. 0523 320742

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