Nel corso dei primi sei mesi del 2024, confermando quanto già rilevato nella seconda parte del 2023 con i dati a consuntivo pubblicati nel numero 45, il turismo piacentino ha sostanzialmente concluso la sua fase ascendente di sviluppo e di recupero dai minimi del covid. Lo fa – complice l’ulteriore il rallentamento del ciclo economico – anticipando a livello regionale dinamiche che molto probabilmente rivedremo nei mesi successivi anche in altre province (ad esclusione di Parma e Ferrara che già condividono la nostra situazione), e che per adesso sperimentano ancora risultati positivi. In base ai dati elaborati dal Servizio Statistica della Regione, i flussi turistici dell’Emilia-Romagna nel primo semestre di quest’anno sono stati infatti ancora mediamente in crescita (+7,7% gli arrivi; +7,3% le presenze), e ciò particolarmente nella Romagna e a Bologna, mentre hanno accusato una contrazione soprattutto nella parte più occidentale dell’Emilia, da noi e nel parmense. Piacenza “stacca” una variazione percentuale ’24-’23 pari a -1,4% per gli arrivi e a -3,5% per le presenze, Parma rispettivamente – 2,6% e -1,8%. Nonostante questo arretramento, si deve comunque notare come l’ambito piacentino riesca ancora a mantenere tassi di variazione positivi rispetto al 2019, specialmente a livello di pernottamenti (+13%), dove è secondo solo alla provincia di Bologna (+14,7%).
ANCHE IL COMUNICATO STAMPA a firma di Patrizia Barbieri, Jonathan Papamarenghi e Federica Sgorbati, commenta questi dati.
“Non serviva attendere gli ultimi, impietosi, dati sul turismo per sapere che le attuali politiche di promozione di Piacenza sono disastrose. Da parecchi mesi, infatti, come confermano i nostri interventi in Consiglio comunale e sui media, ammoniamo l’Amministrazione Tarasconi su come lo slancio impresso, assieme a un intero sistema territoriale, all’attrattività turistica si stesse spegnendo, portando anzi a cali sempre più preoccupanti.
Ogni punto di affluenza turistica perso sono decine di migliaia di euro, e posti di lavoro, dell’indotto del settore bruciati, vanificando gli sforzi dei soggetti privarti.
Non ci sono scusanti per una tale situazione, che come avevamo anticipato a gennaio segna numeri negativi già dall’estate 2023: tutto il demerito va imputato alle sbagliatissime scelte politiche sulle quali avevamo allertato, inascoltati, l’Amministrazione con anticipo, dal momento che non ci interessa la polemica, ma offrire il massimo spirito collaborativo nell’interesse della Città e degli operatori del settore.
Una serie di errori che spiegano molto bene perché il turista abbia iniziato a schivarci: manca una proposta di livello governata dall’Assessorato competente. I Musei di Palazzo Farnese, anziché fulcro attrattivo, sono utilizzati per ogni sorta di altro intrattenimento: cena, riunione, ufficio comunale, come parcheggio. Personale di custodia e orari di apertura sono tagliati vergognosamente, ormai più da ufficio pubblico che non da museo attrattivo e accogliente.
Scellerato si è rivelato anche il prestito dei nostri capolavori nei periodi di maggiora affluenza, come il Klimt – che noi invece avevamo tanto valorizzato – al Forte di Bard. Per non parlare della fallimentare mostra dei Fasti Farnesiani, onerosissima e con risultati talmente scarsi che la stessa Amministrazione non voleva diffonderli.
Per completare il capolavoro il raddoppio della tassa di soggiorno a carico di chi dorme nelle strutture ricettive della Città. Questi solo alcuni dei ‘capolavori’ messi in campo dall’Amministrazione Tarasconi!
A sorprendere, insomma, non è il fatto che i turisti siano calati – e nonostante oggi Piacenza abbia anche la presidenza di Destinazione Turistica Emilia, in passato a Reggio e poi Parma -, bensì che ne arrivino ancora nonostante le iniziative dell’Amministrazione.
Confidiamo che, se non quella comunale, almeno l’Amministrazione provinciale, per quanto di competenza, ponga rimedio a questo declino.”
Patrizia Barbieri, Federica Sgorbati, Jonathan Papamarenghi – Consiglieri comunali e già Amministratori di Piacenza



