HomeAttualitàGiunta Barbieri, pagella dei primi 100 giorni

Giunta Barbieri, pagella dei primi 100 giorni

L’elezione della nuova amministrazione comunale, col cambio di colore politico dopo 15 anni, aveva provocato in larghe fasce di cittadini l’aspettativa del cambio deciso di passo.

E oggi, dopo quattro mesi, cos’è successo?

Proviamo a ripercorrere i primi passi della giunta Barbieri.

Cominciamo con la tempesta giudiziaria che si è abbattuta sul Comune il giorno dopo l’insediamento della giunta. Dopo gli inevitabili clamori iniziali, sembra un’operazione condotta bene e con la dovuta discrezione: dopo attento esame arrivano i primi licenziamenti, ma soft, senza aria di caccia alle streghe. Voto 7 e ½.

Subito dopo il cambio della viabilità del Corso. Promessa elettorale mantenuta. Chi si è lamentato semplicemente doveva andare a votare per Rizzi. E comunque, quando l’amministrazione Dosi aveva messo mano alla viabilità dell’ultima parte del Corso i social si erano scatenati in critiche feroci. Voto 8.

Piacenza capitale della Cultura 2020 e lo scontro con la Banca di Piacenza. Primo scivolone della giunta Barbieri: il guru venuto da Torino non convince, ma quantomeno il suo compenso è molto lontano dagli archistar, quasi da geometra di provincia. Il risultato, e cioè se Piacenza sarà tra le dieci finaliste (che, coi tempi che corrono, sarebbe una mezza vittoria) è ancora da sapere. La proposta sembra molto generica, ma del resto se Lecce ha vinto offrendo solo spettacoli di strada e Mantova col nulla assoluto, noi potremmo anche aspirare all’Oscar alla carriera. Lo scontro con l’unica banca locale poteva essere evitato? Certamente si. Voto 5/6.

 

Passiamo allo Stradone Farnese. Era nato nel 1500 come via trionfale di accesso alla città. I Farnese avevano preteso che la nobilità provinciale vi erigesse i suoi più bei palazzi per dargli un’aspetto solenne e austero, amplificato dalla larghezza della strada e dai colonnotti di granito. Poi arrivano le giunte di sinistra. Piccati dal non averci potuto ricavare nessuna rotonda i solerti assessori sono riusciti a storpiarlo, riempiendolo negli anni di piste ciclabili approssimative, togliendo spazi ai parcheggi, inserendo cartelli multicolori e infine i biscotti. E qualche dissuasore no? Uno solo, enorme, all’inizio dello Stradone, che contringe ogni auto a fermarsi per non rompere le sospensioni. Un circo Barnum al posto della risposta piacentiva ai Fori Imperiali. L’abbassamento dei biscotti (l’intervento della nuova giunta) ci fa pensare alla stessa decisione salomonica del Sant’Antonino girevole: cerchiamo di non scontentare nessuno. Voto 5 ½.

Abolizione del festival del Diritto. Partiamo subito dal voto: 10 e lode. Non era solo un festival inutile e autoreferenziale, era totalmente avulso dalla storia e dalle tradizioni piacentine. Un ircocervo impiantato su un tessuto che di diritto non sapeva (e neppure voleva sapere) niente. Una sorta di riedizione del sabato fascista, con scolari precettati per subire ore di dibattiti sul sesso degli angeli. Alberi blu da Piccolo Principe de noantri o da Art Attack. Inguardabile. E dove mettiamo i vari Fini, Scalfaro, Napolitano, Cacciari, Zagrebelsky chiamati a dibattere sull’aria fritta?

L’abbandono della rete Ready. Un’altra promessa elettorale. Nuova amministrazione, nuove priorità. Può piacere o meno, ma è quello che i piacentini che hanno eletto Barbieri & company dovevano aspettarsi. Voto 6.

La recentissima mozione Levoni contro Pulcheria, Spazio 2 e Spazio 4. Un altro prevedibile “riposizionamento” della città, oggi governata dal centrodestra. Voto 6.

Ma adesso, demolito il demolibile dei quindici anni di centrosinistra, la giunta Barbieri comincerà a costruire qualcosa? Ci dirà qualcosa, dopo quattro mesi dal suo insediamento, sulle sorti del parcheggio di piazza Cittadella, sulle aree militari, sul nuovo ospedale, su un piano integrato antismog? Anche per dire di no, per carità. Ma dica qualcosa. Di pars destruens, anche gli elettori affezionati, si sono quasi stancati.

Articolo di Massimo Solari

Laura Parmeggiani
Laura Parmeggianihttps://www.piacenzadiario.it
Laura Parmeggiani è giornalista pubblicista e freelance nel settore della comunicazione. Si laurea nel 2015 in Graphic Design, ma è il video ad appassionarla particolarmente: proprio con questo mezzo inizia a raccontare la città sul blog "Piacenza Diario". Ha collaborato con la TV VideoPiacenza - Canale Italia 159, realizzando servizi e approfondimenti per la redazione del notiziario locale. Per alcuni politici locali cura la comunicazione social e tradizionale.
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