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Soresi FdI replica alla sindaca Tarasconi “Io, esposta a gogna mediatica.Questione affrontata con superficialità”

Non si placano le polemiche in merito alla vicenda del colonnello in pensione Giovanni Fuochi e del suo un selfie in divisa da SS, con svastica al braccio, pubblicato su Fb e poi rimosso. Un episodio che ha avuto vetrine mediatiche nazionali e ben sintetizzato, quanto a commenti e scontri, da Giovanni Volpi direttore de Ilmiogiornale.net.
https://www.ilmiogiornale.net/il-colonnello-in-divisa-nazista-e-la-bufera-su-piacenza-a-chi-giova/
Una scintilla che ha  innescato un’ondata di commenti, anche pesanti, sui social; ma soprattutto un botta e risposta tra la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi e Sara Soresi capogruppo di FdI in consiglio comunale a Piacenza. Partiamo dalla nota di Tarasconi, seguita dalla replica immediata di Soresi e dall’intervento di Tommaso Foti, capogruppo FdI alla Camera.
LA NOTA DELLA SINDACA KATIA TARASCONI 
“Apprendo con dispiacere che la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Sara Soresi è stata oggetto di minacce in qualche modo legate all’episodio che nelle ultime ore ha fatto parlare l’Italia, e mi riferisco all’ex ufficiale dell’Aeronautica militare nonché ex comandante della base piacentina di San Damiano Giovanni Fuochi che ha postato su Facebook una sua foto abbigliato da gerarca nazista con tanto di svastica al braccio accompagnando l’immagine con la minacciosa frase “Sinistrorsi vi aspetto”. Condanno fermamente ogni espressione e manifestazione di violenza, comprese le minacce rivolte alla consigliera Soresi, alla quale esprimo piena solidarietà. Leggo anche che di tali minacce vengo incolpata direttamente dalla stessa consigliera: sarei stata io, attribuendole con un fantomatico “comunicato all’Ansa” un like al post in questione, a provocare le ire degli “odiatori”. Faccio presente che non ho inviato alcun comunicato all’Ansa ma, al contrario, sono stata contattata telefonicamente dal corrispondente dell’agenzia di stampa per un commento sull’episodio che ribadisco essere allucinante, soprattutto perché ha come “teatro” un territorio, quello piacentino, il cui capoluogo è città Medaglia d’oro al Valor militare per la guerra di liberazione dal nazi-fascismo. Un concetto che, insieme ad altri, ho espresso in post tutt’ora visibile sui miei profili social personali. Tale post, inviato anche ai giornali, è l’unica mia presa di posizione scritta sull’episodio. Nel commentare telefonicamente la vicenda con il giornalista dell’Ansa, ho espresso la mia opinione anche sugli apprezzamenti digitali che la consigliera Soresi, per tramite del suo profilo Facebook, ha lasciato su alcuni post dell’ex ufficiale Giovanni Fuochi. Tra tali apprezzamenti ce n’è uno che salta all’occhio e che riguarda un post, successivo a quello “incriminato”, nel quale lo stesso Fuochi rivendica il diritto di mostrarsi indossando una “bellissima” divisa da militare nazista annunciando contemporaneamente azioni legali nei confronti del quotidiano Libertà. Il like della consigliera Soresi c’è e su questo ho espresso la mia libera opinione, esattamente come fa la stessa consigliera ogni volta che ne sente la necessità. E la mia è un’opinione di dura e legittima critica, che ribadisco: dimostrare apprezzamento nei confronti di un ex servitore dello Stato che rivendica il diritto di potersi mostrare indossando la svastica che simboleggia le atroci sofferenze dell’olocausto è una cosa che nessuno dovrebbe fare, dal mio punto di vista; né tantomeno dovrebbe farlo una rappresentante delle istituzioni come la consigliera Sara Soresi. Ricordo che stiamo parlando di un ex ufficiale dell’Aeronautica militare che ha scritto sui social frasi come “sono fascista e ne sono orgoglioso”. Direi che, divisa nazista a parte, già esternazioni del genere basterebbero a suggerire a chiunque di prendere le distanze. Di conseguenza trovo legittimo poter stigmatizzare i like della consigliera Soresi ad apprezzamento di alcuni post di questo signore. Non ha messo il “mi piace” al post con la divisa nazista? Non ho mai detto o scritto che l’abbia fatto. Il mio commento, che ribadisco, è al post in cui Giovanni Fuochi rivendica il diritto di mostrare la sua “bellissima” divisa con svastica al braccio. Post che conta tre like in tutto, uno dei quali è quello di Sara Soresi. Ebbene, oggi apprendo dalle dichiarazioni a mezzo stampa della stessa consigliera che il like in questione non sarebbe farina del suo sacco ma, al contrario, sarebbe opera di un malvivente che le avrebbe hackerato il profilo Facebook. In altre parole, l’identità digitale della consigliera sarebbe stata “rubata” (tra l’altro non per la prima volta) da qualcuno che, spacciandosi per lei, avrebbe messo un like al post in cui Giovanni Fuochi ha rivendicato il diritto di vestirsi da nazista e mostrarsi sui social. Anche con riferimento a questo hackeraggio, esprimo piena solidarietà alla consigliera Soresi che immagino avrà già sporto o sporgerà a breve regolare denuncia. Ciò detto, rispondo di ciò che faccio e non intendo rispondere di ciò che non faccio: non ho mai attribuito alla consigliera un suo like al post di Fuochi in divisa nazista ma ho criticato, e critico ancora, i like della consigliera Soresi ai post dello stesso Fuochi, ovvero di un uomo che – oltre a mettersi in mostra con la svastica al braccio – si proclama orgogliosamente fascista e pronuncia sui social frasi come “se mi dessero un po’ di spazio, vedresti come spariscono gli Lgbt e coglioni vari”. Frasi da cui la consigliera Sara Soresi dovrebbe prendere le distanze in modo chiaro, e non limitandosi a liquidare come semplice “post fuori luogo” quello dell’ex militare Fuochi. Non vorrei sbagliarmi, ma noto il tentativo di volere – come al solito – spostare l’attenzione sulla sottoscritta dandomi la colpa addirittura delle minacce che la consigliera Soresi purtroppo riceve. Ripeto, sono dispiaciuta che le abbia ricevuta ma, invece che prendersela con me (che ho semplicemente commentato, come tanti altri, un episodio), dovrebbe pensare a concedere con più attenzione i suoi apprezzamenti digitali.
LA REPLICA DI SARA SORESI
“Un comunicato che apparentemente avrebbe come scopo quello di chiedere scusa per la gogna mediatica a cui sono stata sottoposta proprio a causa di dichiarazioni
del Sindaco (perché ancora ad oggi su alcuni quotidiani nazionali appaiono virgolettate) salvo poi espormi nuovamente e immotivatamente al fango social che da giorni sto ricevendo.
La verità è che ho messo una reaction (la faccina che piange) ad un solo post che parlava di Piacenza. Non ad altri.
Giustificare la superficialità usata nell’affrontare la questione facendo riferimento ad un altro post oggetto di hackeraggio (e il Sindaco ben sa come sono andate le cose da un anno a questa parte) non fa che dimostrare la sua totale incapacità di riconoscere l’errore.”
Chi riveste una carica così importante come quella di Sindaco non dovrebbe in alcun modo agire con così tanta leggerezza e, prima di esporre un consigliere comunale (e in generale qualsiasi persona) alla gogna pubblica, bene farebbe ad accertarsi di come le cose sono andate realmente.
Sono l’esponente di una partito a lei avverso ma sono prima di tutto una persona, con pregi, difetti e sentimenti.
E allora, nella foga di farmi fare una figuraccia, forse prima avrebbe dovuto contare almeno fino a dieci.”
TOMMASO FOTI CAPOGRUPPO FdI ALLA CAMERA 
“Non vi è ragione alcuna per associare Fratelli d’Italia al post di Giovanni Fuochi: e’ ignobile estendere la condivisa condanna ai contenuti e all’immagine del predetto post al nostro movimento politico, cui per altro il Fuochi mai e’ stato iscritto.
In alcun modo possiamo tollerare che si tenti di confondere una responsabilità personale, prendendo a pretesto la candidatura da indipendente ad una consultazione amministrativa, con una responsabilità oggettiva di Fratelli d’Italia.
Come e’ gravissimo quanto pubblicato da Fuochi, altrettanto lo è il volere coinvolgere Fratelli d’Italia nell’accaduto: e’ una ripugnante strumentalizzazione politica, penalmente rilevante. E come tale sarà trattata.”
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