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“Pacco, posta, visita, telefonata, partenza”. Quando l’estate al mare era in colonia dalle Orsoline

Pacco, posta, visita, telefonata, partenza.

Chi è stato in colonia al mare conosce questa filastrocca, successione di eventualità legate al treno, alla casualità del numero delle carrozze, alla possibilità flebile che accada davvero quello che speri tu.

I miei ricordi, in particolare, mi riportano agli anni settanta, alla residenza delle Orsoline a Rapallo, oggi invitante Casa per Ferie, come recita il sito web che mostra scorci di una struttura di pregio: villa, parco, spiaggia privata. Luogo incantevole anche allora, ma per chi, come me, c’è stato in quegli anni, non restano ricordi piacevoli. Regole rigide, spesso immotivate, scandivano giornate cariche di nostalgia e tristezza.

Ancora oggi quando passo da quelle parti, il flashback è inevitabile. Basta il profumo del parco, un rumore, uno sguardo al portone d’ingresso o a una delle finestre da cui alla sera, di nascosto, guardavamo le luci dell’Hotel Bristol, per tornare a quelle estati infinite. Il rumore del treno, in particolare, mi riporta a quegli istanti in cui dalla spiaggia, spalle al mare, contavamo le carrozze. Un gioco amaro, che non portava mai quello che prometteva.

 

Pacco, posta visita, telefonata, partenza.

Le telefonate, certo, arrivavano spesso. Così come le cartoline e le lettere rassicuranti di mia madre. Ma le visite, e soprattutto la desiderata partenza, il ritorno a casa, restavano lontane. Mio padre, camionista titolare di una piccola realtà imprenditoriale, le ferie le dava ai suoi dipendenti. Per lui, e per mia madre, che teneva contabilità e casa, solo le domeniche e il giorno di Ferragosto. “Questa bambina soffre il caldo, dobbiamo mandarla un po’ al mare”. Le Orsoline erano il meglio. Cibo, pulizia, struttura, la possibilità di esercitarmi al pianoforte, tutto perfetto. I miei, insomma, facevano mille sacrifici per garantirmi un adeguato cambiamento di clima, in buone condizioni, per quanto possibile.

Dai 15 anni in su, poi, la indisponibilità dei miei a fare ferie, si rivelò straordinaria opportunità per un’autonomia conquistata in anticipo, rispetto a tanti miei coetanei. Ecco allora le vacanze-studio in Inghilterra o al mare/montagna al traino della famiglia di qualche amica (in particolare Rita e Lucia che ringrazio ancora) che mi ospitava come figlia acquisita e, ormai, con una certa indipendenza.

Una cosa è certa. Il segno di quelle estati dalle Orsoline, resta indelebile. Oggi che le vacanze le trascorro con mio marito e i miei figli, apprezzando il valore di giornate insieme, lontani dalle occupazioni quotidiane, non posso fare a meno di pensare come sarebbe stata bella una vacanza con la mia famiglia d’origine.

 

Pacco, posta visita, telefonata, partenza.

Quando poi dal mare, guardo il treno che passa e ripeto la filastrocca, la malinconia si intreccia a una nuova serenità, perché il flashback svela anche la fine della storia. La partenza dalla colonia, ogni volta, arrivava puntuale. Il ritorno a casa, tra le cose e le persone che amavo, era sempre gratificante e cancellava quasi del tutto le pagine buie di quei soggiorni marini. Gli anni a venire, oggi lo so, sarebbero stati pieni di affetto e di bei momenti che ancora oggi, che i miei genitori non ci sono più, restano come saldo riferimento nelle tante prove della vita.

Mirella Molinari

 

 

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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