Lasciate che io sia il vostro trovatore
Così ha esordito Angelo Branduardi ieri sera a Veleia, rivolgendosi ad un pubblico, proveniente da tutto il Nord Italia, che già nei giorni scorsi aveva registrato il tutto esaurito per questa data del Festival di Teatro Antico 2017.
Il cantautore prima di entrare nel vivo del concerto si è dichiarato onorato di esibirsi in un luogo come l’antico teatro romano, ammettendo candidamente di non averlo mai sentito nominare prima di avere avuto questa occasione di suonarci.

“Siamo avvolti da pietre che parlano, in questo caso che cantano“, ha continuato,” fin da bambino mi è stato insegnato che la storia dell’umanità è la storia della musica.
Altre forme di arte dicono e si contraddicono nei diversi momenti storici, ma la musica segue un suo percorso che non si interrompe mai, se non forse nell’ultimo periodo di crisi.
La musica rappresenta una storia dell’umanità vera, viva, coi suoi progressi, le sue cadute, le sue tentazioni.
È importantissimo che la musica torni in questi posti. Questo è un luogo dove fare musica rappresenta un grande orgoglio.”

Branduardi ha proseguito poi riferendosi al potere mistico della musica:
“Vede ciò che la natura umana non può vedere, è uno sguardo gettato al di la di una porta chiusa in un giardino proibito e bello: mi auguro che riusciremo a rapirvi e a portarvi in questo giardino segreto, lasciate che sia il vostro trovatore”.

E sicuramente Branduardi, cantore moderno, è riuscito, insieme alla sua band – bravissimo il chitarrista Antonello D’Urso -, a trasportare gli spettatori nel suo mondo fiabesco.
Dalla Pulce d’acqua all’Oro dei nani, passando per i brani dell’Infinitamente Piccolo, l’album che incise su richiesta dei frati francescani (“Quando gli chiesi scusate ma perché proprio io?, mi risposero Ego te absolvo, Dio sceglie sempre i peggiori”) fino ai successi come Cogli la prima mela e La fiera dell’est: più di un’ora e mezza di concerto con pubblico super coinvolto che teneva il ritmo a suon di battimani. Un successo, insomma.
A fine spettacolo noi ci siamo diretti ai camerini per provare a intervistare Branduardi, come ci aveva consigliato il suo addetto stampa aggiungendo che non garantiva nulla, in quanto aveva già annullato un appuntamento con un giornalista: attorniati da fan speranzosi in attesa di autografo, attendiamo qualche minuto.
Nulla. Non si è mai palesato, nemmeno per incontrare i suoi ammiratori, che si sono dovuti accontentare dei cd autografati portati loro da un addetto.

Forse era impegnato a gustare i salumi piacentini donati dal sindaco di Lugagnano Jonatan Papamarenghi (assieme al gustoso regalo l’artista ha ricevuto anche una targa realizzata con l’argilla di Veleia dal Maestro Sergio Brizzolesi).
Del resto avevamo letto che era difficile intervistarlo.
Ciononostante la magia c’è stata, l’impressione è che preferisca parlare attraverso la sua musica.



