Sono partiti anche da Piacenza per protestare contro la costruzione del Biolaboratorio previsto a Pesaro. Sono partiti consapevoli che è solo il primo di 20 altri laboratori previsti (uno di questi a Sigonella, un altro vicino a Perugia) per la creazione e manipolazioni di virus.
Laboratori di massima Sicurezza che però non è mai abbastanza e Wuhan lo dimostra anche se era a un grado di sicurezza in più. Il grande problema fdi questi insediamenti non è solo un rischio batteriologico o simili, non solo il pericolo in caso di terremoto o alluvioni, ma il rischio più preoccupante è forse quello della non trasparenza, del difficjle controllo, sulle responsabilità ultime.
Infatti come dimostra Trieste che ha qualcosa di analogo, il laboratorio diventa un luogo extra territoriale interdetto ai cittadini. Ovviamente non può essere aperto a tutti, ci mancherebbe, ma tutti hanno il diritto di conoscere le finalità, chi davvero sovraintende, chi ha il più alto opotere decisionale. A volte questi tipi di laboratori fanno capo a organi militari ed è un aspetto che preoccupa.
La manifestazione è stata un successo, adesso si vedrà se il sindaco di Pesaro accetterà finalmente di incontrare i giornalisti e di rispondere ai suoi cittadini.
Ai rischi non ci sono confini, per questo tutti, in tutto il mondo si sentono coinvolti.
I piacentini che sono andati a Pesaro dopo un lungo viaggio e un percorso anche sotto la pioggia l’hanno fatto per tutti.
Bruna Milani



