Una cena all’altezza di un grande personaggio, quella che si è svolta lunedì 3 Aprile, al settimo piano del Grande Albergo Roma. La diciannovesima conviviale invernale del Rotary Piacenza ha infatti ospitato Enzo Malanca, presidente di Alma, Scuola Internazionale di Cucina Italiana con sede a Colorno (PR). Malanca ha accettato l’invito del Presidente del club piacentino Giovanni Struzzola, in nome di una lunga amicizia che li lega, e con l’obiettivo di raccontare i numeri e i risultati di una scuola che porta il Made in Italy in tutto il mondo.
L’UNIVERSITA’ DEL MADE IN ITALY A TAVOLA Enzo Malanca, ospite della serata insieme alla moglie, ha ricordato come Alma sia una realtà di alta formazione e di assoluto rilievo in ambito internazionale, “il più autorevole centro di formazione per tutti coloro che vogliono diventare chef, pasticceri o panificatori, per coloro che sognano di fare il sommelier o che intendono diventare maître, gestire un ristorante o una struttura nel settore dell’ospitalità”. Un’eccellenza della formazione che ha contribuito a valorizzare le peculiarità agroalimentari locali e nazionali.
La sede, la splendida Reggia Ducale di Colorno, ristrutturata per ospitare il progetto, contribuisce a rendere questa realtà un fiore all’occhiello locale e italiano.
“Si tratta- ha ricordato Malanca- del risultato di un lungimirante lavoro di squadra messo in atto da istituzioni e imprenditoria locale”
IL CONFRONTO CON PIACENZA E anche Alma é uno degli esempi di come i “cugini” parmigiani siano riusciti a mettere insieme in modo proficuo competenze, volontà di collaborazione e risorse, facendo così di Parma la capitale della Food Valley Italiana.
Inevitabile, nel corso della serata, il confronto con Piacenza, sviluppato attraverso le considerazioni di alcuni soci e nello spirito rotariano di riflessione e condivisione, senza riferimenti politici o di critica fine a sé stessa. “Piacenza ha puntato invece sulla logistica-é stato ricordato anche dal Presidente Struzzola- ma non é stata capace di avere come compensazione di inevitabili disagi, un progetto di ampio respiro, in modo da diventare, ad esempio, la capitale italiana della formazione per una logistica moderna e di qualità”.
UN “ALLIEVO” DI ALMA IN FORZA ALL’ALBERGO ROMA Nessun dubbio sul fatto che Alma oggi sia fucina di nuove generazioni di chef ed operatori nella ristorazione. Una scuola dove non solo si impara a cucinare, impiattare, servire e stupire con il cibo, ma nella quale si assorbono anche rigore e disciplina che garantiscono la serietà dell’offerta formativa, ma soprattutto un rispetto di regole che sono alla base anche di una buona prestazione professionale. Una scuola di alta specializzazione, gestita con principi di stampo quasi militare, che forma professionisti di altissimo livello grazie anche a docenti altamente specializzati – il relatore, ad esempio, ha ricordato il lungo rettorato di Gualtiero Marchesi. Non solo. L’inserimento nel mondo del lavoro, al termine dei corsi, è immediato e di successo. “Ristoratori ed operatori di settore si rivolgono a noi, soprattutto in questo periodo, per reperire professionalità da inserire nei loro progetti imprenditoriali” Una realtà impegnativa, selettiva, ma anche qualificante e gratificante, con la garanzia di poter effettuare stage davvero formativi in tutti i settori della ristorazione.
“I nostri ragazzi hanno aperte le porte del lavoro in tutto il mondo-ha ricordato Malanca- tante volte in città e paesi stranieri mi é capitato di incontrare in hotel e ristoranti ex allievi di Alma e di apprezzare con soddisfazione come la nostra scuola li abbia resi competitivi in un settore sempre più difficile” E un esempio non é mancato nemmeno a Piacenza, presso il Grande Albergo Roma dove si é svolta la serata rotariana. Un dipendente del noto Hotel piacentino, Antonio Longo ex allievo di Alma, ha salutato con affetto e stima il suo ex Presidente , l’occasione per un abbraccio sincero e per ricordare i tempi della “scuola”.




