E’ la dott. Teresa Contini, 28 anni, che abbiamo incontrato e intervistato. E giovani sono anche i neo sposi, che hanno rinunciato ai regali di nozze, per contribuire all’acquisto di un’auto per le cure palliative a domicilio, mentre continua l’impegno di due club Rotariani piacentini che hanno scelto di erogare un fondo cospicuo per questo progetto nel nome e nella memoria di Stefano Donelli.
Dietro al progetto di Cure Palliative a domicilio a Piacenza ci sono tante storie e tanta umanità, ma anche tante risposte ad una serie di bisogni di cui la medicina dovrà tenere sempre più conto.
Un percorso avviato da luglio 2016, coordinato dalla dott Raffaella Berté, responsabile delle Cure Palliative, e realizzato grazie alla Fondazione di Piacenza e Vigevano, all’Ausl e all’Ordine dei Medici.
Quello della domiciliarietà é il terzo di quattro nodi che formano il progetto di cure Palliative; si aggiunge ai due Hospice, Piacenza e Borgonovo, e anticipa l’ambulatorio, prossimo obiettivo, ancora da realizzare.
Un traguardo importante, che risponde all’esigenza di chi preferisce restare a casa, in famiglia, anche nella fase acuta della malattia. Anche il Rotary, in particolare il Rotary Piacenza e il Rotary Fiorenzuola, ha erogato fondi per sostenere questa opportunità. Una donazione di 5000 euro, intitolata a Stefano Donelli, che aggiungerà ai servizi già esistenti, la reperibilità/consulenza telefonica di notte e nei festivi da parte di un medico, per alcuni pazienti, e allo scopo di evitare ansie, preoccupazioni e frequenti viaggi al Pronto Soccorso.
Ma cosa sono le cure palliative? A chi sono rivolte?
La dott. Raffaella Berté, responsabile dal 2011 delle Cure Palliative della ausl di Piacenza, ci ha ribadito che non si tratta di un’alternativa alla cura, ma di una cura vera e propria, attiva e globale, prestata a pazienti la cui malattia (non solo tumore) non può essere guarita.
70 quelli che da luglio ad oggi, alternando periodi in Hospice, sono stati seguiti domiciliarmente a Piacenza, in città o in provincia.
Al centro del progetto il medico di famiglia, sostenuto in modo professionale da un’equipe multidisciplinare: medico palliativista, infermiere, psicologo. Parte della squadra piacentina la vedete in questa foto, da sinistra a destra: Monica Bosco (medico), Maria Lupo (infermiera), Teresa Contini (medico), Silvia Bonfanti (infermiera), Valentina Vignola (psicologa), Davide Cassinelli (infermiere Case manager) e Raffaella Berté (responsabile U.O. Cure Palliative)
Come già detto, abbiamo incontrato in particolare Teresa Contini, medico, e Silvia Bonfanti infermiera, insieme alla coordinatrice dott. Berté.
28 anni, laureata in medicina da 4, appartenente ad una famiglia di medici da varie generazioni, la dott Contini ha scelto le cure palliative perché è convinta del loro valore. Dopo un corso specifico e un periodo di stage in Hospice a Piacenza, dove lavora ancora, ha accettato un contratto annuale per occuparsi delle visite a domicilio- Con lei anche Silvia Bonfanti, che dopo due anni di lavoro in Hospice a Borgonovo, ha accettato questa ulteriore sfida.
Il paziente che lo desidera, insomma, può vivere la malattia e la fine vita nella sua casa, tra i suoi affetti, in una dimensione che più di altre preserva dignità e rispetto.
Un aspetto su cui la medicina dovrà lavorare ancora, anche a Piacenza e per il quale ci si muove ancora in termini di solidarietà. Prossimo appuntamento, venerdì 2 giugno, con la Giornata del ciclista. Al velopattinodromo di Piacenza, ancora con il Rotary Piacenza



