Io ci ho provato a trovarne una all’ombra, ma era talmente scomoda che ho preferito i gradini (sporchi) di una chiesa. Ero in piazza Cavalli intorno alle 12 in attesa di un appuntamento e mi sono detta “Va be. Aspetto qualche minuto in giro, troverò un posto al fresco dove sedermi, che non sia un bar…”. Errore. Le uniche panchine in centro sono in piazza Duomo (quasi sempre occupate, in quanto in numero limitato, e quasi sempre al sole) e in piazzetta Plebiscito, splendido angolo della città con frescura assicurata. Le panchine però sono scomodissime, senza schienale. Non ci si trova mai nessuno, se non in transito con brevi soste per il cane. Qualcuno che bivacca o dorme e poco più.

Non a caso, all’epoca della loro istallazione furono paragonate a sarcofaghi e non pochi suggerirono d guardare a quanto fatto in altre città (vedi nella foto esempio di Macerata) dove panchine simili erano state però corredate da sedili in legno con spalliera.


Una città senza panchine in centro, senza sedute che non siano quelle dei bar, é una città che non accoglie, che non invita a fermarsi, che non ci prova nemmeno farsi a guardare. Riservata, a tratti scontrosa, e decisamente scomoda.
Forse adesso che eventi straordinari illuminano di luce nuova i nostri tesori d’arte e che anche noi piacentini stiamo imparando a guardare la città ed ad ammirarla, spunterà anche qualche panchina in più sotto cupole o volte di chiese e palazzi del centro. Chissà, magari qualche candidato sindaco le già ha inserite nel suo programma. Poca spesa, massima resa.



