Questa mattina alcuni candidati della lista Liberali Piacentini-Terzo Polo, tra cui il candidato sindaco Corrado Sforza Fogliani, si sono recati in zona Via Nino Bixio per un sopralluogo. La situazione di estremo degrado della zona, in questo stato da anni, era stata riportata all’attenzione dalle gattare che si occupano delle due colonie feline sotto al cavalcavia dell’autostrada: nell’articolo di Piacenza Diario (a questo link) lamentavano la paura di recarsi in Via Nino Bixio ogni giorno per accudire i gatti, proprio per le condizioni in cui versa l’area, e avevano fatto appello al Comune per sollecitare un intervento.

Noi, da parte nostra, avevamo provato a chiedere una risposta ad alcuni assessori: Luca Zandonella, Sicurezza, ci aveva detto di sentire Paolo Mancioppi, assessore all’ambiente. Mancioppi ci ha risposto che era affare della Baio, assessore con delega agli animali, trattandosi di colonie feline (il problema in realtà non riguarda le colonie, ma il degrado dello spazio circostante). Elena Baio ci aveva detto di sentire Mancioppi e Zandonella.

Comunque questa mattina, dopo una visita alle colonie feline – gli unici spazi ben tenuti della zona- Sforza Fogliani e i candidati, tra cui i consiglieri uscenti Michele Giardino di Buona Destra e Mauro Saccardi (Gruppo misto), hanno preso atto delle condizioni in cui versano le palazzine fatiscenti, occupate abusivamente e adibite allo spaccio di sostanze, e la vegetazione incolta che nasconde aree piene di ogni tipo di rifiuti.

«È intollerabile – ha detto Sforza Fogliani – che vi sia, dentro un’area di 4-5mila metri quadri, a neanche 1km da Piazza Cavalli, una situazione del genere e che sia stata tollerata per tanto tempo. Il fatto che siamo qui oggi denota la nostra volontà di fare qualcosa per Piacenza. Il Comune per sistemare un’area del genere non spenderebbe più di 100-200mila euro e questo spazio, confinante oltretutto con la Società Vittorino da Feltre, verrebbe restituito alla città».



A complicare la vicenda, il fatto che l’area in questione sia in parte del Comune, in parte demaniale, e in parte (le palazzine) di una società di Rimini.

«Questo aspetto – come sottolineato da alcuni candidati – genera il cosiddetto effetto dello scaricabarile, per cui alla fine il degrado in cui versa quest’area non è colpa di nessuno, e nessuno se ne occupa»
Michele Giardino (Buona Destra) ritiene che «la modalità della ruspa, con politiche di propaganda che si proccupano di risolvere problemi localizzati, come nel caso dell’abbattimento dell’ex mercato ortofrutticolo, non funziona. Le persone si spostano, non vengono via insieme agli immobili che si abbattono, e il problema dell’abusivismo si ripropone in altre aree della città. Altro aspetto da considerare, l’emergenza abitativa: il patrimonio dell’edilizia popolare è datato rispetto alle richieste. Ogni anno tante persone sperano di ottenere una casa, ma le abitazioni vengono assegnate al 20% dei richiedenti. Dove va a finire l’altrol’80%? Avevo provato a chiederlo al Comune e ai servizi sociali in un’interrogazione e mi è stato risposto laconicamente “di questo non si occupa il Comune”»

A confermare questo aspetto drammatico, l’incontro che abbiamo fatto sulla via del ritorno con Cinzia Ferrari, piacentina di 55 anni e suo marito, indiano, di 59 anni in sedia a rotelle, che hanno trovato riparo in una delle palazzine fatiscenti della zona.
«Mio marito è malato e in carrozzina, non possiamo più stare qua. Da tempo chiediamo un alloggio ma non ce lo danno. Adesso gli alloggi li danno a chi vogliono…. Noi non ce l’abbiamo con la povera gente che scappa dalla guerra, ma adesso sembra che vengano aiutati solo loro e degli altri ci si dimentichi.»




