Lo annuncia l’Arch. Stefano Benedetti che comunica di aver consegnato oggi, lunedì 7 marzo, all’Ufficio Protocollo del Comune la richiesta qui allegata in copia, corredata da 518 firme di cittadini. La petizione – precisa Benedetti- è stata promossa dal Comitato piazzetta Plebiscito ed è stata condivisa dal Fondo Ambiente e Territorio di Piacenza.
AL SINDACO DEL COMUNE DI PIACENZA
AI CONSIGLIERI DEL COMUNE DI PIACENZA
AGLI ORGANI D’INFORMAZIONE DI PIACENZA
Con Ia presente istanza i sottoscritti chiedono che in piazzale Plebiscito venga ripristinato l’asset- to esistente prima che fossero abbattuti tre tigli (recentemente reimpiantati) e che venisse colloca- ta, di fronte al palazzo di via Sopramuro 17 una struttura metallica su piattaforma, destinata a fungere da dehors del ristorante Twin fish.
Fanno presente :
- che la crescita dei tre giovani tigli messi a dimora sarà lenta e difficile date le condizioni am- bientali; pertanto raccomandano di sottoporli costantemente alle cure e interventi necessari per assicurarne un equilibrato sviluppo;
- che l’inserimento della struttura/dehors nel piazzale sul quale prospettano il fianco della basi- lica di San Francesco e il braccio superstite del suo chiostro
- contrasta con le vigenti disposizioni comunali in materia di dehors;
- non rispetta l’obbligo di conservazione e tutela delle piazze e vie storiche, sancito dal Co- dice dei beni culturali (D Lgs 42/2004 art. 10 comma 4 lettera g) che ammette, in tali con- testi urbani, solo interventi conservativi, non di nuova costruzione;
- altera l’unitarietà del piazzale stesso e impedisce la percezione dell’intero complesso reli- gioso;
- ostruisce quasi completamente l’accesso al piazzale;
- eccede il fronte del ristorante e va ad impegnare tutto lo spazio antistante al palazzo del numero civico 17, cosa possibile solo se autorizzata dal proprietario/titolare di tale immobile o gestore dell’attività limitrofa.
La tipologia strutturale di questa costruzione è totalmente diversa da quella prevista dalle norme comunali per i dehors, che non possono avere destinazione assimilabile a quella abitativa per il loro carattere di assoluta precarietà.
La struttura ha uno sviluppo in pianta, all’incirca, di oltre 20 metri per 4, è costituita da elementi portanti metallici, stabilmente ancorati a una piattaforma poggiante sulla pavimentazione del piaz- zale, e fronteggia l’intera facciata dell’edificio antistante. La sua rimozione comporterebbe un lun- go e complesso lavoro, così come lo è stato quello di installazione. Pertanto non si tratta di un elemento rimovibile, quale un dehors, ma è evidentemente destinata ad essere permanente.
Nel contesto in cui è stata inserita non è ammessa dalle norme vigenti perchè è, di fatto, una nuo- va costruzione, come è definita dall’Allegato alla LR 15/2013 – punto g) e dalla Delibera della Giunta Regionale 28-6-2017 n. 922.
Lo dimostra la pesante struttura in acciaio che necessita, per essere agibile, di un collaudo struttu- rale e, di conseguenza, anche di un certificato di abitabilità, esclusa e superflua invece per i de- hors, proprio perchè devono essere totalmente reversibili e privi di copertura fissa.
Come tale non è compatibile con le norme di tutela del Codice dei Beni culturali (art. 10 comma 4 lettera g; artt. 3 e 29) e contrasta con le disposizioni del Regolamento Edilizio, che stabiliscono le caratteristiche e i limiti per la realizzazione dei dehors (art. 185. 3; 185.4 lettere b e c) sotto evi- denziate con sottolineatura, e con le Linee guida per la progettazione dei dehors di cui il Comune è dotato.
Per tali motivi i sottoscritti chiedono la rimozione immediata del dehors posto in piazzale Plebiscito.
COMITATO PIAZZETTA PLEBISCITO FONDO AMBIENTE E TERRITORIO
Piacenza, 7 marzo 2022
REGOLAMENTO EDILIZIO COMUNALE VIGENTE – ESTRATTO
ART.185 DEHORS
- Per “dehors” si intende l’insieme degli elementi mobili o smontabili o comunque facilmente rimovibili posti temporaneamente in modo funzionale ed armonico sullo spazio pubblico, o privato gravato da servitù di passaggio pubblico, che costituisce, delimita e arreda lo spazio per il ristoro all’aperto annesso ad un locale di pubblico esercizio di somministrazione.
- Il tema dei dehors e del loro inserimento nel contesto urbano deve assumere la giusta va- lenza qualitativa rispetto ad una modalità attuativa meramente legata agli aspetti di occupazione di suolo pubblico, ed in tal senso, in analogia all’illuminazione, alle pavimentazioni, al verde, alla segnaletica stradale esso deve diventare parte integrante di un progetto dello spazio urbano che ha come obiettivo l’ordinata ed armonica organizzazione della città soprattutto quella storica.
- Per tutte le tipologie di dehors e per tutto il territorio urbano:
In tutti i casi la progettazione e l’allestimento dovrà essere conforme al Codice
della Strada, allo strumento urbanistico, al presente Regolamento, alle Linee Guida in materia di Sicurezza Urbana nell’uso del territorio approvate con delibera del C.C. n. 215 del 18/9/2006, alla normativa in materia di Barriere Architettoniche, di Igiene Pubblica ed alle altre prescrizioni di leg- ge.
In nessun caso il dehors potrà trasformarsi in un locale chiuso, tipologia da assoggettare per quanto riguarda distanze, superfici e materiali alla disciplina di cui all’ART.183 del presente Rego- lamento.
Non sono ammessi, per evidenti ragioni di sicurezza, sia per il personale addetto che per gli uten- ti, dehor a servizio di esercizi pubblici collocati dal lato opposto di strade non pedonali, ad ecce- zione del Centro Storico
L’occupazione con dehors che ecceda il fronte del proprio esercizio commerciale e vada ad im- pegnare spazio di fronte ad altra proprietà/esercizio commerciale dovrà essere condivisa dal pro- prietario/titolare di tale immobile o gestore dell’attività limitrofa.
- Gli elementi costitutivi del dehors sono:
- Arredo: sedie e tavoli, dal disegno semplice e lineare, progettati per allestimenti esterni, coordinati fra loro nel disegno, materiale e nel colore; dovranno essere elementi di design, di buo- na qualità e difficilmente deteriorabili. E’ vietato l’utilizzo di attrezzature e arredo precarie (destina- te a manifestazioni/feste temporanee) quali panche e tavoli lunghi, con struttura metallica e legno, pieghevoli, che non garantirebbero la qualità richiesta a la sicurezza nell’uso
- Delimitazioni: sono formate da barriere leggere in vetro, completamente trasparenti in Centro Storico, parzialmente nel resto del Centro Urbano, con una struttura formata da montanti metallici sottili; il loro utilizzo è previsto solo nel caso in cui si renda necessaria per motivi di ordine funzio- nale (presenza di autovetture in sosta o in transito oppure di altri elementi incongrui), senza peral- tro creare spazi chiusi e tali da impedire la lettura spaziale della scena urbana; sono ammesse delle soluzioni antiriflesso solo in prossimità dei passi carrai. La linea di delimitazione dell’area di occupazione deve essere costituita da una sola fila di elementi, necessariamente uguali tra loro. Le uniche altre delimitazioni ammesse sono quelle con fioriere: dovranno essere in materiale resi- stente, non facilmente deteriorabile, con forme e dimensioni adeguate all’uso; le essenze ivi poste a dimora dovranno essere mantenute in buono stato vegetativo. Le fioriere saranno ammesse solo se non interferenti con la lettura di elementi architettonici e/o monumentali. L’altezza massi- ma prevista per le delimitazioni, anche nel caso delle fioriere comprensive delle essenze messe a dimora, è di metri 1,60, misurati dal livello stradale o del marciapiede, sul quale viene installato il dehors. Non è ammessa nessun altro tipo di delimitazione, se non in aree pedonali dei semplici dissuasori con catenelle, in ghisa o metallo color ghisa, come il resto dell’arredo urbano. Non sono ammessi rampicanti su graticci.
- Elementi di Ombreggiatura:
ombrelloni rimovibili con struttura in legno o ferro verniciato e telo di copertura in cotone naturale, di forma quadrata o rotonda;
tende a muro con tipologia a braccio e telo di copertura in cotone naturale. Lo sporto della tenda deve essere inferiore ad 1/3 della larghezza della strada e la sua altezza da terra deve essere superiore a cm 220;
struttura sottile in metallo, sostenuta da montanti, con copertura non rigida; la struttura che sostiene la tenda di copertura dovrà essere posta inferiormente alla stessa.
Il materiale usato per questi sistemi di copertura può essere solo in cotone, anche impermeabilizzato, o in materiale ignifugo, effetto tessuto, opaco. L’altezza massima prevista per la copertura in telo è di 3,00 metri dal livello del suolo o della pedana se realizzata
Il telo potrà essere solo in tinta unita e i colori variare nella gamma dei colori terrosi all’avorio al beige, nonché le tinte previste per le facciate del “Piano Colore del Centro Storico”, soprattutto se richiamanti quella di un edificio prospiciente l’area occupata dal dehors. Nel Centro Storico non sono consentite scritte o diciture di alcun tipo.
- Pedane: per quanto riguarda le pedane e le pavimentazioni modulari sopraelevate dovranno avere altezza minore o uguale a cm 15 salvo casi di particolari dislivelli. Dovrà sempre essere ga- rantita l’accessibilità e l’eventuale scivolo di raccordo dovrà essere realizzato all’interno dell’area. Per il rivestimento delle pedane è obbligatorio l’uso di parquet, lastre di rame, piombo.
- Illuminazione: gli elementi di illuminazione potranno essere costituiti da corpi illuminanti a pa- vimento (piantane), da tavolo o sospese. In nessun caso è previsto l’utilizzo di corpi illuminanti a parete che vengano ancorati all’edificio
- Riscaldamento: gli elementi di riscaldamento sono costituiti da corpi scaldanti per esterni del tipo a “fungo” o similari
- Complementi di arredo quali, tovaglie, cuscini, accessori, ecc. dovranno essere parte integran- te, armonica e coordinata, dell’intero allestimento. Al fine di accrescere l’attrattività e l’eleganza nei luoghi storici della città, i titolari delle attività dovranno privilegiare l’uso di tovaglie e coprito- vaglie in tessuto.
- La procedura per il richiedente che inoltra la domanda di occupazione temporanea di suolo pubblico per la realizzazione di dehors segue il seguente iter procedurale:
- ritiro del modello per la domanda di occupazione di suolo pubblico presso il Servizio Tributi o presso il sito web dell’Amministrazione Comunale;
- compilazione del modello e presentazione di documentazione integrativa da allegare costituita da Relazione Tecnica – Illustrativa contenente:
planimetria di inquadramento in scala 1:1.000/1:2.000 e planimetria di dettaglio in scala 1:50/1:100 con indicazione delle dimensioni di ingombro (larghezza e profondità), dei mq com- plessivi, del tipo e del numero degli elementi di arredo utilizzati e delle loro modalità di allestimen- to;
relazione sintetica, firmata da tecnico abilitato, che contenga la descrizione delle scelte proposte, la dimostrazione del rispetto delle indicazioni previste dalle presenti norme con indicazione, attra- verso la presentazione di documentazione fotografica e/o di depliant e/o schede tecniche, del modello, del colore e del materiale degli elementi di arredo che si intende utilizzare; Documentazione fotografica dello stato dei luoghi;
Parere della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici nel caso di immobili vincolati, istruttoria presso il Servizio Tributi con parere del Servizi competenti in materia di Riqualificazione Urbana, Viabilità, Manutenzione, Edilizia, Sicurezza Urbana; autorizzazione all’allestimento con- cesso dal Servizio Tributi.



