HomeAttualitàIL FASCINO SELVATICO DELLE CASE RURALI

IL FASCINO SELVATICO DELLE CASE RURALI

Belle le regge,  belli i castelli, belli i palazzi lussuosi colmi di opere d’arte eppure certe umili e vecchie case di campagna ci dicono di più non della grande Storia o della grande arte, ma dell’umano. Ci toccano, toccano anche chi, come me, non ha mai vissuto in campagna né  coltivato un orto. Eppure certe case rurali  ci parlano o meglio,  ci sussurrano qualcosa che sentiamo appartenere in qualche modo anche a  noi. Che cosa? L’isolamento a cui ci ha costretti la pandemia ce lo ha reso molto ben esplicito: il bisogno insopprimibile  di immergersi nella natura, il verde per riposare gli occhi e aiutare il respiro, la necessità di abolire il superfluo per  essere più  liberi vivendo solo dell’essenziale. E poi poter godere di spazio e silenzio. A vederle da lontano queste case rosate o gialline, coi loro pallidi colori suggeriscono una tenerezza selvatica che affascina e commuove. Lì dentro la  vita era fatica durissima, nulla di dolciastro, di stucchevole, di sentimentale. Vita scandita dalle stagioni, vita vera  perché al nocciolo    dell’esistenza fatta di istinti semplici e intessuta di sentimenti elementari quasi senza parole. Tolti tutti i fronzoli e la sovrastruttura degli orpelli culturali la vita naturale è  così: intensa, “tragica” e poetica.Si, poetica di una poeticita’ ruvida e implicita che si intravvede appena nei nascondimenti di foglie, nei muri rosati come timide guance, nelle finestre schive e curiose. Credo proprio abbia colto tutto questo Goffredo Parise quando s’innamoro’ a prima vista della “Casetta delle Fate” una casina golenale rosa sul greto del Piave. La comprò e ne fece il suo buon ritiro dove scrisse i Sillabari con cui vinse il Premio Strega. Parise sistemò la casetta, ma ne rispetto’ la monastica sobrietà, l’arredo semplice, l’atmosfera contadina. Dopo la morte dello scrittore la casa fu acquistata da due amici uno dei quali purtroppo è  scomparso. È  rimasto Moreno Vidotto, uomo straordinario che non solo rispetta ma quasi incarna l’anima del luogo dove annualmente con “Poesia sotto i gelsi’  organizza eventi legati soprattutto a quel territorio. Il 19 giugno alle 17.30 l’ospite sarà Guerrino Lovato, scultore e mascheraio di fama mondiale (sue le  maschere di film importanti, sue le decorazioni della Nuova Fenice di  Venezia). Studioso di immagini Lovato è  anche scopritore di molte opere d’arte tra cui alcune di El Greco e Palladio. Affascinante e irresistibile, sia quando parla che quando scrive, Guerrino Lovato sa essere contemporaneamente dotto e divertente, profondo ed ironico, sempre coinvolgente, trascinante.

Invitato dall’intuito intelligente di Moreno Vidotto, presenterà il suo libro  ” CA.RU.BE. case rurali beriche” un accurato lavoro su case di campagna che Lovato conosce e ama essendo di origini contadine. Il libro contiene la ricerca sulla struttura di quelle case, spiega i perché di certe forme di finestre, della scelta dei materiali e molto altro. Eppure non è  un libro aridamente “tecnico”, tutt’altro. I disegni precisi e delicatissimi che lo illustrano così come la particolare scrittura, restituiscono esattamente la selvatica tenerezza di cui all’inizio. Guerrino Lovato, lui soprattutto scultore, sembra qui aver privilegiato il disegno acquerellato come volesse solo accarezzare quei muri che hanno racchiuso tante vite, tanti volti, tante storie che egli ha conosciuto o sentito raccontare. A Brendola, suo paese natio, questi disegni riportati su piastrelle sono un monumento alla memoria.

La presentazione di CA. RU. BE vedrà il prezioso contributo del prof. Claudio Rorato e del dott. Alessandro Marchetti. Iniziativa perfetta, giusta nel posto giusto per ribadire, sperando di salvaguardare il semplice ma significativo fascino dei luoghi rurali e di quello che rappresentano. Lo sa bene e  lo dirà  Lovato, lo capi subito Parise, lo sanno ancor meglio le Fate che ne tutelano il segreto.
Bruna Milani

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1 commento

  1. Ma che bell’articolo. Coglie l’essenza del tutto e lo esprime con la chiarezza amata da Parise. Guerrino lovatto merita bella accoglienza e belle parole! Grazie, grazie!

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