HomeAttualitàVISITE GUIDATE NELL'AREA ARCHEOLOGICA DI VIA TREBBIOLA

VISITE GUIDATE NELL’AREA ARCHEOLOGICA DI VIA TREBBIOLA

L’area archeologica di via Trebbiola, sarà oggetto di visite guidate – a cura della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Parma e Piacenza – nel corso del fine settimana. I dettagli riguardanti i reperti storici rinvenuti e le opere di scavo e riqualificazione, illustrare in loco – al civico 44 di via Trebbiola, presso la residenza San Lorenzo – sono stati illustrati durante un incontro con la stampa. Sono intervenuti l’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi, la direttrice dei Musei Civici di Palazzo Farnese Antonella Gigli, il funzionario archeologo Marco Podini della Sovrintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Parma e Piacenza, l’architetto progettista Adnan Hijazin dello Studio HB, l’archeologa Giovanna Cremona, la restauratrice Arianna Rastelli della ditta Restauro snc di Arianna Rastelli e Roberta Ferrari e l’architetto Augusto Bisotti in rappresentanza dell’azienda esecutrice dei lavori. I lavori sono costati 50mila euro per la nuova illuminazione, per il restauro della fornace e per gli interventi archeologici di scavo.

Per quanto riguarda le visite guidate gratuite nel week end, la Sovrintendenza organizza quelle di domani, sabato 19 e domenica 20 alle ore 11, mentre nell’ambito del Piacenza Romana Tour sarà possibile visitare l’area archeologica oggi, venerdì 18 alle ore 16.30 e, domani sabato e domenica alle 11 e alle 16.30.

La scoperta e gli scavi

Fra l’estate e l’autunno del 1990, sono iniziati i lavori di costruzione di questo condominio, in una zona precedentemente occupata da capannoni industriali abbandonati e fiancheggiata dalla chiesa di San Lorenzo. Durante gli scavi condotti per la realizzazione dell’autorimessa sono state effettuate importanti scoperte archeologiche.

Il contesto archeologico

Fra le evidenze più significative, si segnala un’area produttiva testimoniata dalla presenza di fosse per il prelievo dell’argilla e di una fornace di epoca romano-repubblicana. Più a sud-est, sono emersi due tratti di mura paralleli fra loro, uno più antico, posto a ovest e databile al III sec. d.C., l’altro più recente e riferibile alla fine del V-inizi del VI sec. d.C. Conclude il complesso archeologico un brano della città tardo-rinascimentale: un ampio cortile pavimentato in cotto, resecato dalle scuderie di Palazzo Madama. Le indagini effettuate restituiscono il quadro di una città in trasformazione che, mutando e rinnovandosi nel tempo, attraversa diverse fasi di vita, che vanno dal II sec. a.C. all’età moderna.

LE FORNACI ROMANE DI PIACENZA

Piacenza, città a vocazione produttiva

Piacenza, città di fondazione romana, sorse come avamposto militare a presidio di un passaggio

obbligato sul guado del Po. Grazie a questa posizione geografica, la città divenne uno snodo fondamentale nelle rotte commerciali del sistema viario dell’Italia settentrionale, all’incrocio tra le vie Aemilia e Postumia.

La presenza del Po e certamente anche di un porto fluviale, oltre che per i commerci, fu utile per lo sviluppo delle produzioni di manufatti a base di argilla, che potevano avvalersi di ingenti depositi alluvionali. Con lo sviluppo dell’economia e l’espansione urbana, aumentò la richiesta di manufatti ceramici e di laterizi per l’edilizia. Nel corso dell’età repubblicana, si moltiplicarono quindi le fornaci per la creazione di questi prodotti, contribuendo alla nascita di veri e propri quartieri a carattere “industriale”. La realizzazione delle mura in mattoni, in occasione della seconda fondazione della città nel 190 a.C., documenta l’antichità delle produzioni in terracotta.

Le fornaci a Piacenza

A questo ambito produttivo si possono ricondurre la fornace di via Trebbiola e quella rinvenuta presso Palazzo Farnese, anche questa conservata e visibile in situ all’interno dei Musei Civici. Entrambe, insieme a quelle solo indiziate di Piazza Sant’Antonino e Scuola Mazzini, erano ubicate ai margini dell’impianto urbano.

In area periurbana si svilupparono le officine di via Giordani, Via Giuseppe Verdi e Via La Primogenita; più all’esterno, in area Le Mose, sorsero le fornaci di Viale dell’Artigianato e di Via Coppalati. Questi impianti rispondevano all’esigenza di una produzione intensiva, rivolta alla realizzazione di ceramica comune, lucerne, laterizi ed embrici, ma anche tutte le forme utilizzabili in edilizia, rispondendo probabilmente tanto al fabbisogno cittadino quanto alla domanda esterna.

Le fornaci del territorio piacentino e veleiate

Anche nelle campagne e nella zona pedemontana nascono impianti annessi a ville e a edifici rustici, come dimostrano i rinvenimenti a Rottofreno, Pianello e Gazzola. Diverse fornaci e officine d’altura sono state scoperte anche in Val Nure, nel territorio pertinente a Veleia, come quella a pianta quadrangolare rinvenuta presso Bettola.

LE MURA ANTICHE DELLA CITTA’

La prima cinta

Piacenza necessitò di strutture difensive sin dalla sua fondazione nel 218 a.C. come presidio militare. Poco note sono le opere di difesa del III secolo a.C.: si ipotizza, sulla base dei canali cittadini, che fossero composte dalla sequenza “fossato-terrapieno-palizzata” e proteggessero originariamente un quadrato di 6×6 isolati urbani compreso tra le attuali via Giordano Bruno

a est e via Mandelli a ovest.

Età repubblicana

Dati più certi sono quelli riferibili alla fase di II secolo a.C., forse riferibili alla seconda fondazione della città nel 190 a.C.: un tratto delle poderose mura di epoca repubblicana parallelo a via Campo della Fiera, costituito da filari regolari di mattoni posati a secco, è emerso durante gli scavi a est di Viale Risorgimento.

Età imperiale

Un testo epigrafico del I-II sec. d. C. riporta che il duovir (iure dicundo) Lucius Iulius [Pro]culus aveva fatto costruire un vallo, una torre e ristrutturare una porta cittadina, dati purtroppo non verificabili alla luce delle evidenze archeologiche.

Età tardoromana

L’età tardoromana fornisce maggiori dati sulle cinte murarie della città. Durante il III secolo d.C., a causa dell’instabilità politica che affliggeva l’Impero e delle incursioni delle popolazioni germaniche, molte città della penisola dovettero dotarsi di nuove strutture di difesa. Non è da escludere che proprio la sconfitta subita dall’imperatore Aureliano nel 271 d.C. ad opera di Alamanni e Iutungi nei pressi di Piacenza abbia spinto alla riedificazione delle mura cittadine. I tratti di questa cinta rinvenuti in via Trebbiola (struttura ovest) e via Cantone del Monte mostrano una struttura dello

spessore di oltre 2 m, costituita da materiale di spoglio di epoca precedente.

Età altomedievale

Sempre in via Trebbiola (e forse anche in altre zone della città, lungo via Sopramuro, piazzetta delle Grida e via Gazzola) è stato trovato un secondo tratto di mura, più recente, parallelo e posto circa 6 metri a est rispetto al primo. La sua datazione al V-VI secolo d.C. si basa su dati archeologici e stratigrafici. Le fonti medievali sembrano suggerire una lunga vita di questa cortina muraria, che con progressivi aggiustamenti, ampliamenti e rifacimenti rimase in uso fino a oltre l’anno Mille.

Le porte della città

La posizione delle porte d’ingresso e di uscita dal centro urbano è ipotizzabile in base alla sopravvivenza di alcuni importanti nodi viari. Una doveva trovarsi sul lato orientale, all’imbocco della via Emilia, in posizione mediana e in corrispondenza del decumano massimo.

Un altro accesso era sul lato meridionale del circuito difensivo all’imboccatura del cardine massimo, verso la val Trebbia. La terza porta si trovava presso l’angolo occidentale delle mura, in corrispondenza dell’attuale piazza Borgo: da essa si dipartivano le strade per la Val Tidone, i territori ticinese e laudense e la Postumia verso Stradella. Altre due porte dovevano trovarsi a ovest e a nord, a prosecuzione rispettivamente del decumano e del cardine massimi, connettendo la città col suo porto sul fiume. Fonti altomedievali attestano l’esistenza di un’altra porta lungo il lato meridionale del circuito, nota con il nome di “Porta di Sant’Antonino”

ARTICOLI CONSIGLIATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Articoli Recenti

Ultimi Commenti