A qualche giorno di distanza dalla notizia di una presunta trattativa con la Regione per mettere a disposizione di Parma l’opera di Klimt, Ritratto di Signora, arriva dunque la smentita ufficiale dell’amministrazione comunale. Il Klimt non andrà ad arricchire l’offerta di Parma Capitale della Cultura. Ma per ora non arricchisce nemmeno quella piacentina, in quanto chiusa in un caveau, e ancora, nonostante il dissequestro di giugno, non si ha idea di quando e come verrà presentata alla città (e al mondo, visto il calibro dell’opera). A margine della nota del Comune, per completamento di notizia, penso sia utile leggere anche l’articolo di Giovanni Volpi. Che al comunicato, e alle tappe della vicenda in questione, aggiunge un’interessante considerazione circa il diritto di cronaca.
L’INTERVENTO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
“Pare doveroso smentire la voce, del tutto infondata oltre che inverosimile, ripresa da certi organi stampa, secondo la quale sarebbe stata avanzata una richiesta (dalla Regione, si scrive) di mettere a disposizione della città di Parma il Ritratto di Signora di G. Klimt per rilanciare la portata della Capitale della Cultura 2020/21, ciò a fronte di un contributo regionale di 700.000 €.”.
Partendo da questa smentita, l’Amministrazione comunale interviene nel dibattito apertosi sul Ritratto di Signora di G. Klimt rinvenuto lo scorso dicembre, e precisa che: “Partendo dal dato di fatto che il quadro è di proprietà della Galleria e non del Comune di Piacenza – pertanto, eventualmente, sarebbe stato interessato della cosa il CdA della Galleria medesima che è l’unico soggetto titolato a disporre dell’opera d’arte (dove, lo ricordiamo, il Comune è rappresentato da due membri su sette e pertanto non è nemmeno in posizione di maggioranza) – si chiarisce che né ufficialmente né informalmente è mai stato fatto cenno di siffatti progetti al Comune di Piacenza – gli atti del Comune sono pubblici ed è facilmente verificabile la cosa – e che pertanto non corrispondono in nessun modo, per quanto ci riguarda, alla realtà”.
“Ciò che possiamo dire, a differenza delle chiacchiere di qualcuno – sottolinea l’Amministrazione – è che ovviamente un’idea di tale tipo vedrebbe la nostra totale contrarietà siccome l’Amministrazione opera per promuovere la Città di Piacenza e non altri”.
“Contribuire ad alimentare disinformazione – conclude – veicolando notizie non concretamente verificate, oltre a non fare un favore alla corretta informazione e al dovere di cronaca, sicuramente non fa un favore né alla Galleria né alla nostra Comunità”.



