Era talmente evidente la lacuna causata dalla mancanza di avvisi ben visibili, che in tanti hanno pensato ad un intervento tardivo dell’amministrazione. I cartelli collocati in prossimità delle scalinate più gettonate del centro di Piacenza, sono invece provocazioni artistiche. Installazioni, esempi di Public Art realizzate ancora una volta dal Laboratorio Popolare di Cultura e di Arte di Piacenza. Le foto di Alessandro Bersani ritraggono infatti anche Alberto Esse, artista piacentino, tra i promotori dell’iniziativa. Una performance che ha ulteriormente alimentato il dibattito circa l’opportunità o meno di questa ordinanza.

VIETATO SEDERSI SUI GRADINI E SUI MURETTI Una misura con la quale la giunta Barbieri punta a scoraggiare bivacchi, spesso accompagnati da episodi di degrado ed inciviltà, e, come misura anti-Covid, forme di assembramento in luoghi molto frequentati del centro storico. Un’ordinanza molto criticata anche per le modalità con cui é stata applicata. Multe e sanzioni, sono arrivate prima dell’informazione circa il divieto e stanno sollevando mugugni e insofferenza da parte dei cittadini. E dunque, la domanda che gira piu’ spesso sui social in queste ore é anche la nostra. C’era proprio bisogno di questa ordinanza?
C’ERA DAVVERO BISOGNO DI UN’ORDINANZA DI QUESTO TIPO? E se si, perché non compensare questi divieti con l’incremento di sedute consentite in centro? Un centro storico dove, a parte i bar, non sai dove stare. Qualche panchina in Piazzale Plebiscito, peraltro di forma scomoda, e in piazza Duomo, sono gli unici esempi di seduta gratuita e accessibile. Piazza Cavalli resta luogo di attraversamento, e tanti angoli carini della città non sono fruibili, perché privi di arredi adeguati. Il post-Covid, con l’esigenza di stare all’aperto, ha stimolato la fantasia degli esercenti con dehors di vario tipo che hanno reso la città già diversa. Ma questo non basta.
E poi, perché punire tutti (e non solo chi bivacca impropriamente) privandoci del piacere di starcene in pace su un gradino di una chiesa? In questi giorni di vacanza, lontano da Piacenza, mi capita spesso di godermi luoghi e città diverse sedendomi dove capita, in centri storici trasformati in salotti accoglienti e di pensare quanto, invece, sia difficile farlo nella mia città. Non dovrebbero essere gli artisti, solo, a pensare con fantasia e buon senso alla vita della città. I cartelli del Laboratorio Popolare verranno probabilmente rimossi a breve. Non resta che aspettare con curiosità e impazienza, la prossima mossa di Palazzo Mercanti.
FOTO DI ALESSANDRO BERSANI grazie Ale
Tra i commenti sui social anche qualche intervento ironico









