Resta in attesa di una possibile, probabile riapertura a settembre 2020, con tutte le cautele che serviranno, la mostra “La rivoluzione siamo noi” inaugurata a Palazzo Ex Enel in via Santa Franca a Piacenza il primo febbraio scorso e poi, a causa dell’emergenza Coronavirus, chiusa e sospesa, come la maggior parte delle attività, non solo culturali, in applicazione rigorosa del lock down.
NESSUN COLLEZIONISTA HA VOLUTO INDIETRO LE OPERE
Chiusa si, la mostra “La rivoluzione siamo noi”, ma ancora vitale e intatta nella sua bellezza e nella sua forza espressiva. Ce lo conferma il Presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Massimo Toscani, intervistato da Laura Parmeggiani “Nessun collezionista ha chiesto indietro le opere-afferma Toscani-la mostra è lì, esattamente come era stata allestita, in attesa di essere di nuovo fruibile dal pubblico. Un gesto di fiducia e apprezzamento per la mostra stessa, quello dei collezionisti-sottolinea Toscani- il fatto che ci abbiamo lasciato tutte le opere significa che hanno riconosciuto il valore artistico del percorso proposto a XNL-Piacenza Contemporanea (centro culturale innovativo e motore di nuove idee). La mostra è conservata in totale sicurezza, con vigilanza notturna, telecamere, e tutto quanto può preservarla da qualsiasi rischio di danneggiamento”
TANTI EVENTI PER LA RIPARTENZA
Possibile riapertura, dunque, de “La rivoluzione siamo noi” a settembre 2020, con tutte le cautele, è giusto ricordarlo ancora. E non importa se a questo punto si sovrapporrà ad altri eventi già programmati, ricorda Toscani; anzi la speranza è che si recuperi in tempi brevi, grazie anche a questi, il flusso di interesse e attenzione positive sulla nostra città che questo evento aveva generato, in poche settimane, anche da fuori provincia. “ Tra gli eventi già in programma per la Fondazione di Pc e Vigevano, restano confermate la mostra “Piacenza città dei cavalli” con un gruppo di sculture contemporanee e un’installazione tra i due cavalli del Mochi, in modo da far dialogare il moderno con l’antico-precisa il Pres.Toscani- e poi una mostra di abiti di Ferré che verrebbero esposti alla Ricci Oddi e a Palazzo Ex Enel”
Insomma, il messaggio è di speranza, perché anche la cultura, la bellezza, la creatività e il gusto, possano contribuire a far rinascere la nostra città e il suo orgoglio per quanto di buono é in grado di fare. “La rivoluzione siamo noi“, questo splendido viaggio tra opere, dipinti, sculture, video, installazioni, di autori come Lucio Fontana, Maurizio Cattelan, Marina Abramovic e tanti altri, rimane chiusa, ma é pulsante. Se passate in questi giorni in via Santa Franca alzate gli occhi verso questo bellissimo edificio, appena recuperato. Forse, chissà, tutta la bellezza che contiene riesce ad emanare comunque una vibrazione. Un invito, sospeso, ma vitale, per una nuova inaugurazione, tra pochi mesi. Una promessa di ripartenza, questa volta senza sosta, per la fabbrica delle idee che XNL si è candidato a diventare. Ne serviranno tante,di buone idee, noi piacentini siamo pronti ad accoglierle.
Mirella Molinari- intervista di Laura Parmeggiani
LA MOSTRA La mostra “La rivoluzione siamo noi”, come ricorda il sito che ne ospita i contenuti, è stata curata da Alberto Fiz, organizzata dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, col patrocinio del MiBACT – Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, della Regione Emilia-Romagna, con un progetto di allestimento di Michele De Lucchi e AMDL CIRCLE e la consulenza scientifica del Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano, e presenta oltre 150 opere, tra dipinti, sculture, fotografie, video e installazioni di autori quali Piero Manzoni, Maurizio Cattelan, Marina Abramović, Tomás Saraceno, Andy Warhol, Bill Viola, Dan Flavin, provenienti da 18 collezioni d’arte, tra le più importanti in Italia.
Il percorso-ricorda ancora il sito- si completa alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi – i cui locali sono attigui a quelli di XNL – dove una serie di lavori di artisti tra cui Ettore Spalletti, Wolfgang Laib, Fabio Mauri, Gregor Schneider, Pietro Roccasalva, dialoga con i capolavori dell’Ottocento e del Novecento.



