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FIGLI NATURALI DI COPPIE DELLO STESSO SESSO.CORTE D’APPELLO CONFERMA LA DECISIONE A FAVORE DEL COMUNE

“Legittimo il rifiuto dell’Ufficiale di Stato Civile del Comune di annotare sull’atto di nascita la compagna della madre che ha partorito”

La Corte d’Appello di Bologna ha confermato la decisione del Tribunale di Piacenza con cui è stato considerato legittimo il rifiuto dell’Ufficiale dello Stato Civile del Comune di Piacenza di annotare sull’atto di nascita di un neonato, come secondo genitore, la compagna della madre che ha partorito. Di fronte alla Corte d’Appello sono stati discussi due ricorsi, riferiti a due coppie di donne, una unita civilmente, l’altra no, in cui una delle componenti la coppia aveva fatto ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita all’estero, tramite un donatore maschile anonimo. Secondo le ricorrenti in appello, l’assenso manifestato dalla compagna della partoriente, al momento della procreazione medicalmente assistita con seme maschile, doveva essere considerato assenso alla genitorialità, al fine di consentire al nascituro il diritto a vedere registrate sull’atto di nascita le due compagne quali genitori. Inoltre le ricorrenti contestavano il diritto del Sindaco a stare in giudizio e a difendere le ragioni dell’Ufficio di Stato Civile del proprio Comune.

Con i decreti n. 1375/2020 e n. 1376/2020, la Corte d’Appello di Bologna ha preliminarmente affermato la piena legittimità del Sindaco a partecipare al giudizio, a difendere le posizione dell’Ufficio di Stato Civile e ad essere rappresentato dal Dirigente dell’Avvocatura comunale, giusta procura generale alle liti.

Mentre, in punto di diritto ha affermato che, sia sul piano normativo che su quello giurisprudenziale, non c’è alcun fondamento per riconoscere la genitorialità in capo alla madre d’intenzione, all’esito di un percorso di procreazione medicalmente assistita.

La Corte ha escluso altresì l’applicabilità degli istituti del codice civile sul riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio, essendo riferiti a coppie eterosessuali.

Anche per la coppia unita civilmente, la Corte d’Appello ha escluso l’applicabilità del codice civile, posto che la Legge Cirinnà, che ha istituito le unioni civili, ha escluso ad esse l’applicabilità della disciplina sul riconoscimento dei figli.

La Corte ha richiamato a sostegno delle proprie posizioni la recente sentenza n. 221/2019 della Corte Costituzionale, che dichiarato la legittimità della normativa in tema di procreazione medicalmente assistita là ove esclude che ad essa possano far ricorso coppie dello stesso sesso, e la giurisprudenza di merito che pone sempre come presupposto per l’operatività della normativa sul riconoscimenti dei figli naturali, un legame biologico, ovviamente, nel caso in esame, totalmente assente.

Infine la Corte d’Appello ha poi correttamente evidenziato come i figli nati da PMA (procreazione medicalmente assistita) non risultano affatto sforniti di tutela, attesa la possibilità di ricorrere ad altri strumenti giuridici come l’adozione in “casi speciali” prevista dall’art. 44.1 lett d) della l. 184/1983 (c.d. “stepchild adoption”) che consente di creare un relazione giuridica fra l’adottando e il genitore intenzionale.

La coppia di donne era difesa dal legale di una associazione che a livello nazionale difende coppie dello stesso sesso per analoghe istanze.

Anche per questo, le decisioni della Corte Bolognese a favore delle posizioni assunte dal Comune di Piacenza, assistito dalla propria Avvocatura, rappresentano importanti precedenti giurisprudenziali per gli uffici di stato civile dei vari comuni italiani.

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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