Si é partiti ovviamente dal botta e risposta con Belen. La replica di Bassetti alla showgirl, in merito ai vaccini, era tra le news del giorno, una delle più gettonate.
Ospite del Rotary Piacenza, invitato per la serata di lunedì 19 gennaio dagli amici Carlo e Stefania Ponzini e dal presidente del club Enrico Chiodi, il noto virologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, non si é sottratto alle tante domande e difronte ai quasi 100 partecipanti alla conviviale al Grande Albergo Roma (un Interclub con tutti i Rotary piacentini), ha raccontato di sé, del suo lavoro, dell’empatia che é al centro del suo ultimo libro “Essere medico”e di come lo irriti la presa di posizione di chi parla di scienza senza saperne nulla. Ecco dunque la risposta a Belen e, di pochi giorni precedente, a Heather Parisi, in merito a pareri in ambito sanitario “Prima di parlare di scienza, si sciacquino la bocca”. Consapevole di essere divisivo su questo tema, Bassetti dai tempi del Covid non teme le critiche anche feroci ed é deciso a portare avanti il suo punto di vista, nonostante gli attacchi “Non vi dico quanti commenti ci sono a questo proposito sul mio profilo in queste ore; mi scrivono di tutto.”

Ma i volti della medicina sono altri, anche nell’attualità. E così Bassetti, intervistato dal giornalista Carlandrea Triscornia, direttore di QuotidianoPiacenzaOnLine, ha commentato anche a Piacenza, con soddisfazione, la recente collaborazione con l’Ospedale Niguarda a cui il suo reparto ha fatto avere in tempi strettissimi un nuovo, super antibiotico per curare un ragazzo ustionato a Crans-Montana che aveva sviluppato un’infezione resistente ad altri farmaci. “La prova che quando serve siamo in grado di fare squadra, oltre i confini regionali e anche la dimostrazione di come la Sanità pubblica sia in grado di esprimere eccellenze e risposte efficaci”.

E poi l’empatia. Nel corso della serata rotariana, a cui hanno partecipato diversi medici piacentini, Matteo Bassetti ha sviluppato il concetto al centro del suo libro, portando esempi anche personali, situazioni in cui si é trovato dalla parte dei pazienti. “Serve un’approccio diverso alla professione, i nostri comportamenti non devono essere guidati dall’idea che abbiamo sempre fatto così; si può provare a cambiare, cercando soprattutto di ascoltare con attenzione il paziente. Accanto alle hard skills, servono qualità umane particolari e caratteristiche non facili da acquisire in modo convenzionale, quali cura, dedizione, amore, capacità di entrare in sintonia con persone diverse, rispettandone le peculiarità. Purtroppo la formazione accademica della professione in Italia-ha ricordato Bassetti- non dedica ancora abbastanza tempo a questo aspetto, solo due ore, nettamente insufficienti ad esaurire una materia complessa e di fondamentale importanza”.
A proposito di formazione, Bassetti, sollecitato dalle domande di Triscornia, ha commentato il semestre aperto di Medicina “Indietro non si torna, il sistema può essere aggiustato, ma é indispensabile per selezionare i migliori, evitando che i non idonei entrino nella professione medica. L’università deve premiare il merito e la preparazione.”
Infine –Dottore, lei é molto attivo sui social, le rimane il tempo per fare il medico?
“Se si é preparati, non serve, come si crede, molto tempo per conservare una presenza costante sui social e in generale su canali che aiutano la divulgazione, non solo quella scientifica, per gli addetti ai lavori. Vorrei ricordare che sono anche Docente all’Università di Genova e che tra gli scopi della professione c’é anche la comunicazione e la diffusione di informazioni utili.”




