Il 28 marzo, nell’ambito del progetto di Educazione Civica “Storie e luoghi… dalla Resistenza locale”, presso la Scuola Media Statale di Gropparello, si è svolto un evento significativo dedicato alla figura di don Giuseppe Borea, sacerdote martire emblematico le cui azioni e valori continuano a ispirare le nuove generazioni. Partecipazione attiva degli studenti di tutte le classi e apertura alla cittadinanza hanno caratterizzato questo primo incontro creando un contesto di dialogo e riflessione intergenerazionale.
L’evento è stato introdotto dalla prof.ssa Roberta Gulieri, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo Carpaneto-Gropparello, che ha sottolineato come la storia locale non debba essere disgiunta dai grandi eventi storici, in particolare quelli legati alla Seconda guerra mondiale. Collegare i drammi personali vissuti da uomini e donne con gli eventi storici rappresenta la base per una discussione approfondita sul significato e sull’importanza del ricordo; un principio, una visione della storia applicata anche in occasione di questo progetto
La prof.ssa Gulieri ha paragonato la figura di don Borea a quella di Antigone, sottolineando le scelte morali difficili che entrambi hanno dovuto affrontare. La lezione impartita dalla tragedia greca risuona con forza, invitando tutti a riflettere sul valore di mantenere viva la memoria di coloro che hanno combattuto per la giustizia e la verità, anche a costo della propria vita. La Costituzione, definita “bellissima”, non deve farci dimenticare che i diritti conquistati possono essere sempre messi in discussione e che la vigilanza è un dovere civico.
La presenza del Vescovo Adriano all’evento ha ulteriormente arricchito il dibattito. Monsignor Cevolotto ha descitto don Borea non solo come un prete-partigiano, ma come un uomo la cui vita è stata dedicata al servizio degli altri. Le sue parole hanno sottolineato l’importanza di comprendere appieno la figura di don Borea al di là della sua partecipazione alla Resistenza, evidenziando il valore della dedizione e del sacrificio personale.
Il coinvolgimento emotivo dei partecipanti é stato intenso anche durante l’intervento di Angela Sala e Emanuele Bergonzi, che, con passione, hanno condiviso le loro esperienze personali legate a don Giuseppe. Questi racconti di vita non solo hanno reso tangibile il messaggio di speranza e resilienza di don Borea, ma hanno anche ispirato gli studenti a considerare le proprie responsabilità civiche e morali nella società contemporanea.

Nella seconda parte dell’evento, gli studenti si sono recati presso la chiesa di San Bartolomeo in Obolo, dove hanno letto brani selezionati dal libro “Giuseppe Borea. Quando l’amore è più forte dell’odio” di Lucia Romiti. Questa lettura ha permesso ai ragazzi di confrontarsi direttamente con la vita e le scelte di un uomo che ha incarnato valori di amore e giustizia, rendendo palpabile l’eredità di don Borea. Nel corso dell’evento, uno studente ha eseguito alcuni brani di Chopin, ulteriore segno di come l’arte possa essere un linguaggio universale in grado di trasmettere emozioni e riflessioni profonde.
Le conclusioni, affidate alla prof.ssa Giulia Pecis Cavagna, hanno aperto a un dibattito creativo tra gli studenti, sottolineando l’importanza delle loro opinioni e prospettive.
La visita finale alla lapide di don Borea nel cimitero di Obolo, adornata di fiori freschi dai parrocchiani, ha rimarcato l’importanza del ricordo collettivo e della gratitudine verso coloro che hanno sacrificato le loro vite per il bene comune.
In conclusione, l’evento ha rappresentato non solo un momento di riflessione storica, ma anche un’opportunità per rinnovare l’impegno verso i valori di pace e giustizia che caratterizzano la figura di don Giuseppe Borea.



