Nel corso del Forum “La città che vogliamo”, svoltosi il 20 febbraio, si è sviluppato un confronto ampio e partecipato sul nuovo PUG e, in particolare, sul tema dei diritti edificatori.

Nel dibattito il relatore Giuseppe Castelnuovo ha proposto l’eliminazione dei diritti edificatori previsti dal nuovo Piano. Tuttavia, gli interventi dei presenti hanno espresso in maniera chiara una posizione diversa, orientata alla riconferma dei diritti edificatori e alla promozione della rigenerazione urbana come strumenti fondamentali per il futuro della città.
Il confronto si è svolto in un clima civile e rispettoso delle differenti sensibilità, comprese quelle espresse da Legambiente, che pone legittimamente l’accento sulla tutela ambientale e sulla riduzione del consumo di suolo. Obiettivi condivisi da tutti i partecipanti, ma che devono essere perseguiti attraverso strumenti equilibrati e sostenibili anche sotto il profilo economico e gestionale.
Aree verdi e qualità urbana
Un punto centrale emerso nel dibattito riguarda il destino delle aree verdi.
I diritti edificatori non rappresentano un incentivo indiscriminato alla costruzione, ma uno strumento di equilibrio urbanistico che consente al Comune di:
programmare la trasformazione del territorio;
reperire risorse per attrezzare e manutenere il verde;
evitare la formazione di vuoti urbani abbandonati o privi di gestione.
È stato sottolineato come le aree verdi debbano essere trasformate in spazi realmente vivibili, con alberature e attrezzature idonee a contrastare il surriscaldamento ambientale. Senza una pianificazione che mantenga i diritti edificatori, il rischio concreto è quello di non disporre delle risorse necessarie per la loro cura e valorizzazione.
La rigenerazione urbana, infatti, non si realizza con il semplice divieto, ma con strumenti che permettano una gestione attiva e responsabile del territorio.

La posizione di Confedilizia
Confedilizia ha ribadito con chiarezza un principio fondamentale:
i diritti edificatori già riconosciuti non si toccano.
La pianificazione non può azzerare investimenti impostati sulla base di regole vigenti.
Il principio dell’affidamento rappresenta un elemento cardine della certezza del diritto e della stabilità del sistema.
Su questo punto, Confedilizia si è allineata alla posizione espressa da Confindustria, che nelle proprie osservazioni al PUG ha evidenziato la necessità di garantire continuità normativa e rispetto degli impegni già assunti.
Rigenerazione dei centri storici
Nel corso del Forum è stato inoltre affrontato il tema della rigenerazione dei centri storici.
È stato evidenziato che il rilancio urbano non può limitarsi al blocco delle nuove costruzioni, ma deve prevedere:
valorizzazione delle botteghe artigiane;
sostegno al commercio di prossimità;
recupero funzionale degli immobili esistenti;
attrattività per residenti e visitatori.
La rigenerazione passa attraverso la vitalità economica, culturale e sociale dei quartieri storici, in un equilibrio tra tutela del patrimonio e sviluppo sostenibile.
Una visione condivisa
Dal confronto è emersa una visione chiara:
mantenere i diritti edificatori non significa favorire nuova espansione indiscriminata, ma garantire strumenti efficaci per:
la gestione del verde urbano;
la riqualificazione delle aree dismesse;
la valorizzazione dei centri storici;
la sostenibilità economica degli interventi.
La città del futuro deve essere sostenibile, resiliente e attrattiva. Per raggiungere questo obiettivo è necessario un dialogo costante tra tutte le componenti della comunità, nel rispetto reciproco delle posizioni.
Il Forum ha dimostrato che il confronto è possibile e che la comunità è pronta a lavorare insieme per costruire una città più vivibile, equilibrata e dinamica.



