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IN MEMORIA DEGLI ALBERI DI PIAZZA CITTADELLA

7 novembre 2024 – 7 novembre 2025
È passato un anno esatto dall’abbattimento degli alberi che erano la gioia, la bellezza, la salute di Piazza Cittadella.
Abbiamo scritto tanto su cosa e quanto significavano per gli abitanti della zona, per gli studenti, per gli innamorati, per la città tutta. Anche ciò che significavano come arredo urbano, ecologia, memoria. Inutile ripeterlo, chi ha un briciolo di cervello e un po’ di sensibilità lo capisce da solo.
Chi sa ragionare in profondità sa perfettamente che non si tratta solo dell’amore per un gruppo di alberi pur sapendo che sono esseri viventi, sensibill e senzienti come noi seppure in altra modalità.
La decennale opposizione al progetto del parcheggio interrato (considerato inutile con collocazione assurda) è diventata anche lotta per salvare gli alberi. Un presidio ininterrotto, giorno e notte, durato mesi ha cercato con ogni mezzo pacifico di impedire la distruzione della piazza e del suo giardino.

Gruppi spontanei, associazioni, singoli cittadini, performer, pittori, poeti, musicisti, compositori, fotografi hanno messo in campo tutte le loro capacità per arricchire la pacifica protesta con fantasia e ironia, ma sempre con determinazione. Nonostante una tale encomiabile partecipazione civile, nonostante una tale assunzione di responsabilità e volontà di partecipazione da parte dei cittadini, nonostante un protagonismo qualitativamente, numericamente notevole, gli amministratori hanno “tirato dritto” e con incomprensibile ostinazione hanno abbattuto gli alberi e dato il via ai lavori.
Una furia distruttiva inspiegabile soprattutto nella sua frettolosità che appare addirittura insensata, perché non si è atteso che la documentazione relativa fosse esatta, completa e verificata.

Ora i lavori sono fermi e la piazza distrutta, testimonianza di un modo d’aver cura della città che si giudica da solo.
Nel primo anniversario dell’uccisione degli alberi di Piazza Cittadella un bel video colto e commovente è stato realizzato su soggetto di Simona Fornari, con l’attrice Tonia Iavarone, musiche di Tommaso Consensi ed Enzo Tagliaferri, voce narrante Gian Pietro Taina su testimonianza di Stefano uno del presidio.
Viene interpretato da Tonia un testo di Guy De Maupassant e una poesia di Federico Garcia Lorca è detta con sottofondo di chitarra. In entrambi i testi si propone il tema degli alberi e la contrapposizione fra chi indifferente e quasi sadico li distrugge e chi li percepisce come opere divine.

Il finale taglia il cuore mentre le motoseghe tagliano i nostri alberi si sente qualcuno che piange. È una testimonianza che riassume la storia del presidio.
Il video è stato girato ai Giardini Margherita utilizzando lo spraker corner, l’angolo della parola libera dove dar voce a tutti salendo su una cassetta da frutta capovolta in bronzo.E chi pensa che sia stata una lunga lotta in difesa soltanto di un po’ di verde o per fare i bastian contrari delle varie amministrazioni NON HA CAPITO NIENTE niente, perché è stata molto di più soprattutto una grande bella esperienza collettiva, un patrimonio che non deve andare disperso né dimenticato. Come non dimenticheremo mai il giardino di Cittadella, chi lo ha amato come testimonia il video e chi invece no e ci ha privati della visione di quello che sarebbe stato un altro loro magnifico autunno.

Bruna Milani

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