Esattamente il 24 agosto 2024 iniziava il presidio per salvare gli alberi di Piazza Cittadella e per impedire la costruzione del parcheggio interrato.
L’amministrazione comunale aveva deciso, in quei giorni, l’avvio dei lavori contro la volontà dei cittadini, che da moltissimi anni manifestavano il loro dissenso. Il 24 agosto 2024 si è deciso di difendere la Piazza fisicamente coi propri corpi stazionando giorno e notte sul posto.
Il presidio è stato un’Importante esperienza collettiva , crescita di una coscienza comune, intrecciata di storie, opinioni, e caratteri diversi che hanno saputo lottare insieme per un obiettivo comune.
Ciascuno ha contribuito all’occupazione come poteva , in modo pratico o creativo e col presidio la Piazza e diventata davvero viva e vissuta grazie a mille iniziative tra cui la raccolta di oltre trentaduemila firme.
Nonostante una prima sentenza favorevole al salvataggio degli alberi, la speranza è durata poco. Il Comune ha fatto ricorso e li ha abbattuti in fretta e furia. Mentre molti presenti piangevano, il suono struggente di un violino cercava di attutire il rumore crudele delle motoseghe.
Per molte notti si è susseguita la commovente cerimonia del silenzioso raccoglimento davanti ai 15 lumini accesi, uno per ogni albero perduto.
Poco dopo lo sventramento della piazza i lavori sono stati sospesi a riprova che tutto era stato fatto troppo in fretta e on superficialità.
Poi inutilmente una recinzione ha tentato di nascondere lo scempio, ma, una artista del presidio ha evocato gli alberi uccisi con un bellissimo lavoro di lamd art proprio su quella recinzione. 
Dopo la devastazione della piazza i cittadini hanno chiesto un concorso pubblico per il suo ripristino affinché si potesse scegliere tra proposte diverse anche di professionisti piacentini che hanno a cuore la città e la conoscono.
Invece, l’amministrazione ha deciso di assegnare direttamente l’incarico a uno studio famoso che di Piacenza non poteva sapere nulla
Inutili la passeggiatina e un paio di incontri organizzati dall’alto come “percorso partecipativo” sia perché vi hanno partecipato pochissime persone più che altro per curiosità, sia perché il Comune aveva di fatto già deciso.
l lunghissimi anni di lotta, manifestazioni, lettere, comunicati, confronti coi politici, è stato questo il vero lunghissimo percorso più che partecipato. Chiamare i cittadini a indicare piccole modifiche è stato troppo poco e persino umiliante.
L’impegno di tanti piacentini durato anni prova la loro volontà di partecipare alle decisioni, ma è stata ignorata dalle varie amministrazioni che si sono succedute.
Le proteste infatti non sono mai state contro un gruppo politico piuttosto che un altro, perché la città non appartiene a chi l’amministra per cinque anni, ma è di tutti i piacentini i quali hanno il diritto di esprimersi su scelte che esulano dalla normale amministrazione e hanno conseguenze permanenti.
Ci si chiede se il Comune, che ha approvato il progetto Arcadis, non avrebbe invece dovuto ritenerlo irricevibile perché è un’assurda isola di calore e non rispetta né la legge contro le barriere architettoniche né le direttive UE in difesa del suolo e presenta situazioni pericolose rispetto ai gradoni come si può intuire osservando i dettagli.
Non va dimenticato che il sindaco è il maggior responsabile della salute dei cittadini e ne risponde legalmente. Da sottolineare che con gli strumenti tecnologici di oggi un progetto di massima richiede pochissimo tempo e sarebbe interessante avere una giustificazione precisa di come si è formato l’importo di oltre centomila euro.
L’idea a costo zero venuta dal basso, da una semplice cittadina, ha solo voluto dimostrare come sia facile , con le nuove tecnologie, proporre qualcosa di meglio semplicemente ispirandosi ad altri criteri e rispettando la legge contro le barriere architettoniche e le direttive UE .
Chi per anni ha tanto combattuto per amore di Piazza Cittadella vuole ora impedire che essa diventi brutta e invivibile bocciando il progetto Arcadis e chiedendo un concorso pubblico alla ricerca di un progetto migliore
Bruna Milani




Bellissimo articolo di Bruna Milani . Per chi ha vissuto tutto in prima persona , son ricordi che fanno male ancora , e rivedendo tutto ciò che succede a Reggio con bosco ospizio