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Terremoto Argellati “Dimettermi? Non ci penso proprio. La minoranza prospetta un mondo al contrario”

Terremoto Argellati. Un caso quasi nazionale. Sicuramente, almeno a Piacenza, un primo effetto dirompente del fenomeno Vannacci. Uno tzunami, la possibile portata di Futuro Nazionale, di cui si aveva consapevolezza (nove comitati e quasi mille tesserati a Pc), ma che ancora sembrava lontano, limitato, quanto a consensi, a quelli che, citando Bonaccini “hanno studiato meno, vivono in aree interne o periferie e hanno difficoltà economiche…”pensando alla destra in generale.

Gianluca Argellati, sindaco di Vigolzone al secondo mandato, fino al 2025 con Forza Italia, ha sblindato lo scenario, ha rotto il ghiaccio, è entrato a far parte della “sporca dozzina”, portando con sé la sua militanza e la sua esperienza come amministratore.

Quello che è seguito all’annuncio della sua adesione al Movimento di Vannacci, nelle ultime 24 ore, ha il sapore di una politica un po’ vecchia, anche se le critiche sono legittime e i dubbi in parte fondati. I cambi di casacca ci sono sempre stati e spesso si sono rivelati scelte rischiose. Argellati ne è consapevole, ma ci mette la faccia e ribadisce la sua decisione.

Sindaco Argellati della sua scelta di aderire a Futuro Nazionale si è già detto e scritto molto. Parliamo di quello che accadrà ora. Come replica alla richiesta di dimissioni avanzata dall’opposizione in consiglio comunale a Vigolzone?

Quello delle dimissioni è un discorso chiuso ancora prima di iniziare, un problema che non si pone visto che, come sindaco, non ho un vincolo di mandato con un partito, sono stato eletto con una lista civica e la gente ha messo la croce sul mio nome. Ho il pieno sostegno della mia giunta e anche di tutta la maggioranza, perche’ resto in un perimetro di centrodestra in modo coerente, ma soprattutto basta leggere le reazioni della gente comune di Vigolzone per capire che quello che chiede la minoranza è fuori luogo, fuori tempo e fuori in generale. Se volessi fare una battuta direi che anche la minoranza si è allineata a Vannacci perché, nel caso di questa vicenda, prospettano “un mondo al contrario”

E’ consapevole del terremoto che ha portato nella politica piacentina? Da un’area moderata è passato ad un movimento di estrema destra

10 anni fa anche Fratelli d’Italia, all’inizio, fu considerato così, oggi invece ci appare come moderato. E comunque serve fare chiarezza. Futuro Nazionale  non è Casa Pound, é un contenitore politico che sta crescendo e che ha al suo interno temi e proposte che stanno a cuore alle persone comuni, che intercettano le necessità della gente anteponendo i bisogni veri dei cittadini agli interessi di pochi. Io non mi sento fascista (o “sindaco nero”) trovo anzi che questo sia un termine obsoleto, anacronistico, legato a una storia lontana decenni fa.

Politicamente nasco socialista, ovvero ho sempre sposato una politica intesa come impegno nell’occuparsi delle persone. Come sindaco, da sette anni, faccio questo: mi occupo dei miei cittadini, cerco di dare loro risposte concrete, proprio come durante il Covid quando ho cercato di essere al loro fianco sempre. E proprio i cittadini me lo hanno riconosciuto, confermandomi alla guida del comune per un secondo mandato.

Il cambio di casacca è sempre rischioso, ma legittimo. Nel suo caso, si può pensare che nasca dalla necessità di un  trampolino di lancio per nuove opportunità? Penso alle prossime politiche, ad un futuro a Roma, ma anche ad una partenza come coordinatore provinciale e poi ..

E’ prematuro parlarne, non ho pensato a questo, non ho aderito al movimento in cambio di qualcosa e loro non mi hanno chiesto nulla. Ho ascoltato quello che diceva Vannacci, ho studiato il suo programma, ho analizzato a fondo i suoi contenuti. E ho provato quello che nel ’94 provai con Berlusconi.

Come già detto, mi sono avvicinato a Futuro Nazionale perché mi sono ritrovato in gran parte dei contenuti che lo caratterizzano. Anzi, direi che in quelle proposte ho riscontrato azioni e principi che già, come sindaco, metto in campo da sette anni.  

Sono entrato con lo spirito di chi cerca di portare qualcosa di utile. Spero che la mia esperienza di sindaco possa servire alla causa del nuovo partito come militanza politica e come amministratore, ma sono ancora fuori dalle dinamiche del partito. Penso che si andrà verso una segreteria provinciale, ma per il momento non sono io ad occuparmene.

Non ci saranno quindi cambiamenti nel suo progetto amministrativo?

Non modificherò la mia azione perché mi sono iscritto a Futuro Nazionale. Come dicevo, sono già in linea con alcune delle priorità messe in luce dal movimento di Vannacci. Penso alla sicurezza, ad esempio, per la quale ho sempre avuto molta attenzione, ovviamente con i mezzi che ha a disposizione un sindaco, che non sono tanti. Ma penso soprattutto a come dare risposte ai miei cittadini.

Come sono state le reazioni alla notizia della sua decisione, in queste ore? Rotto il ghiaccio, ha percepito l’interesse di altri sindaci o di altri politici?

Tanto interesse, sia da parte della gente comune che di altri amministratori e politici, e anche dichiarazioni di solidarietà e vicinanza. Tante telefonate e messaggi di gente che forse aspettava proprio un gesto dirompente come il mio per prendere decisioni che sembravano lontane o quantomeno per informarsi in merito a possibili, nuovi scenari.

Sono consapevole che per fare quello che ho fatto serve una buona dose di follia, ma sono sempre più convinto della mia scelta e di come l’ho fatta. La faccia ce la metto sempre, non sono di quelli che aspettano dietro l’angolo che siano altri ad esporsi, per poi valutare cosa conviene fare.

Certo non sono mancate le critiche, anche pesanti. Ma sono quelle che ho ricevuto anche quando mi sono candidato per le politiche e per le regionali, fanno parte del gioco. Analizzando i social, accanto ai commenti, ci anche sono tanti segni di apprezzamento.

Ai suoi concittadini cosa vorrebbe dire? Le notizie di queste ore potrebbero averli disorientati

Vorrei dire che resto me stesso e che l’adesione ad un partito non significa snaturare il proprio io. Sono e rimango quel Gianluca che hanno conosciuto nel 2019, che hanno apprezzato durante la pandemia, che hanno rivotato nel 2024. Sono e continuerò ad essere così.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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