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Natale per sempre

Come ogni anno ho fatto gli auguri ai parenti, agli amici , ai conoscenti. Stavolta a voce registrando su Whatsapp. Non mi aspettavo proprio di ricevere come risposta decine di commenti stupiti, commossi e alcuni persino imbarazzati da parte di chi non si sentiva “all’altezza” di rispondermi . Cosa avevo detto di tanto speciale? Nulla, proprio nulla, semplicemente avevo augurato un vero Natale tradizionale, ricco di spiritualità, interiorità, affetti quieti, cuore panificato e, possibilmente, neve. Per le feste seguenti aggiungevo un augurio di allegria, compagnia festosa, speranza. Le numerose reazioni di felice, commosso stupore, da un lato mi han fatto piacere, ma dall’altro mi hanno interrogata nel profondo e preoccupata: dunque ci siamo così allontanati dalla gentilezza, da una tenerezza delicata, discreta, sincera, magari un po’ romantica, tanto da rimanerne segnati quando ci sfiora persino con auguri che sarebbero ovvii? Del resto cos’altro si dovrebbe augurare a Natale? Sarà che di solito diciamo “Auguri ” senza specificare quali auguri, oppure “Sereno Natale” ma a quali condizioni è davvero sereno un Natale? Tutti di corsa non ci fermiamo a riflettere, non riempiamo di contenuti le parole. Ci resta molto poco a livello consapevole del senso e del valore del Natale, festa che più di ogni altra ripropone il meglio dell’umano e del divino. Di questo ho scritto approfonditamente nel mio libro “CANDORI” qui mi limito all’umanità per rivolgermi a tutti, credenti e non.

Il messaggio del Natale per tutto il mondo è che Qualcuno è venuto per amare tutti senza distinzione, fino a morire, per tutti perché ai Suoi occhi tutti sono di uguale valore in quanto tutti figli di Dio. Quindi nessuna disuguaglianza, niente discriminazioni, niente schiavitù.

Carlo Maria Strozzi, Presepe su vetro

Un altro valore che viene dal Presepe, oltre all’intrinseca poesia di povero villaggio notturno, è rappresentato da un “andare verso” ideale, un convergere nel punto più alto dell’umano: l’Amore con la maiuscola, perché per tutti e per tutto. Infatti convergono nel punto di massima luminosità, interiore incarnato dal piccolo Gesù, la luminosissima stella cometa che guida all’incontro poveri pastori, nomadi, animali pure i sapienti Re Magi. Tutto converge armonicamente, terra e cielo, poveri e ricchi, piante e animali. È questo Insieme che possiamo proporre a tutti, anche agli agnostici, anche a chi è di altre religioni, per questo è un delitto abolire il presepe per paura di urtare qualcuno. Lo Stato e l’Europa sono laici? Sì, ma si sono costruiti su questa uguaglianza di valori, sulla condivisione delle diverse potenzialità di ciascuno sul rispetto degli esseri umani, degli animali, della Natura. Chi ha paura di una tale proposta d’amore? Solo gli aridi e gli ottusi, eppure questo Amore è anche per loro che ne hanno tanto bisogno. Togliere la parola “Natale”, togliere i nomi di Gesù, Giuseppe e Maria come se non ne fossero colmi non solo i cuori di miliardi di cristiani-cittadini, non solo la storia cristiana che è gran parte della Storia generale, ma ne è piena quasi tutta l’arte che è soprattutto ricca di grandiosa arte sacra. Per spiegare i personaggi di certi dipinti dovremmo parlare di signora X, signor Y, bambino K? Chi non vuole riconoscere che Natale ha cambiato per sempre la Storia dia un altro numero agli anni, chiami diversamente questo 2021 DOPO CRISTO, vada a lavorare il giorno di Natale e nelle feste religiose e se vuole genericamente “Buone Feste” ci dica almeno feste di che.
Davvero dovremmo azzerare tutto, fare della vita un foglio bianco per ricominciare e dovremmo tornare a sognare, non a illuderci, ma a sognare cioè a immaginare e perseguire un modo di essere e di vivere migliore ad esempio vivendo e donando quiete e tenerezza che sono poi il mio augurio di Buon Natale per tutti.

Bruna Milani

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