Tra le tante proposte on line, a Piacenza spicca quella di Paola Torretta. Un blog, da poco rinnovato, per chi ama la scrittura e la lettura, ma anche un diario culturale con suggestioni e spunti fuori dal coro. La nostra breve intervista a Paola, realizzata in collaborazione con Il Corriere Padano, svela qualcosa di più di questo progetto e del suo sviluppo.

Ricordiamo quando e con quale spirito é nato il blog Paola Torretta?
paolatorretta.it nasce da una passione, una passione per i libri, per la lettura e soprattutto per la capacità che alcuni scrittori hanno, utilizzando parole ben armonizzate, nel costruire storie. Grazie al web questa passione ha trovato uno spazio dove lavoro intensamente informando e condividendo sensazioni e opinioni.
Da qualche settimana il blog si mostra con un look rinnovato; sono cambiati il logo, la grafica, il layout, in generale mi sembra di vedere un’immagine più fresca e patinata; cosa resta del progetto originale e cosa c’é di nuovo nei contenuti?
Tutto cambia e forse sul web le idee invecchiano più velocemente.
Dopo quasi due anni di lavoro ho pensato di dare un’immagine nuova e più immediata per rendere il progetto sempre più contemporaneo. Fortunato è stato l’incontro con Edoardo Repetti, un talentuoso ragazzo piacentino, che attualmente residente e lavora in Olanda, che con le sue professionalità di grafico è riuscito a concretizzare le sensazioni che gli avevo trasmesso creando un prodotto facile da consultare che rispecchi fedelmente le mie necessità.
Per ora è on line la prima parte che riguarda la scrittura di recensioni di libri letti, delle altre parti non posso parlare perché sono ancora in via di definizione.
A chi si rivolge il tuo blog? Che riscontri hai avuto da parte del pubblico, fino ad ora?
Gestire un blog di qualsiasi argomento parli è un lavoro molto impegnativo che richiede tante ore di lavoro e dedizione continua. Il mio carattere più creativo che organizzato mi ha portato spesso a non essere sempre puntuale negli appuntamenti. Nonostante ciò il riscontro è stato buono. Io penso che tutti abbiamo bisogno di storie e che tante persone vorrebbero essere più vicine al mondo dei libri ma a volte per mancanza di tempo o per pigrizia si sceglie la via meno faticosa che spesso è la televisione o i social.
In base a quale criterio scegli libri da recensire? Cosa ti piace seguire e proporre?
L’idea di base di paolatorretta.it era quella di creare un diario delle mie letture legate alla esperienza personale. Ad esempio se viaggio cerco di conoscere i posti non attraverso le guide turistiche ma attraverso bei romanzi ambientati nella città o la nazione che intendo visitare. E poi leggo a catena nel senso che ogni libro non è mai fine a se stesso ma mi apre un mondo, mostrandomi la strada verso un altro autore o un altro titolo dello stesso autore e così via, senza fine. E ad un certo punto la casa si riempie di libri e la loro gestione è sicuramente difficoltosa se non impossibile.
A questo primo approccio assolutamente personale vorrei ora aggiungere un approccio più informativo. È mia intenzione, dal mese di maggio trasmettere una panoramica sulle novità editoriali italiane e straniere e incrementare l’aspetto social di condivisione.
I tuoi autori preferiti. Ma ti chiedo anche a quale scrittore vorresti fare una intervista, se potessi scegliere.
Non riesco ad avere degli autori preferiti in assoluto ma risponderei a questa domanda dicendo che
le fasi della mia vita sono spesso legate al ricordo degli autori che ho letto in quel periodo.
Ad esempio per me gli anni del liceo mi portano a Natalia Ginzburg e Gabriel Garcia Marquez, la giovinezza e gli studi dell’università sono invece legati alla scoperta della letteratura inglese in particolare di Jane Austen. Ora, poiché sono tornata da poco dagli Stati Uniti, è il momento di Ernest Hemingway, Fernanda Pivano e Tom Wolfe.
Quale scrittore vorrei intervistare? Sicuramente tutti quelli che ho letto.
Poiché sono innamorata del momento magico della scrittura, ad ogni autore indistintamente chiederei com’è arrivato alla scrittura e qual è il suo metodo di lavoro. In altre parole vorrei catturarne l’anima.
Infine un consiglio per una buona lettura. Un libro da leggere, assolutamente.
Visto il periodo che stiamo vivendo e per capire anche il potere lungimirante della narrazione, perché non leggere Spillover, un libro scritto nel 2017 da David Quammen, scrittore e divulgatore scientifico statunitense, pubblicato recentemente da Adelphi. Non è un romanzo ma comunque racconta una storia super avvincente, quasi un noir capace di tenere altissima la suspance del lettore che, attraverso interviste a medici, testimoni e persone guarite, si trova immerso nella realtà delle pandemie virali e forse riesce a coglierne l’essenza.
Grazie a questa lettura forse comprendiamo meglion la nostra città che da luogo tranquillo e provinciale, dove non succede mai niente, improvvisamente si è trovata catapultata in cima alle classifiche tra le città italiane con il più alto numero di morti per la diffusione della pandemia del Covid 19. A Piacenza auguro, nonostante il profondo affanno e le difficoltà, di risollevarsi e ripartire al più presto promettendo di appoggiare dalle pagine del mio blog qualsiasi iniziativa interessante mi venga proposta.
Mirella Molinari



