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IL DOGMA FERRAGOSTO

Tutti via da casa! Fuori!
Via! Non occorre dare l’ordine, tutti hanno già rispettato il “dogma Ferragosto” . A casa sono rimasti solo gli sfigati o i poveri cristi. A Ferragosto si ferma il mondo o meglio, viene meno o la normalità , quel funzionamento quotidiano della società e delle famiglie che, più o meno bene, in modo più o meno soddisfacente, fa sentire parte di una comunità.
Fatto salvo il sacrosanto diritto alle vacanze, al riposo e al divertimento, non si comprende come mai non si facciano i turni sia nel pubblico che nel privato, nei servizi sociali come nelle famiglie. In molti casi basterebbe spostare la chiusura o la partenza di un paio di giorni per non lasciar scoperti niente e nessuno. Solo i supermercati – mai tanto benedetti e amati come in questi giorni- danno segni di vita, ma non tutti gli sfigati senza auto o i poveri cristi abitano nelle loro vicinanze.

Chiusi lo sportello del sociale e chiuso persino lo sportello digitale (ma con la miracolosa nuova tecnologia non dovrebbe funzionare anche senza la presenza umana?). Chi resta solo e magari malato incapace di uscire difficilmente avrà il conforto di una visita del suo parroco. Già ci sono pochi sacerdoti molti dei quali accompagnano in vacanza gruppi di giovani parrocchiani.

In ferie negli stessi giorni il personale che pulisce i condomini , chiusa l’edicola, la gelateria il ristorante, in ferie anche l’Associazione di volontariato. Certo qualcosa qua e là si muove, in alcune città, ma quanti abbandoni! Quante solitudini! Quanta indifferenza! Si dirà che alcune cose chiudono solo un giorno o poco più, ma sfortunatamente è proprio in quei momenti che capita di aver bisogno per un guasto improvviso o un attacco di panico. A volte il bisogno di un contatto umano concreto, non un sms, non una foto, non una telefonata, è tale che c’è chi si rivolge alle forze dell’ordine certo che, poiché ci proteggono dai pericoli, ci proteggeranno almeno per un po’ dalla solitudine e dalla paura che ne deriva. Non è raro sentire che poliziotti o carabinieri vadano a fare un po’ compagnia magari portando una pizza. Anche questo è un modo di difendere la vita e la qualità della vita.
Mi fa soffrire la scena di quegli anziani soli che guardano e riguardano le foto di figli, nipoti, parenti lontani con un sorriso di tenerezza che sa di pianto. Mostrano orgogliosi il cellulare a chi casualmente li avvicina, ma ogni sms, ogni foto sembra dire: <<Noi siamo qua e tu no>>. Quegli anziani sono sinceramente contenti di sapere i loro cari lontani ma felici

eppure, passato il Ferragosto quando ci saranno ritorni e saluti, ci sarà ancota un lungo viaggio invisibile da fare per colmare la distanza tra i cuori partiti e i cuori rimasti soli a casa. Di tutti i viaggi possibili è questo il viaggio più difficile, ma è il più interessante e il più necessario.

Bruna Milani

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