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CHE DEGRADO NELLA VIA DELLO “STRUSCIO” PIACENTINO!

VIA XX SETTEMBRE è la strada che si percorre soltanto a piedi e congiunge le due piazze principali di Piacenza: Piazza Cavalli e Piazza Duomo. Lungo i suoi lati ci sono negozi dunque è il posto giusto, il più sicuro e comodo per passeggiare tranquillamente da soli, in compagnia o accompagnando i nostri ospiti da una piazza all’altra. Quand’ero ragazzina ci si poteva incontrare Salvatore Quasimodo – la cui seconda moglie era piacentina – in compagnia del compianto professore, critico, scrittore e poeta Igino Maj l’uomo che più di chiunque ha fatto tanto per la cultura a Piacenza e del quale si avverte sempre la mancanza.

VIA VENTI, come la chiamiamo noi è la passeggiata ideale per i turisti perché senza auto, con bar per brevi soste di ristoro, la possibilità di visitare a poca distanza il Duomo e la basilica di San Francesco nonché ammirare Palazzo Gotico.

Foto di Nadia Balduzzi

In VIA VENTI si può camminare adagio e quindi osservare con tutta calma. Si guardano le vetrine, ma non può sfuggire il pessimo stato della pavimentazione piena di pietre frantumate.
VIA XX SETTEMBRE è la “passatoia rossa” il lungo tappeto che unisce il salotto Piazza Duomo al nostro gran salone Piazza Cavalli. Che figura facciamo? E non si tratta solo di decoro, ma anche di sicurezza e di prevenzione.

Andiamo a Parigi sventolando grandi progetti urbanistici e scivoliamo su una “buccia di banana” che subito smentisce la nostra serietà e capacità di occuparci davvero, con premura e competenza della nostra città. Meglio non attirare l’attenzione su Piacenza fino a quando esisteranno zone di degrado che i cittadini segnalano, girano video, scrivono alla stampa e sui social, i giornalisti fanno loro da risonanza, ma tocca agli amministratori intervenire per risolvere i problemi e prevenire i rischi. Una città più sicura e più bella non solo piacerà ai turisti, ma prima renderà anche felici e orgogliosi i piacentini che guarderanno a chi li amministra con sincera gratitudine.

Bruna Milani

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11 Commenti

  1. I nostri amministratori dovrebbero essere legati ad una sedia a rotelle per un’ intera giornata…e fargli vivere nel Comune che amministrano

  2. Condivido appieno le considerazioni della Sig.ra Milani. Purtroppo devo segnalarle che non è solo via Venti il problema. A breve ci sarà la trilogia popolare di Verdi, guardi come sono ridotte Via Verdi e Via Giordani, con il 50% di asfalto al posto degli originali sampietrini. Che tristezza….Sig.ra. buona giornata.

  3. Magnifico esempio di passione per la propria città che si traduce in un eloquente e necessaria sollecitazione al miglioramento.La sensibilità civica di Bruna Milani è sempre un atto d’amore per Piacenza ,non slegata da una implicita richiesta di sprone all’azione per prendersi cura della città ,anche su dettagli che possono apparire marginali ,ma danno l’idea della capacità nonché serietà di migliorare alcuni aspetti,che sono fondamentali per il decoro della stessa .

  4. Avete pienamente ragione ma l’amministrazione comunale è troppo impegnata ad eseguire dei lavori… ( inutili!), vedi i paletti e le balaustre in metallo in prossimità di marciapiedi e piste ciclabili, semafori dove non servono ( vedi alla stazione dove adesso con i semafori il traffico è congestionato da Piazzale Roma a Piazzale Milano, le rotonde che non servono a nulla ( vedi le due rotonde consecutive appena fuori città sulla strada per Mucinasso ingresso tangenziale ) etc. Etc.

  5. Non è solo la pavimentazione a creare degrado ma anche il traffico di monopattini e biciclette che circolano anche se esiste il divieto con il pericolo di essere investiti dato la loro velocità

  6. Nel 1927 sposa presso il Municipio di Reggio Calabria Bice Donetti, sua prima moglie, originaria di Piacenza ma conosciuta a Messina dove lavorava in un noto ritrovo di Piazza Cairoli. Bice morì nel 1946.

    Ora io non conosco la sua età, ma dubito sia ultracentenaria.

  7. Ho AMATO questa città per gli anni passati quando lavoravo a Gragnano, avevo 23 anni oggi ne ho 77 e continuo a ritornare. In Quanto qui avevo incontrato l’amore della mia vita, mi ha fatto conoscere tutti I paesi limitrofi di Piacenza, dal momento che lei abitava a Gragnano, la mia cara e adorata ADELE purtroppo il nostro amore non andò a buon fine. Ma il suo ricordo lo portò ancora nel mio ❤️. Inoltre conoscere Piacenza, e dintorni é una esperienza unica per il turista che la visita, c’è storia, e una cucina semplice ma gustosa. E soprattutto una natura meravigliosa. E poi sono passati tanti anni ma è rimasta ci lo stesso.

  8. La piu degradata e brutta città d Italia.
    E lo dico da piacentino. Anni 50
    Per piacere e lavoro giro parecchio.
    E come cittadina degradata e brutta non trovo uguali….
    Cittadina intendo paragonabile a piccole realtà…
    Cremona,Parma, Mantova, Pisa ,Lucca, Cuneo, Asti…
    Potrei elencarle almeno centinaia..
    Il problema è che 20anni fa non era cosi….
    Già a vedere che siamo sprofondati come qualità della vita….
    Ora chiedo:
    Cosa è successo???
    La colpa di chi è???

    La zona della stazione, via Roma, il centro città in generale è un cesso a cielo aperto…
    Una cittadina che di affaccia sul po….che fa cagare….
    Basta spostarsi a Cremona che il centro e il lungo po sono tenuti senza dubbio 1000volte meglio….
    Chiedo:
    Aiutateci…
    Povera piacenza e i piacentini

  9. Piacenza è città non valorizzata dal punto di vista turistico. Se jnfatti non particolarmente seduttiva quanto ad urbanistica, certamente lo è per le sue chiese cosiccome per i suoi palazzi presi singolarmente e per i suoi speciali dintorni. Meglio tuttavia ormai attendere quel minimo di manutenzione, prima di esibirla su ampia scala ad occhi curiosi di ammirarla!
    Lavorare pertanto ai fianchi la pigra amministrazione! Bene, cara Bruna, ad avere puntato il dito sul problema!

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