HomeAttualitàUN "INEDITO'" TRIPLICE PELLIZZA D'ARTE E NATURA

UN “INEDITO'” TRIPLICE PELLIZZA D’ARTE E NATURA

La continua e sorprendente capacità propositiva dell’Associazione Pellizza trova sempre più spesso l’appoggio sensibile e intelligente del Comune di Volpedo e stavolta, in collaborazione con METS Percorsi d’Arte, propone una mostra di straordinario interesse, perché riguarda tre opere di Giuseppe Pellizza quasi sconosciute in quanto rarissimamente esposte al pubblico e tanto tempo fa.

Opere prestate gentilmente per l’occasione a riprova del sapiente coinvolgimento del territorio e del crescente orgoglioso amore dei volpedesi per il loro famosissimo artista.
Ci sono tanti modi di rapportarsi all’arte e all’ambiente, ma solo chi sa farlo con lo sguardo esatto e profondo dell’amore ne coglie la verità. È quello che dimostra Pellizza a riprova che non occorre andare lontano per scoprire meraviglie, ci si può incantare anche davanti alle semplici cose vicine a noi. L’opera “Pontecastello” ad esempio, dipinto del 1904 olio su tela, 53 X 74,2 cm.

ritrae un luogo familiare al pittore. L’ hanno visto tutti distrattamente ogni giorno, ma solo lui, solo Pellizza sa vedere e voler catturarne l’attimo in cui nella strada assolata il sole e il calore paiono la sostanza stessa dei muri mentre la luce è così accecante che annulla alla vista i contorni delle forme rendendole geometrie essenziali. Guardando attentamente l’opera fino a sentircisi dentro, si percepisce l’afa, l’aria bollente e densa che scolorisce persino il verde dell’albero. Anche ammirando “Mattino d’estate ” del 1905 olio su tela applicata su tavola 47,2 X 66,8 cm.

è evidente l’attenzione acutissima di Pellizza verso la natura, talmente intensa da diventare quasi fusione. Nel quadro infatti pieno di alberi domina il verde tanto alto che quasi copre tutto il cielo come se il pittore cogliesse, tra quelle fronde, il fresco dell’ombra. Un mattino d’estate , forse di prima estate, forse di fine primavera, perché il tanto verde sembra esorcizzare la calura.
Infine c’è “La Clementina” opera del 1906-1907 circa, olio su tela, 50 x 80 cm.

La Clementina è il nome di una cascina che si intravede nel dipinto. Ancora una volta il paesaggio è noto al pittore, familiare. Si sente che è affezionato a questi luoghi tanto che di questo scorcio immortala la malinconia della fine dell’estate. Le foglie sono cadute, i colori autunnali. Eppure ancorché pallido, permane il fulgore dell’oro del sole, nostalgia d’estate e saggia accettazione dello scorrere delle stagioni. “La Clementina” sembra persino suggerire la data finale della mostra: il primo giorno d’autunno. Anche la pittura paesistica di Pellizza non è mai solo bravura tecnica ed estetica. C’è molto di più e si percepisce chiaramente la partecipazione personale a ciò che vede. Sa che la natura è affascinante in ogni stagione, ma non dimentica che è abitata dall’uomo. Conosce benissimo il complesso rapporto fra umani e natura, come ha illustrato in tante sue opere.
A cura del dott. Pierluigi Pernigotti il bellissimo, elegante catalogo, ricchissimo di notizie su queste tre opere fortunatamente uscite dalla dimenticanza.
Per quanto possa essere stata bella la nostra estate arricchiamola di più con le immagini che di essa, e del suo finire, ci regala il grande Pellizza e che l’ammirevole competenza del dott. Pernigotti ci aiuterà a fare più nostre.
Bruna Milani

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