Si svolgerà da Biffi Arte “Frammenti” l’antologica di Silvia Rastelli a Piacenza, dal 6 aprile al 14 maggio con un percorso a cura di Fortunato d’Amico e in qualche modo dedicato alla città.
L’artista aveva già esposto altre volte nel piacentino; tra le tante mostre si ricorda quella a Zavattarello nel 2004 e quella alla casa del Popolo a Rivergaro nel 2005. Ma da anni si muove con la sua arte in città diverse e lontane e dunque questa personale rappresenta qualcosa di più di una semplice mostra. Accanto alle opere, una cinquantina, anche gli scritti critici dei tanti che in questi anni hanno seguito e documentato la sua crescita: tra gli altri, Stefano Fugazza e Carlo Francou.
Dunque un ritorno gradito nella propria terra, un’affascinante ricognizione dei temi più cari all’artista e vicini alla sua sensibilità. Ma anche una riflessione attorno al concetto di identità, ai suoi estuari, alle sue complessità, senza prendere posizioni politiche, ma affrontando anche temi di grande attualità come la genitorialità o l’essere donna oggi.
“Sono molto contenta di questo ritorno in patria. Ho creato delle opere ad hoc, ispirate al tema della mia città-anticipa Silvia Rastelli- e quindi ci saranno la lupa, il cavallo e altre simbologie legate alla città e alla mia vita. Il titolo? La mostra si chiama Frammenti perché é come se fossero tanti frammenti del mio percorso, non ci sono opere particolarmente datate ma ci sono le opere che mi rappresentano e che esprimono le tematiche che mi sono care”.
Su queste basi, Silvia Rastelli, artista poliedrica tra musica, danza e arte figurativa, si muove coerentemente (come ricorda la citazione di un passaggio in cui Stefano Fugazza ne descriveva lo stile), dando vita ad un mondo visivo in cui più che l’intera figura umana compaiono porzioni di un volto, in cui un unico occhio si spalanca, lievemente sgomento di fronte all’irrazionalità, all’insensatezza che là, fuori dal sé, sembra prevalere.




