Il dolore é intimo, riservato, non chiede e non vuole vetrine. Ma a volte, difronte a tragedie come questa, anche nel dolore si trova la forza per lanciare un messaggio forte, che si ritiene utile e importante per evitare altre morti.
Sono unite anche in questo le famiglie di Sonia Tosi e Daniele Zanrei, i due ragazzi travolti e uccisi mentre percorrevano in Vespa la provinciale per Cadeo a Zena di Carpaneto, investiti da un’auto guidata da un ragazzo in stato di ebrezza. Poche parole, con tanta dignità, senza recriminazioni, sostenute solo dalla convinzione che basti poco per evitare di mettersi nella condizione di rischiare. Il destino non si ferma, ma a volte si può in qualche modo cambiare, con scelte di responsabilità per sé e per gli altri
NON E’ STATO UN INCIDENTE «non è stato un incidente- ribadiscono con forza i genitori di Sonia e Daniele- una svista, un colpo di sonno, e lo vogliamo dire con la poca forza che ci rimane… Perché se dovesse servire a far scattare il pensiero in qualcuno di questi giovani, il pensiero di “ho bevuto e non guido”, allora almeno forse questo immenso e ingiusto dolore sarà servito ad evitare altre stragi sulle strade».
L’APPELLO E proprio perché tragedie simili «non debbano toccare ad altre mamme, ad altri papà, ad altre vite, chiediamo non solo ai nostri giovani di stare attenti; di non mettersi alla guida se hanno bevuto; ma chiediamo anche ai loro amici di fermarli, di dirgli “guido io”, se li vedono in stato alterato. Chiediamo attenzione, da parte di tutti. A volte basta una parola giusta per cambiare un destino per noi ora tanto crudele. Noi non abbiamo più parole, ma vogliamo vi arrivi un messaggio di responsabilità. Per favore, state attenti, quello che ci ha portato via per sempre Sonia e Daniele non è stato un incidente…».
LE FAMIGLIE “Proprio per questo vogliamo rivolgerci anche alle famiglie, ai genitori – proseguono – invitandoli a stare attenti ai rischi che corrono. Non devono stancarsi di dire ai ragazzi che non si guida se si ha bevuto. Nulla deve essere lasciato di intentato, se può servire a far restare alta l’attenzione: non si può pensare che queste cose possano accadere sempre agli altri e non a noi”.
ORA SILENZIO “Ringraziamo – concludono – del grande amore e affetto ricevuto in questi giorni, abbiamo visto tanti ragazzi e ragazze e crediamo che quanto accaduto a Sonia e Daniele li abbia toccati nel profondo. Ora, per noi, è il momento del silenzio”.



