DA GRAZZANO A FERRIERE IN UN VIDEO. LA VALNURE RACCONTATA DAI RAGAZZI CHE CI VIVONO

La Val Nure così non l’avete mai vista, perché a raccontarla questa volta sono i ragazzi. Il video di cui parlo, presentato nei giorni scorsi in conferenza stampa, fa parte del progetto di Orientamento-Instaschool, finanziato dalla Regione, con Enaip capofila e la gestione di Iscom Emilia Romagna. L’idea é stata fortemente sostenuta dalle dirigenti dell’Istituto Comprensivo della Valnure che si sono avvicendate in questi due anni di realizzazione, Maria Teresa Andena e Carla Busconi, e portato avanti da un gruppo di docenti tra cui Elisa Fantinati, referente Orientamento, e chi scrive, nella doppia veste di giornalista e insegnante.

LA SCUOLA E IL TERRITORIO L’Istituto Comprensivo della Valnure raggruppa le scuole di cinque comuni, Vigolzone, Pontedell’Olio, Bettola, Farini d’Olmo e Ferriere, una parte del territorio piacentino vasta ed eterogenea che va dalla prima collina di Vigolzone fino alle montagne di Ferriere. Il viaggio che abbiamo realizzato con i ragazzi, in periodo pre-Covid, si snoda, non a caso, in uno spazio compreso tra due Castelli collocati proprio all’estremità del nostro tragitto, quello di Grazzano Visconti (Vigolzone)da cui siamo partiti, e quello di Gambaro (Ferriere) che ci accolti al termine della nostra avventura. Seguendo il fiume Nure, arrampicandoci lungo tornanti del nostro Appennino, raccontiamo dunque come si vive in questi paesi.

IL PROGETTO Abbiamo realizzato una video-guida del territorio affidata alla spontaneità e alla freschezza di alcuni studenti della scuola secondaria di primo grado, di età compresa tra gli 11 e i 14 anni. Un documento di circa 40’ suddiviso in cinque parti, corrispondenti ai Comuni sede dei cinque plessi scolastici. Un’esperienza formativa di orientamento e consapevolezza con più di un obbiettivo, tra cui: conoscere gli aspetti della professione di reporter/documentarista, imparare ad usare nuove tecnologie e dinamiche del web-marketing, conoscere meglio il proprio territorio e individuare elementi di forza per valorizzarlo. Ai ragazzi non abbiamo chiesto di scimiottare gli adulti, di diventare “piccoli giornalisti”. Abbiamo invece lasciato che prevalesse la freschezza del loro racconto, in uno stile autentico arricchito da nuove competenze.

COSA RACCONTIAMO Ne esce un documento di grande valore che, sfrondato dall’immagine patinata e un po’ finta che hanno, a volte, le guide riservate ai turisti, ci mostra stralci di vita vera vista con gli occhi dei ragazzi. E così, soprattutto nei comuni di montagna, emerge una quotidianità che non ci saremmo aspettati. A Farini, ad esempio, gli adolescenti protagonisti del video sono gli unici del paese. Frequentano una pluriclasse e ci raccontano di estati libere e spensierate. Probabilmente come altri, prima di loro, a un certo punto lasceranno il paese. Ma il racconto della loro vita non tradisce noia o tristezza. E se a Bettola e Farini prevale l’aspetto naturalistico, davvero notevole, a Vigolzone, Pontedell’Olio e Ferriere scopriamo il valore storico e artistico di siti straordinari: il borgo e il Castello di Grazzano Visconti e Villa Barattieri a Vigolzone, il Castello Malaspina nella frazione di Gambaro a Ferriere, le ex Fornaci della Cementirossi, esempio di archeologia industriale in fase ormai avanzata di recupero e rifunzionalizzazione, a Pontedell’Olio.

GLI ASPETTI TECNICI Il prodotto finale del progetto, un video realizzato soprattutto per mostrare ai ragazzi il frutto del loro lavoro, ha qualità tecniche e grafiche eterogenee e, in alcuni casi, al di sotto di uno standard a cui siamo abituati. Non ho corretto, di proposito, parti in cui audio, inquadrature ed editing non sono perfetti e ho scelto di mostrare spesso il backstage. Tenendo conto delle finalità del progetto, ho preferito lasciare integro il lavoro dei ragazzi, anche se da migliorare. Molti di loro usavano per la prima volta una telecamera o erano alle prime armi con il montaggio e le logiche di uno storyboard. Uno sforzo comunque importante e significativo per fissare ulteriori, futuri progressi, apprezzando quanto già fatto.

IL VALORE EMOTIVO  Ogni volta che rivedo questo video, provo un’emozione profonda. L’esperienza di lavoro con questi ragazzi, lungo questi territori arrampicati su montagne spesso dimenticate, è stata per me molto importante professionalmente e umanamente. Come giornalista mi è servita per conoscere realtà del mio territorio di cui avevo parlato solo con un lingiaggio istituzionale, non sempre aderente alla realtà; come insegnante mi ha aiutata a capire meglio il valore della scuola, ancora e più che mai presidio sociale straordinario in territori che non hanno molto altro. Ma è soprattuttop come persona che ho avuto le sorprese più grandi. I ragazzi che ho incontrato mi hanno insegnato tanto. Freschi, diretti, svegli, pronti a mettersi in gioco. Con loro ho trascorso pomeriggi intensi, a volte faticosi, ma sempre divertenti. Spero che il video possa raccontare soprattutto questo. Un patrimonio umano che promette tanto e alimenta aspettative concrete per il futuro di tutta una comunità.

Mirella Molinari

Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna...

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