[VIDEO] LOU REED È TORNATO: I MURI DELLA BIBLIOTECA TORNANO A PARLARE

***AGGIORNAMENTO ***
LOU R.I.P.
E così siamo (forse) giunti all’epilogo della tribolata vicenda dei muri di Palazzo San Pietro, sui quali in pochi giorni si sono alternati bombolette spray, mani di bianco (grigio?) pittura e gessetti (v. articolo sotto) : come promesso dall’assessore Zandonella, è arrivata la gradazione di giallo che ha permesso ad IREN di sedare gli ultimi moti di “insurrezione” della parete, che sempre più si stava avventurando verso la “wild side”.

Ieri sera infatti  i muri della biblioteca Passerini Landi erano tornati a parlare, e a far parlare: questa volta però l’autore del messaggio non ha usato una bomboletta spray, ma un semplice gessetto giallo.

Ok…siamo tutti un po’confusi. In primis i muri di Palazzo San Pietro, che non sanno più chi devono amare o odiare 🤔🤯

A fare da sfondo,  l’infelice pittura grigia usata da IREN per coprire le scritte precedenti: infelice perchè il colore della “pezza” stride decisamente col giallo-ocra della parete, ma, a quanto dice l’assessore Luca Zandonella pare esser stata una scelta obbligata in quanto il giallo non era al momento disponibile.

Tutto ciò ha scatenato polemiche e ironia sul web.
C’è chi l’ha presa sul ridere commentando, “Tramite la Via della Seta arriverà a dorso di mulo il prezioso pigmento per fabbricare la vernice flava“, oppure, “Il giallo è primaverile. Solo dopo il 21 marzo. Mai chiederlo prima!”, e chi invece ha liquidato l’opera come una “gognata inguardabile”.

Comunque, dove prima campeggiava la scritta “FOTTI IL SISTEMA, STUDIA”, firmato dal simbolo dei centri sociali, c’è ora un più blando ed educato, “PRENDI PER I FONDELLI IL SISTEMA, LEGGI”.

L’evoluzione della parete di Palazzo San Pietro, sede della biblioteca comunale

Idem sull’altra parete, dove la scritta “ODIA LA LEGA, AMA LOU REED” è stata sostituita da “(NON AMO LA LEGA), LOU REED TI AMO”, in omaggio alla “storica” scritta da cui tutto è partito, rimossa in ottobre sempre su richiesta dell’assessore Zandonella.

La “storica” scritta LOU REED TI AMO, per anni sulla parete di fianco all’ingresso della biblioteca

La scritta comparsa qualche giorno fa,  poi coperta dalla pittura grigia e in seguito ripristinata con gesso giallo

Un’altra differenza, oltre al tono del messaggio e al mezzo utilizzato, è che questa volta si conosce l’identità dell’autore: si tratta di Alberto Esse, operatore culturale piacentino.

Esse e la sua scritta in gesso

La biblioteca Passerini Landi con le scritte di Alberto Esse

Il performer non ha nulla a che vedere con gli autori delle scritte precedenti, ma non ne condanna le azioni, in quanto sostiene: “Sui muri generici, le scritte di carattere politico-sociale o poetico o creativo a mio avviso hanno una loro dignità“.

Ecco il video della performance.

NON C’É PACE PER LOU REED, CHE TORNA SUI MURI DELLA BIBLIOTECA GRAZIE AD ALBERTO ESSEL’operatore culturale Alberto Esse durante la sua “performance di ripristino” delle scritte sui muri della biblioteca Passerini Landi. Niente paura, si tratta solo di gessetti questa volta.

Pubblicato da Piacenza Diario su Domenica 10 febbraio 2019

Condividiamo come richiesto anche il comunicato stampa relativo alla performance.

“PAROLE E MACCHIE”

installazione performance di ripristino

DEL LABORATORIO DI ALBERTO ESSE / LUOGOMOBILE

Nella giornata di domenica 10 febbraio 2019 l’artista Alberto Esse ha realizzato la installazione performance “Parole e macchie” ripristinando in modo creativo e non invasivo (con un gessetto) le scritte apparse e poi cancellate sui muri della Biblioteca Civica a Piacenza.

Questo il suo intervento durante la performance:

Chiarisco innanzitutto che sono assolutamente contrario ai cretini che scrivono sui muri storici o sui monumenti della città. Sono in disaccordo anche con coloro che scrivono su normali muri TAG e frasi oscene o senza senso. Diverso invece è il discorso che riguarda, sui muri generici, le scritte di carattere politico-sociale o poetico o creativo che a mio avviso hanno una loro dignità: Se andate in via Colombo potrete vedere su un muro la scritta “VOTA GARIBALDI” e il faccione barbuto di Giuseppe. Si tratta di una scritta fatta in occasione delle elezioni del 1948. Per me questo graffito dovrebbe essere tutelato come patrimonio storico visuale della città”

In questo caso sono intervenuto per ripristinare, con dei gessetti (quindi facilmente cancellabili) non sull’intonaco di un muro ma su delle orrende macchie grigio topo fatte da Iren per cancellare alcune scritte apparse nei giorni scorsi.

Questo per rendere evidente come spesso la pezza è peggiore del buco ma anche per denunciare l’ipocrisia di chi si affretta a far cancellare scritte antifasciste e invece lascia sui muri per anni, scritte o simboli nazifascisti; per denuciare l’ipocrisia di chi si indigna per quattro parole su intonaci o muri cadenti e non ha nulla da dire su quell’inquinamento visivo coatto dei grandi tabelloni pubblicitari che infestano la città e soprattutto non ha nulla da dire sullo stupro della nostra città consistente nell’invasione di automobili che contribuiscono a creare una aria mortifera; per denunciare l’ipocrisia di chi non ha nulla da dire sulla cementificazione selvaggia, sul proliferare della logistica e sui progetti di parcheggi interrati in Piazze Storiche, di chi come la Sovristenza ha permesso il noto sfregio al selciato di Piazza Cavalli. Due pesi e due misure inaccettabili.

Nel caso specifico si sono cancellate le scritte ma non si è intervenuto sulla vergogna dell’intonaco cadente sbrecciato da anni sui muri della Biblioteca: questo si un affronto alla dignità della città e della cultura.

Questa performance infine si richiama ad una mio intervento del 1969, quando invitato alla Mostra “L’arte Contemporanea in Emilia organizzata dall’allora GAM nelle sale di Palazzo di Re Enzo a Bologna partecipai con la diffusione tra il pubblico di un centinaio di opere intitolate “Da usare subito – gessetto Bianco” con allegato appunto un gessetto. Sull’opera foglio, tra l’atro, era scritto: “ “una comunicazione bassa anche un metro da terra popolare ancora un tentativo prima del silenzio rifiuto della pagina muro come soluzione muro la via la piazza il muro l’intonaco la calce il gessetto il pennello di nascosto per non essere scoperto integrato la pagina muro un gesto inconsueto illegale : nottetempo scrivere sui muri si può e sporca le mani di bianco (è severamente vietato scrivere sui muri)”.

Il video della performance di Alberto Esse

NON C’É PACE PER LOU REED, CHE TORNA SUI MURI DELLA BIBLIOTECA GRAZIE AD ALBERTO ESSEL’operatore culturale Alberto Esse durante la sua “performance di ripristino” delle scritte sui muri della biblioteca Passerini Landi. Niente paura, si tratta solo di gessetti questa volta.

Pubblicato da Piacenza Diario su Domenica 10 febbraio 2019

Laura Parmeggiani è una giovane freelance nel settore della comunicazione. Si laurea nel 2015 in Graphic Design con uno spot...

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