“Suggerimenti per la cultura a Piacenza? Un tavolo dei musei e una gipsoteca”

Tempo di studio e progettazioni per Alessandro Malinverni, Conservatore del Museo Gazzola di Piacenza, Referente scientifico della Pinacoteca Stuard di Parma, Consigliere di presidenza dell’Accademia Nazionale di Belle Arti sempre a Parma e docente di storia dell’arte. Una risorsa culturale piacentina apprezzata da tempo, quella di Malinverni, spesso protagonista di iniziative originali, autorevoli, ma anche rivolte al grande pubblico. Una voce sempre discreta, anche quando gli si chiede qualcosa della cultura a Piacenza. Suggerimenti per il nuovo assessore alla cultura? Con garbo, qualcosa emerge

STORIA DELLA MODA E DEL COSTUME Tra i tanti progetti da mettere a punto per settembre, per il Prof. Malinverni, anche un corso di linguaggi della moda: Storia della moda e del costume, prima volta a Piacenza di un’offerta culturale e di approfondimento di questo tipo. Accanto ai corsi di storia dell’arte proposti non solo presso l’Istituto Gazzola, anche un percorso che si collega ad una passione di Malinverni, un interesse già sviluppato attraverso iniziative e mostre dedicate in particolare a Chino Bert, raffinato protagonista dell’alta moda italiana degli anni 50/60. “Moda vista e rivista attraverso l’aspetto sociologico, antropologico oltre che artistico- ci spiega Malinverni-veicolo privilegiato e non troppo inflazionato per conoscere meglio la storia di una civiltà e delle sue trasformazioni. Un altro tassello, per arricchire l’offerta culturale piacentina che si nutre anche di queste iniziative di divulgazione dell’arte, sotto vari aspetti.”

CULTURA A PIACENZA, CHE FARE? Con garbo, dicevo, ma comunque con competenza. Dunque la cultura a Piacenza, come migliorarla, cosa suggerire al nuovo Assessore Christian Fiazza? E magari partiamo con una valutazione della mostra dedicata a Klimt, in chiusura proprio in questi giorni “ Trovo che sia stato un evento utile e interessante per la nostra città, una mostra ben organizzata, così come lo furono quelle dedicate a Guercino e a Pordenone. Per il Klimt ha giocato un ruolo importante anche la location, strategica in quanto circondata da istituzioni culturali, da energia positiva.  Bisognerebbe garantire una maggior continuità a questi percorsi, immaginando anche eventi meno impegnativi economicamente, che certo non possono essere sostenuti con frequenza, ma comunque autorevoli. La gente ha voglia di partecipare, se viene accompagnata e stimolata da iniziative che possono incuriosire, risponde. Ho notato che le persone apprezzano le manifestazioni realizzate con impegno e passione, sanno riconoscerle e premiano questi sforzi”

Continuità e fare squadra. C’era una volta un tavolo dei Musei, che ha provato a fare rete tra tutte le realtà museali della città, per avere progetti condivisi. “Un modo di lavorare possibile- precisa il Prof. Malinverni- e anzi auspicabile visto anche il numero non impegnativo di musei della città. Sono già state fatte piccole cose, quando in passato era operativa questo tipo di collaborazione. Ricordo aperture congiunte, ad esempio, o altri timidi  tentativi di condividere offrendo proposte omogenee. Sarebbe utile ripristinare questa collaborazione, un confronto effettivo per valorizzare, attraverso un lavoro di squadra, le peculiarità di ognuno”

L’ISTITUTO GAZZOLA, DA VALORIZZARE Piacenza è un po’ così, a volte non riesce proprio a dare il giusto merito a realtà del territorio. E se è vero, come scrive proprio il Prof. Malinverni nel sito della Fondazione Istituto Gazzola, che si tratta ancora di un riferimento culturale e artistico per la città, è altrettanto vero che il Gazzola resta un po’ defilato rispetto ad altre istituzioni e che da sempre vive e lavora senza il sostegno di fondi pubblici “Una maggior attenzione da parte del Comune ci starebbe- rileva Malinverni- anche perché non va dimenticato che proprio il Gazzola ospitò dal 1903 sino agli anni Sessanta il primo museo civico di Piacenza, con collezioni del Collegio Alberoni e del Comune stesso.” Accanto alla scuola d’arte, fucina di formazione di alto livello e cuore pulsante di una Piacenza che crea, al Gazzola si trovano anche un archivio e un museo che raccoglie lasciti, acquisti, donazioni e saggi scolastici. Non solo. Tante anche le iniziative di porte aperte alla città e di rappresentazioni, con taglio divulgativo, per coinvolgere e appassionare al mondo dell’arte un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo.

UNA GIPSOTECA A PIACENZA , PERCHE’ NO? Piacenza potrebbe dotarsi di una gipsoteca. Un progetto che il Prof.. Malinverni accarezza da tempo e che non esita a riproporre come suggerimento a chi si occuperà della prossima stagione culturale di Piacenza. Sono almeno 150, quasi tutte in buono stato, le sculture in gesso, conservate presso l’Istituto Gazzola. Si tratta di opere in stili diversi: barocco, medioevale o del primo rinascimento. “Un patrimonio da fare invidia ad altre città- precisa Malinverni- una collezione straordinaria, con gessi copie di statue antiche, ma anche di capitelli del Duomo, di San Savino, di Chiaravalle della Colomba, per fare solo qualche esempio; calchi in gesso di originali che si stanno rovinando e che potrebbero essere proposti nella veste integra e originale in questo modo. La sede della gipsoteca- prosegue lo storico dell’arte- potrebbe essere al Gazzola, ma anche altrove, a disposizione della città. La Fondazione sarebbe molto contenta di questo. Sarebbe un’occasione per riflettere sul valore della scultura, poco rappresentata a Piacenza, attraverso quello che è considerato lo stadio intermedio della realizzazione di un’opera; ma anche un’opportunità, tra le atre, per avvicinare al mondo dell’arte il pubblico degli ipovedenti, attraverso un’esperienza tattile di grande valore”.

ESTATE CULTURALE A CASTELNUOVO FOGLIANI Dunque, in attesa degli sviluppi della nuova gestione culturale a Piacenza e in attesa di capire quale eredità lascerà il Klimt con i suoi 60mila visitatori, lo sguardo di chi segue le iniziative culturali si sposta in provincia, dove, anche per l’estate 2022, non mancano proposte interessanti. Tra le tante, la ricordiamo con il Prof. Malinverni che ne è artefice, quella che propone la scoperta della Piccola Reggia di Castelnuovo Fogliani, nel Comune di Alseno, splendido gioiello di storia e di arte, tra le eccellenze della piacentinità. Delle sette date in programma da marzo, sempre di domenica, l’ultima del mese, ne restano tre: 31 luglio, 28 agosto, 25 settembre. A guidare i visitatori alla scoperta dell’architettura e dell’arte del maniero piacentino sarà proprio Alessandro Malinverni, con una modalità nuova, con ampio margine di sviluppo. Dal portale, al salone delle feste, dalla galleria dei ritratti fino al salone ovale e al bellissimo giardino, la visita sarà articolata attraverso un canovaccio recitato, una storia riproposta in modo accattivante con la “messa in scena” di episodi e dialoghi agganciati al valore artistico e alla storia di ciò che si vede. Un bel modo di fare cultura, a passi piccoli, ma decisi. Così come dovrà fare Piacenza, si spera, nei prossimi anni.

Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna...

2 Comments

  • Tiziana ha detto:

    Proprio per corretta informazione ricordo di aver dato vita, come Assessore alla Cultura e al Turismo, a Piacenza Musei in Rete: dieci realtà museali, tea pubblici e privato, con un unico biglietto che prevedeva la gratuità delle collezioni private. Era già incluso l’Istituto Gazzola.
    Grazie Mirella per i tuoi reportage.
    Un caro saluto

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