NUOVA SEZIONE ROMANA DEI MUSEI ARCHEOLOGICI DI PALAZZO FARNESE,LE IMMAGINI IN ANTEPRIMA

Da lunedì 17 maggio 2021, i Musei di Palazzo Farnese a Piacenza si presenteranno ancora più belli.

Dopo l’apertura della collezione di ceramiche, avvenuta nel novembre 2019, nei sotterranei riqualificati di Palazzo Farnese, si alza il velo sulla nuova Sezione Romana del Museo Archeologico, che aggiunge un importante tassello alla conoscenza del passato di Piacenza.

Una delle sale piú maestose della nuova Sezione Romana (Foto Pagani)

Il progetto di restauro e rifunzionalizzazione dei sotterranei di Palazzo Farnese e l’apertura della nuova sezione archeologica romana sono stati possibili grazie ai fondi europei stanziati dalla Regione Emilia-Romagna nelle linee di finanziamento Por-Fesr2014 -2020 Asse 5, a cui il Comune di Piacenza ha aggiunto ulteriori proprie risorse; coordinato da un Comitato Scientifico, il progetto è stato realizzato in stretta e costante sinergia con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza.

Apertura in anteprima della nuova sezione romana. Lunedí 17 verrà aperta al pubblico (Foto Pagani)

Sono circa 1.400 i reperti che i visitatori potranno apprezzare per la prima volta e attraverso i quali ripercorrere gli eventi che hanno caratterizzato la storia di Placentia romana, dalla sua fondazione nel 218 a.C. fino all’insediamento dei Longobardi nel VI secolo d.C.

Alcuni reperti esposti presso la nuova sezione romana dei Musei Archeologici di Palazzo Farnese (Foto Pagani)

Il percorso, suddiviso in quindici sale, secondo un’impostazione tematica e didattica, si apre con un inquadramento territoriale e cronologico dell’epoca, nel quale si dà spazio alle scoperte e alla metodologia archeologica e si conclude con un video che ripercorre le tappe più significative della storia della città.

Diversi sono i temi affrontati: le preesistenze nel territorio piacentino prima della colonizzazione romana; la fondazione, la forma urbis e le istituzioni della nuova città romana; l’economia, i commerci, la produzione e il ruolo del fiume Po; l’edilizia residenziale e la vita quotidiana; i culti e gli edifici religiosi; i monumenti funerari e le necropoli; la fine del mondo romano e il passaggio all’alto-medioevo.

(Foto Pagani)

All’interno della Sezione Romana si ritrovano alcune eccellenze, come il celebre Fegato di Piacenza o l’imponente statua panneggiata firmata dallo scultore ateniese Kleoménes, entrambe valorizzate dal nuovo allestimento, oltre ad alcuni importanti reperti inediti in grado di restituire il volto della città e di ricostruire la vita nella Placentia romana.

il fegato etrusco (Foto Pagani)

Tra questi uno straordinario letto funerario, ricostruito in legno e con un rivestimento in osso bovino di gusto ellenistico, che faceva parte degli arredi della tomba rinvenuta nella zona di Cantone del Cristo durante gli scavi per la costruzione di un nuovo reparto dell’ospedale Guglielmo da Saliceto e le Antefisse, ovvero gli elementi decorativi finali delle tegole dei templi, di cultura ellenistico-orientale, rinvenute nel 1947 e nel 2000, che hanno permesso di ricostruire l’apparato ornamentale di un tempio, probabilmente posto nella parte settentrionale di Piacenza colonia romana.

Nella sala dedicata alla domus romana si possono ammirare eleganti mosaici pavimentali e oggetti di uso quotidiano, come frammenti di mobilio e lucerne, strumenti per la scrittura, balsamari per unguenti e profumi, contenitori per il trucco e ornamenti personali, attrezzi per la cura della casa, la filatura e la tessitura, resti dei giochi da tavolo, tra cui una scacchiera del II-III secolo d.C. in terracotta.

Anche i monumenti funebri testimoniano con la loro dimensione e la ricchezza degli apparati il rango dei defunti; ad esempio, è esposta una Sfinge alata, elemento decorativo di un monumento funerario a edicola, sicuramente appartenuto a una famiglia eminente.

Interessanti anche i reperti dell’ultima sala che testimoniano il passaggio della città alla dominazione longobarda, tra cui un tremisse in oro – moneta del tardo impero romano – coniato a Piacenza tra il 712 e il 744 durante il regno di Liutprando.

La nuova Sezione Romana del Museo archeologico di Palazzo Farnese è parte del progetto di Piacenza 2020/21, il calendario di eventi culturali, promosso dal Comune di Piacenza, dalla Fondazione Piacenza e Vigevano, dalla Diocesi Piacenza-Bobbio, dalla Camera di Commercio di Piacenza.

La conferenza stampa di presentazione della nuova Sezione Romana (Foto Pagani)

Il progetto ha beneficiato del sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, di Confindustria Piacenza, di CréditAgricole Italia, dell’Ente per la Valorizzazione di Palazzo Farnese e dei Monumenti Farnesiani, di Davide Groppi, della Ditta Gregori Gaetano SAS, di TAGMA di G.N.Tagliaferri, dei Musei Civici di Modena.

La nuova sezione apre al pubblico, in via eccezionale, lunedì 17maggio, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18; sarà poi visitabile nei consueti orari dei Musei Civici di Palazzo Farnese dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 (sabato e domenica solo su prenotazione).

Le immagini in anteprima realizzate da Laura Parmeggiani

ALCUNE INFORMAZIONI PER VISITARE LA NUOVA SEZIONE ROMANA DEI MUSEI CIVICI

a Piacenza, Musei di Palazzo Farnese | Sotterranei (piazza Cittadella 29)

Dal 17 maggio 2021

Biglietti:

Tutte le sezioni dei Musei di Palazzo Farnese: intero, €8,00; ridotto, €5,00; una sola sezione: €3,00

Alla sezione romana si accede con il biglietto d’ingresso dei musei.

La biglietteria chiude 30 minuti prima della chiusura dei musei

Orari:

martedì-domenica: 10-13 e 15-18; (sabato e domenica solo su prenotazione); lunedì chiuso

Apertura straordinaria solo ‘Sezione Romana’: lunedì 17 maggio, 10-13; 15-18.

Info biglietteria: T. +39 0523 492658; info.farnese@comune.piacenza.

Laura Parmeggiani è freelance nel settore della comunicazione. Si laurea nel 2015 in Graphic Design, ma è il video...

One Comment

  • Eleonora Savi ha detto:

    Bellissimo reportage. Andrò a visitare qs mostra anche se l archeologia non mi suscita generalmente molto interesse

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