SEBASTIANI IL 18 AGOSTO: “IN AMORE SONO UN FALLITO, VOGLIO SUICIDARMI” – il commento del sociologo Buttiglieri

Riceviamo e pubblichiamo: “Capire cosa vuol dire questa frase ci può aiutare a individuare le cause di questo delitto.Quando un uomo o una donna non si sentono amati cercano questo amore che gli manca negli altri.E visto che tra maschi e femmine esiste una attrazione sessuale è facile che l’amore venga ricercato nell’altro sesso.Molti cercano l’amore in cani e gatti, altri in pellegrinaggi, altri ancora nel cibo, nel cellulare. Ognuno lo cerca da qualche parte.Si è come un bambino che ha bisogno di essere amato, cioè coccolato, abbracciato, nutrito e accudito in tutti i suoi bisogni. Ma crescendo il bambino diventa autonomo, impara a prendersi cura di se e dei propri bisogni. Impara ad amarsi.Punto di partenza di questo processo di crescita e maturazione è la madre. E con lei tutte le persone che avranno a che fare con lui nei primi anni di vita.Se si sentirà amato imparerà ad amarsi e ad amare.Questo è quello che non avviene quasi mai.Fare un figlio è semplice. Per amarlo invece è indispensabile amare se stessi. E per amare se stessi l’unico requisito è NON REPRIMERSI, ovvero ESPRIMERSI.Cosa vuol dire non reprimersi?Ascoltare il nostro corpo, i suoi bisogni e soddisfarli. Ho parlato del corpo, non della mente. Se il corpo è soddisfatto la mente è soddisfatta.Come capite se state ascoltando il vostro corpo? E’ molto semplice.Come il bambino che piange per esprimere i suoi bisogni, cioè il suo disagio (fame, sete, freddo, caldo) così noi avvertiamo un disagio fisico e lo comunichiamo alla mente, che se non è impegnata in altri pensieri, si da subito da fare per soddisfare i bisogni del corpo.Ma spesso la mente degli adulti è immersa in mille pensieri, sollecitati dall’economia consumista attraverso tutti i mezzi di comunicazione, giornali, radio, tv, internet.L’adulto inoltre quasi sempre è cresciuto senza una educazione; educazione significa farlo esprimere, aiutarlo a scoprire la ricchezza che c’è in lui facendo sviluppare l’autostima.Ma quel che accade invece quasi sempre è che l’essere umano viene istruito in modo repressivo.La nostra è infatti una società autoritaria e non autorevole, dove gli esseri umani vengono addestrati a reprimersi, ad obbedire con l’uso della forza, a ignorare i bisogni del proprio corpo. La mente umana viene riempita di condizionamenti repressivi. In pratica la vita diventa un dovere. Il dovere di andare all’asilo, a scuola, al lavoro, a messa, tutti luoghi dove si impara ad obbedire, a reprimersi, e quindi a mandare il corpo in contrazione. E più il corpo si contrae, quasi tutti trattengono inconsapevolmente il proprio respiro, e più la mente si riempe di pensieri che non riusciamo a controllare. Tutto questo favorisce l’insorgere di malattie fisiche e mentali ed enormi problemi sociali. Essere umani repressi non sono in grado di dialogare, ma solo di fare monologhi o tacere. Fare sport competitivi e faticosi per il corpo piuttosto che attività fisica creativa.Tutto questo per dire che dietro ad un delitto non c’è solo Sebastiani, ma anche una società dove il disagio sociale è il pane quotidiano.Mettendo in prigione Sebastiani la società se ne lava le mani, in attesa del prossimo delitto per prevenire il quale non avrà fatto niente.”

di Paolo Mario Buttiglieri, sociologo

Laura Parmeggiani è una giovane freelance nel settore della comunicazione. Si laurea nel 2015 in Graphic Design con uno spot...

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