La giunta Barbieri perde i pezzi. Un “tutti a casa” che non fa bene alla città

Alla fine di una settimana ricca di colpi di scena per la politica piacentina, scelte e avvicendamenti, in realtà, in gran parte annunciati, ci sta un’analisi attenta di quanto sta accadendo a palazzo Mercanti.

Un articolo sull’operato della giunta e del Sindaco, che porta la firma di Massimo Solari, avvocato, giornalista e opinionista piacentino. Una valutazione che ripercorre questi primi mesi di mandato e le recenti uscite di due assessori , Polledri e Garetti, non trascurando nemmeno l’aspetto della comunicazione, di certo non particolarmente curato dalla giunta Barbieri. Il Sindaco conserva un’immagine forte e abbastanza convincente, nonostante gli ultimi scossoni, ma dovrà impegnarsi per dare più consistenza e regolarità alla comunicazione con la città. Ecco dunque quanto scrive Massimo Solari:

L’elezione di Patrizia Barbieri a sindaco di Piacenza era stata accolta bene anche da chi non si sentiva propriamente di centro-destra. La giunta precedente, di centro-sinistra a forte trazione Pd aveva dimostrato tutti i suoi limiti ed era giunta ad esaurimento.

Quando, esaminando le deleghe che il sindaco aveva affidato ai suoi assessori, commentavamo che sembravano frutto di una tecnica consumata, quella del divide et impera, eravamo forse dei facili profeti.

Un ministro per l’esercito. E uno per la marina.

Rapportiamole a livello centrale: poniamo che il ministro della difesa si occupi solo dell’esercito, poi dell’ambiente e dei rapporti con l’Europa. Mentre un altro ministro si occupa di marina e aviazione, dei problemi del Sud e dei valichi alpini.

Ecco, nella primavera 2017 Barbieri aveva sbriciolato le deleghe dando un pout-pourri ad ogni assessore. E accontentando più o meno tutti ma lasciando forti dubbi sull’effettività della azione amministrativa.

Poi la giunta Barbieri ha iniziato ad amministrare. Sappiamo che i conti dei comuni sono ridotti al lumicino. Sappiamo che la nuova amministrazione ha dovuto affrontare, appena insediata, la bufera giudiziaria dei furbetti del cartellino che ha decimato la struttura amministrativa. Sappiamo che i problemi della città sono notevoli e incancreniti (anche se non siamo al livello di Roma!)

Il bilancio del primo anno

Ma se esaminiamo il primo anno della giunta Barbieri, lo spettacolo appare desolante: qualche senso unico cambiato, i biscotti dello Stradone ridimensionati, abolito il festival del Diritto (era ora!) e tante dichiarazioni di principio.

Neanche tante. Più che altro mutismo. Anche sul nuovo ospedale, che doveva essere l’opportunità delle opportunità, più che nebbia non si vede: indicare l’area tocca alla Regione, no, tocca alla conferenza dei servizi, no, tocca al Comune. Ad oggi, dopo un anno, si naviga ancora a vista.

Ma se fino a ieri la situazione appariva stagnante e deludente (e i social, all’inizio unanimi nel plaudire la Barbieri, hanno iniziato a mugugnare), negli ultimi giorni la giunta ha fatto faville.

Polledri. Garetti. E adesso Putzu?

Prima il sindaco “dimissiona” l’ingombrante assessore alla cultura, il vetero-leghista Massimo Polledri, esternatore seriale, che non deve essersi ancora ripreso dalla botta perché si è dimenticato di esternare. Oggi pomeriggio-leggi venerdì 19 ottobre- arrivano sul tavolo del sindaco le dimissioni dell’assessore ai lavori pubblici Garetti. Dimissioni non tanto improvvise perché Libertà le aveva annunciate stamattina.

Si vocifera che il prossimo transfuga dovrebbe essere il forzista Filiberto Putzu, assessore al centro storico. Lui, per ora, tace, mentre il sindaco oggi ha incontrato tutti gli esponenti della maggioranza.

Se un assessore ha fatto bene, in quest’anno, è stato Putzu. Il centro storico è stato animato da molte manifestazioni e se nessuna è stata epocale (i fondi sono al lumicino) nessuna è stata sbagliata.

Quartiere Roma: Bronx o parco della Vittoria?

Bene anche l’assessore forzista Sgorbati, ai servizi sociali e il leghista ortodosso Zandonella, alla sicurezza. Il quartiere Roma non è diventato parco della Vittoria ma non è neppure più il Bronx. Tante iniziative, tra cui il mercatino dell’antiquariato, presenza delle forze dell’ordine ai giardini Margherita e alla Stazione. Le risse tra portoricani proseguono, ma come fare ad impedirle?

I veri problemi, a nostro parere, sono soprattutto due: la mancanza di una prospettiva strategica e la totale assenza di comunicazione giunta-cittadini.

Se i singoli assessori tengono al corrente i loro followers dai loro profili social, il Comune continua ad inondare gli organi di stampa di comunicati sulle proprie iniziative, ma manca assolutamente una comunicazione istituzionale. Una Patrizia Barbieri che, settimanalmente, seduta di fianco al caminetto, dica ai cittadini: “questa settimana abbiamo fatto questo, ci siamo occupati di ques’altro, abbiamo risolto questo piccolo problema”. Le frazioni – inondate di promesse durante la campagna elettorale – sembrano più abbandonate di prima.

In comune. E in provincia.

E, non ultimo, la prospettiva che sta per diventare realtà che il sindaco Barbieri diventi contemporaneamente capo della Provincia. Necessariamente diventerà un sindaco a mezzo servizio. E ci sembra che la Città di tutto abbia bisogno meno che di un calo di attenzione da parte della sua prima cittadina.

Bravissima, a detta di tutti, ma umana e dunque con forze limitate.

E l’opposizione?

L’unica fortuna dell’amministrazione è la mancanza di una opposizione degna di questo nome. I quattro superstiti del gruppone Pd alzano la voce sui problemi minimi ma latitano sui grandi temi. I due consiglieri pentastellati sembrano attendere sempre Godot e la consigliera ex Trespidi Girometta è concentrata sulle buche delle strade. Il candidato sindaco sconfitto Rizzi ha addirittura buttato la spugna, dando qualche giorno fa le dimissioni da consigliere.

Insomma, l’aria che si respira a palazzo Mercanti è un po’ da 8 settembre. Un “tutti a casa” che non fa bene alla città. A meno che la Sindaco non ritrovi la sua grinta e non riprenda a lottare. E lo vedremo dalle nomine dei prossimi assessori, che dimostreranno se si è già esaurita la spinta propulsiva della giunta Barbieri.

Massimo Solari

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