Craxi e Sigonella: storia di un grande gesto di libertà

Per la festa della Repubblica una città italiana, Rieti, ha onorato uno statista che ha amato l’Italia, e che, in circa 80 anni di storia dell’Italia repubblicana, ha compiuto, a mio avviso,  l’unico gesto di sovranità nazionale che il nostro paese abbia conosciuto. Stiamo parlando di Bettino Craxi. E’ stato appunto il sindaco di Rieti che, in occasione della festa della Repubblica, ha voluto inaugurare il busto del leader socialista nella piazza reatina che porta proprio il nome di Craxi. E ancor più importante del busto è, probabilmente, la targa che è stata apposta, dove vi è scritto: Allo Statista Bettino Craxi. A ricordo della “notte di Sigonella” quando, con fermezza di carattere e tempestività di decisioni, dimostrò spiccato senso patriottico. E ricordò al mondo intero che si può essere alleati di qualcuno senza diventarne sudditi”. Già, Sigonella. Luogo dell’unico gesto di orgoglio e di libertà che l’Italia abbia conosciuto dalla fine della seconda guerra mondiale, e che ha come artefice proprio il leader socialista.

LA CRISI DI SIGONELLA

Ma ricordiamo, per tenere sempre vivo il ricordo, cosa avvenne esattamente quell’11 ottobre 1985 nella piccola frazione siciliana. Il 7 ottobre la nave da crociera italiana Achille Lauro stava lasciando le acque territoriali egiziane per approdare in territorio israeliano, quando venne sequestrata da un commando di miliziani palestinesi. L’equipaggio della nave riuscì a diramare un S.O.S. che venne captato in Svezia e, da lì, girato alle autorità italiane. La motivazione dell’operazione compiuta dai sequestratori era chiara: si chiedeva la liberazione di cinquanta palestinesi detenuti in Israele, ed appartenenti all’F.P.L.P., fazione dell’O.L.P., l’Organizzazione per la liberazione della Palestina. Non appena informati dei fatti, i ministri italiani degli Esteri e della Difesa, il democristiano Andreotti ed il repubblicano Spadolini, attivarono i competenti canali d’intervento: le unità diplomatiche di crisi ed i vertici delle Forze Armate e dei servizi segreti. I miliziani a bordo della nave, nel frattempo, decisero di passare ai fatti, minacciando di uccidere un passeggero ogni tre minuti in caso di non accoglimento delle richieste da essi formulate. A trovare la morte fu lo statunitense Leon Klinghoffer, paraplegico, poi gettato in mare. Il clima si faceva sempre più incandescente, e portò ad una situazione di forte contrasto tra l’amministrazione americana di Reagan ed il governo italiano, presieduto appunto dal socialista Bettino Craxi. La nave si trovava in acque siriane. Da parte americana, si insisteva per l’uso della forza; da parte italiana, la volontà prevalente era diretta ad instaurare una trattativa con i sequestratori. A seguito di pressioni della stessa Autorità Palestinese, la Achille Lauro tornò in Egitto. Da lì, il governo del Cairo ordinò che miliziani e rappresentanti palestinesi fossero immediatamente trasportati a Tunisi, dove l’Autorità medesima aveva allora sede, a bordo di un Boeing 747. Tuttavia, gli americani si frapposero, e diramarono a tutti gli aeroporti sorvolati dal velivolo (in Tunisia, Grecia e Libano), di rifiutarne l’atterraggio. La sera del 10 ottobre entra in scena Michael Ledeen, consigliere della Casa Bianca e collaboratore del SISMI, il quale annuncia per telefono a Craxi che il 737 con i dirottatori atterrerà a Sigonella.
“E perché proprio a Sigonella?, proprio in Italia?”, domanda Craxi. “Per il vostro clima perfetto, il vostro cibo delizioso e la vostra cultura millenaria”, risponde Ledeen.
Craxi acconsente all’atterraggio alla precisa condizione che fosse poi il governo da egli presieduto a gestire il resto delle operazioni: inoltre il leader socialista telefona a Sigonella e ordina che l’aereo venga protetto con le armi fino alle estreme conseguenze.

Gli organi di assistenza della base provvidero, pertanto, a istruire il Boeing della EgyptAir, che si posizionò sulla parte italiana dell’impianto. Nel volgere di breve tempo, sulla pista confluirono avieri, carabinieri e militari statunitensi. I soldati italiani circondarono l’aereo ma i militari statunitensi, i quali intendevano prendere in consegna i passeggeri palestinesi, circondarono i militari italiani e non esitarono a puntare le armi su di loro, come da disposizioni ricevute da Washington. Accadde allora l’impensabile:fedele alle precise disposizioni del nostro Presidente del Consiglio, il generale Annichiarico  ordina che i carabinieri e i nostri soldati circondino a loro volta i militari statunitensi. La situazione si protrae in un clima di estrema tensione, mentre le comunicazioni tra Roma e la Casa Bianca proseguono serrate. Alla fine, sul far dell’alba dell’11 ottobre, gli americani cedono. Craxi dovette pagare molto caro, qualche anno dopo, quest’atto di coraggio e dignità.

BETTINO CRAXI TRA PIETRO NENNI, CARLO ROSSELLI E BENITO MUSSOLINI

Oltre ad essere, come è noto, il pupillo di Pietro Nenni,  Craxi si ispirava a Carlo Rosselli, e al suo “socialismo liberale”. Craxi leggeva e rileggeva il testo fondamentale di Rosselli, che si intitola proprio Socialismo liberale.

Crediamo che il “liberal-socialismo” sia una delle forme politiche più avanzate e anche storicamente una delle più difficili da applicare. Alla base di questa idea vi è, come dice la parola, l’esigenza di conciliare la libertà individuale con la socialità; invece alla base dell’applicazione economica di essa vi è la concezione mista dell’economia. Carlo Rosselli, figura limpida di  antifascista idealista ebreo che sarà ucciso insieme al fratello Nello in un imboscata da estremisti di destra francesi, come è noto sviluppò dal suo maestro Gaetano Salvemini quell’esigenza di evoluzione del socialismo (non solo italiano, ma inteso come idea universale) iniettandovi dentro le pulsioni del liberalismo classico ed estirpandovi la lotta di classe, sulla scorta anche della sua collaborazione con Piero Gobetti e dalla conseguente influenza che quest’ultimo esercitò su di lui. Aprì così una breccia liberale nel socialismo che era vista con favore anche da Benedetto Croce. Il movimento politico che poi egli fondò nel 1929 si chiamerà Giustizia e libertà. E’ dalle idee di questo movimento che qualche anno più tardi, nel 1942, nascerà il Partito d’Azione di Ferruccio Parri, Ugo La Malfa, Emilio Lussu.

Inoltre, come è stato fatto notare da diversi biografi di Craxi (per es. Massimo Pini in Craxi, p.418, Mondadori, Milano, 2006),  il leader socialista si ispirava ad Alberto Beneduce, il dirigente pubblico liberal-socialista voluto da Mussolini negli anni Trenta per intervenire nell’organizzazione dell’economia italiana in seguito alla crisi internazionale del ‘29 e che oltre al resto creò l’I.R.I. e l’I.M.I. Il vecchio socialista di Predappio diede così inizio, prima di Roosevelt, all’ “economia mista”, quell’economia cioè che, nell’eventualità, prevedeva l’intervento dello Stato nell’economia privata. Craxi però a differenza di Mussolini tentò di realizzare nella pratica quella formula mista in un sistema liberale e senza svolte autoritarie e illiberali (molto probabilmente anche Mussolini tentò di mantenere intatta la libertà costituzionale fino al delitto Matteotti, ma poi scelse la via dell’autoritarismo) ma come Mussolini e a differenza di Roosevelt lo fece senza voler salvare a tutti i costi il capitalismo internazionale con tutto quello che nella politica di Roosevelt ne conseguì in termini di produzione e preparazione bellica. Se infatti Craxi avesse voluto a tutti i costi salvare il capitalismo non avrebbe frapposto fra sé e la politica estera nei confronti della principale economia capitalistica, gli Stati Uniti, la difesa della sovranità nazionale italiana a Sigonella.

Vogliamo infine ricordare, come Craxi, il cui padre era un importante partigiano socialista antifascista, si espresse su Benito Mussolini nella sua ultima intervista, pochi giorni prima di morire ad Hammamet: “A Mussolini tutto si può dire tranne che non abbia lasciato monumenti storico-architettonici in vent’anni di dittatura. Ha dato la terra ai contadini togliendola ai latifondisti. Ha costruito case per chi non disponesse di un pezzo di terra. Ha bonificato paludi e fatto nascere città. Ha posto le basi per i diritti sindacali. Ha dato impulso all’industrializzazione. Ha privilegiato il corporativismo contro il capitalismo. Ha unito il popolo contro la logica classista e partitocratica. Ha creato uno Stato sociale italiano. Ha chiuso la porta alla FORD per tutelare la FIAT. Ha tutelato il diritto italiano sul Mediterraneo, per cui siamo stati sempre condannati alla morte da francesi e inglesi. E ha pagato con la vita tutto questo…

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