MADONNA DELLA NOTTE. AL CAMPO DI SAN BONICO 15 ANNI DI APPARIZIONI E PREGHIERE

L’11 luglio 2004 la prima apparizione della Madonna della Notte. Il 15 luglio il primo giovedì di preghiera a San Bonico. Da allora 15 anni di presenza costante e di devozione autentica per Celeste Obertelli, il veggente, e la sua famiglia.

L’APPARIZIONE E I MESSAGGI CELESTI Una storia che, personalmente, ho raccontato tante volte anche attraverso media nazionali. L’eco di questa un’apparizione mariana, ancora presunta e non riconosciuta dalla Chiesa, ha infatti superato da tempo i confini provinciali coinvolgendo ogni settimana persone di città e luoghi diversi, anche molto lontani; a volte addirittura gruppi che con pullman, o altri mezzi, raggiungono la frazione piacentina. Inevitabile anche l’interesse di giornalisti di format noti o di testate blasonate. Presenze che, nonostante l’inadeguatezza di qualche voce sguaiata, non hanno scalfito la serenità di questo luogo, il senso di pace evidente, la totale buona fede della maggior parte di chi, ogni giovedì, si ritrova qui. Oltre 780 messaggi dalla Madonna della Notte, 783 per chi ci legge nei giorni di pubblicazione, tante storie, tanti giovedì sera uno dietro l’altro, con il caldo afoso o con le temperature sotto zero. Nulla è cambiato in 15 anni. Fede e buona fede, preghiera e niente altro. Ciascuno al campo cerca e trova quello che vuole. Spiritualità, emozioni, risposte, guarigioni, grazie. L’accesso al campo di San Bonico è libero per tutti e l’unico monito è quello di non intaccare la semplicità e la trasparenza di un’esperienza che si svolge lontana da fanatismi e in totale onestà di intenti. Un luogo, il campo di San Bonico, collegato anche alla vita di Paola Patelli, piacentina, figlia spirituale di Padre Pio che ha vissuto nella frazione piacentina fino alla morte, e indicato dalla Madonna a Celeste nel messaggio 629, secondo quanto riferito da lui, come la chiave di lettura di queste apparizioni.

COSA SUCCEDE AL CAMPO DI SAN BONICO

“Hai mai visto vendere qualcosa, immaginette o altro, a margine della preghiera?” me lo chiese mesi fa un collega della Rai inviato a Piacenza per scoprire qualcosa di più su questo caso. “No” la mia risposta sarebbe senza dubbi questa anche oggi, dopo tanti anni di frequentazione del campo, anche se in modo saltuario. Non ho mai visto nessun mercimonio, niente che faccia pensare a una squallida speculazione, a una messa in scena a caccia di facili guadagni sulla pelle di chi soffre. Ho visto gente che prega, con trasporto e gioia. Ho visto anziani, malati, giovani coppie che si tengono per mano, bambini che insieme ai genitori recitano l’Ave Maria. Ho visto occhi guardare verso il cielo, inumidirsi di lacrime di commozione, ho visto gente semplice accanto a persone facoltose, ho osservato con stupore un’umanità che per qualche minuto, in mezzo ad un campo, sembra ferma nel tempo e collegata alla vera essenza della vita.

Non solo. Il campo di San Bonico non vive solo il giovedì sera o il sabato pomeriggio, in occasione della chiamata mensile. C’è sempre qualcuno, a qualsiasi ora del giorno.  Qualcuno ci va di proposito, magari alla ricerca di un momento di preghiera in solitudine, qualcuno ci passa per caso, nota i fiori, gli ex voto, rallenta, magari si ferma.

UNA VITA TRA CIELO E TERRA 15 anni rappresentano una bella fetta di vita, ci pensavo in questi giorni ripercorrendo la storia di questa apparizione e parlando con Celeste Obertelli e la sua famiglia. Non ho chiesto loro interviste, nemmeno in occasione di questo importante anniversario. Di cose da dire ce ne sarebbero tante, e sono sicura che cambierebbero la visione di molti rispetto a questo caso. Ma il silenzio è ancora la strada migliore. Del resto, la domanda che torna è sempre la stessa.

“Ma l’apparizione c’è davvero? Qualcuno ha visto quello che Celeste racconta?”

Luci, profumo di rose, tracce misteriose su foto scattate al campo, guarigioni inspiegabili. I segni sono tanti; molti, forse, sono figli di suggestione, ma poco importa. La vera “magia” è quella della preghiera e Celeste sa bene che, qualunque sia la verità (verità di fede), lui è solo un tramite e mai ha pensato di arrogarsi virtù diverse. Il miracolo forse è già questo. La sua vita, quella della sua famiglia, scorre su un solco di quotidianità normale fatta di lavoro, studio, aspettative per il futuro, sacrifici e soddisfazioni. Il giovedì poi, succede qualcosa di unico. Da 15 anni, in un campo della campagna piacentina che cambia solo per i colori delle stagioni, la sensazione è quella di vivere qualcosa di straordinario che solleva dalle miserie di ogni giorno. Una vita tra cielo e terra, tra misteri insondabili e fiducia nella fede.

Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna...

3 Comments

  • Raffaele Filiziano ha detto:

    Buona Domenica, io mi chiamo Raffaele Filiziano, A San Bonico ci sono stato circa 12 volte già la prima volta ho sentito la voce della Madonna, e poi dopo la decima volta, la MADONNA è venuta a casa mia e mi ha concesso tre Grazie,ho provato a testimoniarle ma non tutti mi hanno creduto. Comunque è la verità, io non cerco notorietà ma sono un umile peccatore come tutti, la Grazia più grande è quella di avermi concesso L’AMORE INFINITO DI DIO. mi ha cambiato totalmente la mia vita. Mi fermo qui,posso testimoniare sotto giuramento che le Apparizioni sono tutte veritiere. Abbiate FEDE e ricordiamoci sempre di pregare con Amore e sentimento, in Fede Raffaele.

  • Isabella ha detto:

    Molto bello e chiarissimo letto tutto di un fiato,rende fedelmente questo regalo dal cielo con la protezionedi Padre Pio.. Grazie.

  • fabio dolci ha detto:

    signora Mirella buonasera , frequento il campo di San Bonico da 3 anni , e lei non poteva descrivere meglio questa realtà. questo posto dà un momento di pace e riflessione, a tutti noi, che per la pace e la riflessione non abbiamo mai tempo. una luce a noi invisibile avvolge questo campo, sempre, e aiuta le persone a ritrovare la propria umanità, la propria normalità, una pausa benefica dalla frenetica e stressante quotinianità. Un beneficio da conservare il più possibile e far crescere nel tempo, per viverlo sempre più ogni giorno. la saluto e le auguro buon lavoro e tante belle cose.

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