#ioapro, anche a Piacenza protesta di ristoratori e baristi contro stretta delle misure anti Covid


Andranno contro le restrizioni imposte dal dpcm del governo, tenendo aperte le loro attività anche la sera. Sono baristi e ristoratori che da venerdì 15 gennaio, in tutta Italia (secondo gli organizzatori sarebbero già in 50mila) aderiranno all’iniziativa “IoApro”, lanciata da un imprenditore di Pesaro per protestare contro le misure anti-Covid che stanno pesantemente penalizzando l’economia nazionale e che dal 16 gennaio saranno ancora più stringenti.

Anche Piacenza si sta muovendo per aderire a #IoApro1501 (questo l’hashtag ufficiale). Il referente è Mirko Rinaldelli, titolare di Agriranch “La Betla” di Bettola, e c’e anche un gruppo Facebook “Ioapropiacenza” con circa 200 membri.

Gli organizzatori di “IoApro” hanno fornito anche contatti per eventuale supporto legale, come indica l’immagine successiva, dal momento che questa forma di disobbedienza civile espone inevitabilmente alla possibilità di incorrere in sanzioni pecuniarie da 400 a 1000 euro, applicabili sia agli esercenti che ai consumatori, e chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni.

L’iniziativa non è sostenuta dalle associazioni di categoria come ad esempio FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) che – ci ha detto Michele Balocchi, membro del consiglio di FIPE Piacenza e ristoratore piacentino che non aderirà a #ioapro – sta pensando di proporre altre forme di protesta, come ad esempio la temporanea sospensione dei servizi di delivery e take away.

Laura Parmeggiani è freelance nel settore della comunicazione. Si laurea nel 2015 in Graphic Design, ma è il video...

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