Lorenzo Peretti andrà all’Inter. Storia di una promessa piacentina del calcio nazionale

Dalle giovanili della Cremonese all’Inter, a Milano, dove, da settembre, Lorenzo, frequenterà anche il Liceo sportivo Pantani. Come cambia la vita di un ragazzo di provincia lanciato nel calcio internazionale e quanta energia c’é nella realizzazione di un sogno fatto di talento, fortuna, ma anche di tanta volontà.

14 anni, di Vigolzone, Lorenzo Peretti é un fuoriclasse. Un ragazzo determinato e molto concreto, che sa di aver già vissuto quello che per molti suoi coetanei resta solo un sogno, pronto ad impegnarsi fino in fondo per arrivare a traguardi ben più ambiziosi.

Intervistato dai suoi compagni di classe di Vigolzone, per il giornalino scolastico, ha raccontato le sue emozioni, tutte positive, in vista di un grande cambiamento di vita

Partiamo da capo. Come hai cominciato a giocare a calcio?

“Ho iniziato a 6 anni, stimolato da mio padre e mio zio, che praticavano questo sport. La prima partita l’ho disputata con la maglia del Vigolzone, al torneo di Bettola. Mi é piaciuto subito e ho dimostrato di avere buone capacità. L’anno dopo sono stato spostato con bambini che avevano un anno in più di me, poi all’età di otto anni e mezzo, dopo un torneo di Vigolzone, un osservatore della provincia mi ha notato e mi ha chiesto di fare un provino con la Cremonese. A nove anni appena compiuti, era gennaio 2013, ho cominciato a giocare per questa società.”

Che ruolo svolgi?

“Sono il capitano della squadra e gioco con la maglia numero 6, solitamente in difesa. Fisicità e piedi, gli aspetti che negli anni hanno determinano la scelta del ruolo, insieme all’allenatore, in questo caso Alessio Gambirasio, dello staff del settore giovanile targato Cremonese.”

Notato non solo dall’Inter, ma anche da Milan, Juve, Torino e Atalanta, Lorenzo ha scelto insieme alla sua famiglia, optando per Milano: scelta logistica di relativa vicinanza a casa e per una società che gli consentirà di studiare in un liceo completo, frequentato da giovani atleti di varie discipline, praticate a livello agonistico.

La garanzia di poter sviluppare una buona formazione sportiva ma anche culturale/scientifica, lo ha convinto a fare questo passo.

Tutto pagato?

Certo. La società ospiterà Lorenzo in un convitto esclusivo, una villa nella periferia di Milano; stanze da tre, per un totale di una trentina di ragazzi, circa, affiancati da un tutor. Libri, scuola, abbigliamento, vitto e alloggio, tutte le spese saranno ovviamente a carico dell’Inter.

Come sarà la tua giornata a Milano, tra studio e allenamenti?

“8.30/13.30 a scuola, quindi, dal martedì al venerdì, pomeriggi di allenamento in orari 15.30/17.30; lunedì e sabato liberi e domenica partita. Si mangia tutti insieme in un ristorante vicino al convitto: carboidrati a pranzo, proteine a cena, con tre menù a scelta, ma comunque ben calibrati. Il resto del tempo servirà per studiare, perché anche i risultati scolastici- ricorda Lorenzo- sono importanti per un buon calciatore e soprattutto sono monitorati in modo rigoroso dalla società.”

Non solo, Lorenzo spiega ai suoi compagni che sono monitorati anche i comportamenti fuori dal campo. A questi livelli, non si può sgarrare, e i sacrifici riguardano tutti gli aspetti della vita quotidiana.

Ne vale la pena?

Nessun dubbio rispetto a questo. Lorenzo ha, come dicevo, obiettivi ambiziosi ”Vorrei giocare una partita in serie A, una partita in Nazionale prima squadra e vorrei giocare qualche anno all’estero, se potessi scegliere, in Premier League in Inghilterra”- e ancora- “I miei genitori mi hanno sostenuto fin dall’inizio, e stanno vivendo bene anche la scelta che mi porterà lontano da casa. Vogliono il meglio per me. E sanno quanto sia importante questo sport. Nonostante le tante difficoltà non ho mai pensato di lasciare il calcio.”

Ecco, appunto. Cosa mi piace del calcio?

“Tutto. Mi piace giocare e vivere l’adrenalina della competizione, anche quando gioco in cortile con gli amici. E’ bello mettersi nei panni dei giocatori che hai sempre ammirato (Cristiano Ronaldo, per fare un nome)”

In questi giorni Lorenzo ha giocato al Garilli di Piacenza contro il Milan in un torneo internazionale e ha disputato anche l’ultima partita con i compagni di classe durante la giornata sportiva scolastica a Pontedell’Olio. “Ho dato il massimo per la giornata sportiva con i miei compagni di scuola, ma in futuro non potrò giocare ovunque, per evitare infortuni”

Bravo Lorenzo ti aspettano Milano, l’Inter, il calcio che hai sempre sognato. Cosa ti mancherà della vita di paese?

Lorenzo non ha dubbi “La cucina della mia nonna Adele, quella si. Mi mancherà davvero molto!!”

Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *