Lenereidi, moda sostenibile con maglia e uncinetto imparati dalle nonne

E’ partita con ricami su t-shirt, proposte nei mercatini, l’avventura imprenditoriale di Fabiola Inzani, 28 anni, piacentina, anima de Lenereidi. A distanza di circa 5 anni, oggi, la sua idea è diventata un brand che vende, on line, in tutta Italia e che propone una collezione articolata e affascinante. Lenereidi, il nome si collega a figure mitologiche, ninfe benevole che incantavano i viaggiatori con la loro bellezza e gentilezza, si caratterizza per uno stile unico, con capi completamente realizzati a mano, in modo etico e in armonia con l’ambiente. L’arte di lavorare il filo, che Fabiola ha imparato dalle sue nonne, fin da bambina, viene declinata in tante sfumature diverse, dal ricamo alla maglia, dall’uncinetto alla sartoria, in modo semplice, ma con un’impronta forte e assolutamente riconoscibile nello stile.

Fabiola Inzani ideatrice de Lenereidi

Una scelta coraggiosa, quella dell’ideatrice de Lenereidi, lontana dalle logiche commerciali di massa, ma in anticipo quanto a intuizioni che, ora, anche le grandi catene, stanno mettendo in pratica. Fabiola, mamma di un bimbo di due anni, lavora da sola. Si occupa dell’ideazione e della realizzazione delle collezioni, ma anche dei contatti con i clienti, delle spedizioni, degli aspetti amministrativi e di comunicazione. A tutto questo si aggiunge l’impegno a portare a termine, entro un anno, il corso di laurea in Beni culturali, che Fabiola ha interrotto anni fa per dedicarsi al lavoro. Un esempio come tanti di donne in grado di occuparsi di più attività contemporaneamente e con buoni risultati.

Fabiola come hai iniziato questo progetto?

 “Ho iniziato a lavorare fin da bambina con le mie nonne, una ricamava e l’altra lavorava a maglia e uncinetto. I ricami sulle magliette sono stati il punto di partenza per questa attività, prima un gioco, poi un lavoro a tutti gli effetti. Il ricamo, che ho usato anche per personalizzare le mutandine,  che hanno contribuito a farmi conoscere, ha lasciato gradualmente il posto alla maglia e all’uncinetto. Maglioni, gilet, cappelli, balaclava (cappucci realizzati con lana riciclata),costumi; ogni capo ha un nome e viene realizzato seguendo un modello unico, ripetuto in modo sempre diverso, anche se con la stessa linea. Da poco ho iniziato a disegnare anche capi sartoriali che vengono confezionati da una sartoria di Bettola, in sintonia con i principi che ispirano il mio lavoro.

Sartoria del territorio, a km zero. Anche per le materie prime ti avvali di aziende italiane, specializzate nella creazione di capi al 100% certificati. Una scelta coerente con l’etica che sta alla basa del tuo lavoro

Si, l’ obiettivo infatti è quello di ridurre al minimo l’impatto ambientale, privilegiando scelte sostenibili. Il mio fornitore di lana, ad esempio, usa le fibre migliori garantendo tutta la filiera e offre anche kit per realizzare capi semplici, in modo autonomo. Un trend che qualche anno fa poteva apparire in controtendenza ma che ora sta ripartendo in modo consistente e infatti il mercato in questo ambito è in continua crescita: tornare alla manualità e al valore di capi unici, che costano magari un po’ di più ma che sono destinati a durare nel tempo.

Facciamo qualche esempio di prezzo:

Nuvola, ad esempio, il maglione iconico della collezione, costa 250 euro, con tanto di personalizzazione. Per realizzarlo impiego circa 6/7 ore di lavoro, da diluire in giornate diverse. La materia prima, come detto, è di ottima qualità, lana lavorata in Italia da allevamenti sostenibili, e garantisce una durata quasi infinita, in modo sempre performante. Un concetto di convenienza diverso da quello che prevede di acquistare un capo che costa poco, certo, ma che magari va sostituito ad ogni stagione.  

  Il sito, shop on line, è già un biglietto da visita del tuo stile. Curato, incisivo, ma allo stesso tempo delicato e gentile come i capi che propone ( e come le figure mitologiche da cui hai preso il nome)

Foto professionali, in location piacentine di grande bellezza e con ragazze che non sono modelle di professione. Ho scelto di investire nella comunicazione-precisa Fabiola-individuando una squadra di lavoro che incarna perfettamente l’immagine che voglio dare del mio brand. In pratica, un gusto vintage rivisitato in chiave moderna. Capi dedicati ad un target eterogeneo, nati per chi vuole distinguersi, con semplicità.

Uno stile semplice, senza fronzoli (la prima cosa nel cassetto) ma anche ricercato. Una nuova eleganza basata sulla cura dei dettagli, con capi realizzati a mano. E il futuro? Che margini di crescita ha questa esperienza?

Non ho come obiettivo quello di modificare più di tanto le dimensioni e la portata della mia attività, che resterà di nicchia per preservare quelle caratteristiche che ne hanno fatto qualcosa di riconoscibile e di apprezzato. Semmai, gli sforzi futuri, andranno nella direzione di consolidare l’identità del mio brand, allargandolo, come sto facendo, alla sartoria, e sviluppandolo in modo da lavorare in rete con altre realtà nello stesso settore, diffondendo le mie creazioni anche presso negozi fisici e altre attività per una sinergia proficua e un confronto continuo.

Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna...

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