“E QUEL GENIO TOTALE DI PINO BALLERINI?” L’INTERVENTO DI BRUNA MILANI

Sono onorata di ospitare un intervento di Bruna Milani a Piacenza Diario. Non ho conosciuto personalmente Pino Ballerini, ma la descrizione della sua arte tracciata in questa lettera mi ha emozionata. Bruna Milani, anche in questo caso voce autentica e vibrante, ricorda il valore di questo artista e chiede ragione di un’ esclusione eclatante. Lo spunto per una riflessione profonda, e mai banale, sul “cronico provincialismo” che Piacenza non riesce proprio a levarsi di dosso.

E QUEL GENIO TOTALE DI PINO BALLERINI?

“Su Libertà ho letto un articolo nel quale si dava ampio risalto ad una pergamena dove un bobbiese elencava le 36 persone che “avevano fatto grande Bobbio”. Persone indubbiamente valide, ciascuna nel proprio campo, (alcune delle quali mie amiche) ma con desolante tristezza ho constatato che non vi era elencato quel genio totale che è stato Pino Ballerini nonostante a Bobbio vi sia addirittura un museo delle sue opere. Il fatto che Pino Ballerini restasse, anche per sua scelta, piuttosto defilato e lontano dai riflettori, non significa che non fosse importantissimo. Era conosciuto anche fuori Piacenza, illustri personaggi venivano da lontano per incontrarlo, era un essere umano asolutamente straordinario e un artista totale. Non aveva infatti un proprio campo, perché operava in tutti i campi: poesia, pittura, scultura, composizioni musicali, canto, suonava la chitarra e l’armonica, ma soprattutto aveva un suo pensiero sulla vita, una filosofia dell’uomo e del mondo che non restava teoria, ma diventava vita, la sua vita. Era questo che incantava di lui. Cosa ha fatto di grande per Bobbio lui, che ha fatto così tanto per la cultura tutta? Ne scriveva anche in dialetto e ha fatto opere belle, originali e molto significative con sassi e pietre del Trebbia o coi legni che trovava nei boschi bobbiesi, in tal modo valorizzando anche le cose più umili di Bobbio nelle quali sapeva scovare poesia, analogie, significati e segreti. Amava talmente Bobbio da non volersene allontanare anche se altrove sarebbe diventato sicuramente più famoso. A lui interessava invece cogliere gli umori che lì respirava, i personaggi che incontrava (bellissimo un suo dipinto in cui ritraeva suoi compaesani al bar). I Sansoni, luogo stupendo ignorato da tutti, è stato da lui nobilitato con alcune sue opere d’arte. Un artista così, un uomo così, è una gloria non solo per Bobbio e per Piacenza, ma per la cultura in genere. La sua arte non parla solo agi occhi, non tocca solo il cuore, ma interroga la mente come le sue poesie lievi eppure profonde. Incontrare lui o le sue opere è un’esperienza non solo di arricchimento culturale, ma di ampliamento intellettuale e di maturazione umana.

Un genio così poteva e doveva essere valorizzato molto di più anche da vivo, a saperlo “spendere” bene sarebbe stato un fiore all’occhiello da fare invidia a molte città. Questo dovrebbe saper fare chi vuole diventare “capitale della cultura”, ma il cronico provincialismo che ci connota è capace solo di ritenere “grande” ciò che altri prima di noi  hanno ritenuto “grande”. Invece chi si occupa di cultura, di turismo o di immagine dovrebbe capire da solo e per primo i tesori di cui dispone il territorio.”

Bruna Milani

Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna...

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